Cari amici, parlando per me vi confesso che sono decisamente stufo di come i pseudo organizzatori di Mail Art Project ci prendono per "macchinette" produttrici di immagini d'avere GRATIS, per temi a dir poco imbecilli!
Oppure di organizzatori che di arte postale non capiscono nulla!


Due esempi significativi pervenuti nella mia casella email:

1/Fate le cose in regola, senno' vi tiriamo le orecchie:
"si invitano i mailartisti a prendere parte al progetto
seguendo le indicazioni sottoriportate
Forma di espressione libera (pittura, grafica, fotografia, poesia visiva...)
Dimensioni: grandezza massima formato A4 su cartoncino o supporto rigido
Invio opere: entro e non oltre il 15 giugno 2008
Catalogo a colori a tutti i partecipanti contenente tutte le opere trasmesse

AVVERTENZA

ogni lavoro datato e firmato dall’Artista dovrà essere accompagnato da:

1) una foto a colori e da un CD o floppy disc contenente una foto dell’opera
formato jpg, ad elevata risoluzione (min 300 dpi) e su scala 1:1
2) una breve biografia e curriculum artistico con una foto recente dell’artista
3) una liberatoria in carta semplice, con la quale si autorizza Ars Oficina Artium alla pubblicazione dei dati personali dell'autore, dovrà pervenire insieme alle opere controfirmata dall'artista stesso. L’Associazione non si assume alcuna responsabilità sulla veridicità dei documenti inviati e pubblicati.
Le opere non accompagnate dai supporti richiesti non saranno pubblicate sul sito dell’Associazione nè inserite nel catalogo ufficiale della mostra e non verranno comunque restituite."


In pratica l'organizzatrice non ti consente di utilizzare la cartolina ne le buste (MA NON SONO ALLA BASE DELLA MAIL ART?), in quanto con la prima non puoi allegare tutto il richiesto, con la seconda non utilizzi il supporto rigido... Non tanto tra le righe ti informa che se non segui le indicazioni del bando e' inutile che mandi il lavoro tanto no verra' preso in considerazione.

QUESTI A MIO PARERE NON SANNO NEMMENO L'ABC DELLA MAIL ART!


2/ ... Ma chi se ne frega lo potremmo aggiungere:
"The Torino Football Club Legend
Soccer, Passion and Myth: A Centenary Tale
We are glad to inform you of the great success of this initiative and we will be able to publish a catalogue with all works received in occasion of Torino Football Club’s Centenary."


Gli organizzatori hanno anche avuto la prosopopea di mandare le informazioni solo in inglese, l'italiano probabilmente non era necessario dato l'interesse mondiale, che dico, universale del tema (MI SCUSINO I TIFOSI DEL TORINO, per cui nutro il massimo rispetto).

*******

Ho volutamente omesso i recapiti d'invio, dato che non ho nessuna intenzione di pubblicizzare simile spazzatura!

Chiaramente io non partecipero' a nessuno dei due progetti (ma ha senso continuare a chiamarli cosi'?), spero che anche voi facciate altrettanto.

Claudio Romeo

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Risposte a questa discussione

Mah il monolingua per il Torino ha sorpreso pure me.
Ultimamente mi è arrivata un proposta d iuna docente, a me come ad altri, in cui il mailartista doveva inviare 15 copie e poi avrebbe ricevuto 15 risposte. Poi il mailartista poteva farne ciò che voleva, degli altri non si dice niente. Terminava dicendo - che in fondo questo è lo spirito della mail art, no ?-

Fra anarchia artistica e furbo interesse qualche sottile differenza sarà pur ammessa, no ?
cmq questo sito , la comunicazione ha anche questo scopo nella comunity, no ?
Mi sembra funzioni alla grande quest'aspetto !

ciao
Daccordo Luigi, ma premessa l'assoluta liberta' di partecipare o meno a tali progetti, il discorso di fondo e' questo: esistono dei "codici" che regolano piu' o meno l'arte postale, esiste una coscienza "globale" in ambito mailartistico che per certi versi si potrebbe definire etica, esiste una STORIA di quello che e' stato fatto in ambito mail art (sarebbe opportuno, a mio parere, che ogni mailartista avesse coscienza che fior fiore di menti hanno aderito e operano nella mail art), far rientrare "forza toro!" e avallare una operazione di mera facciata non mi sembra renda merito a quella che e' stata la vera essenza della MAIL ART! Tutto qui. Avendo un minimo di coscienza critica e di consapevolezza di quello che si vorrebbe fare, appare limpido l'insulsaggine di queste operazioni. Chiamami snob e montato, ma io credo in quello che faccio, e non faccio tanto per fare.
Forse hai frainteso le mie parole Claudio. Stavo raccontando la mia esperienza collegata al tuo post.

Non mi sembra, dalle mie iniziative e dai miei post, di dar l'idea di essere un mail artista occasionale. Certo non produco tanto ma i lavori di ben 200 artisti raccolti nel video che ora è arrivato a contare la sua settima proiezione in eventi di apio respiro e son 2 anni che gira in contesti non mailartizzati, quindi diffonde il, beh verbo no è troppo, diciamo gli articoli indeterminativi del network.

Rossana Cagnolati ha ricevuto dal sottoscritto la prima mail art anni fa, tutto documetato su IFotografi.it, e mi sembra che la mia sia stata un'ottima percezione, no ? ;-)

Quantità anche in mail art non è sinonimo di qualità, come tu stesso ne converrai. Allora uno sceglie, anche secondo il tempo a disposizione, proprio per non mandare pastrocchi. Se ti ricordi appena aperto DODOdada feci la proposta di segnalare anche in affidabilità le iniziative che circolano, quindi quoto il tuo post in pieno. ;-)

Ciao
Caro Luigi, forse sono stato frainteso anche io (ma va bene cosi, tra persone che si stimano non e' mai un problema), e' indubbia la tua valenza, non occorre assolutamente il chi ha fatto cosa, significativo il fatto che tu abbia risposto per primo dicendo cose sacrosante, l'importante (e penso che per te sia come per me) e' il capire che la Mail Art, come qualunque espressione artistica deve essere fatta con il cuore come con la mente, senza secondi fini se non quello di esprimere ed esprimersi... Ti abbraccio.
Claudio
Sono nella mail art da oltre 30 anni e questo tipo di problemi c'erano già quando ho iniziato. Allora ero giovane e combattivo, ho stilato lettere aperte arrabbiate, fatto circolare petizioni collettive per il rispetto delle "(non) regole auree" di netiquette della mail art, mi sono fatto tanti nemici e poco onore. Poi col tempo ci ho fatto il callo e oggi (quei due inviti li ho ricevuti anch'io, assieme ad altri anche più demenziali) ormai non ci faccio neppure più caso, se un invito ad un progetto non mi interessa o ha regole poco cristalline, semplicemente lo cestino. Inutile combattere i mulini a vento, mi pare quasi di dar loro importanza, è una perdita di tempo. Oggi chi vuole può informarsi sulla storia e tradizione della mail art, non mancano fonti anche in internet. Se poi c'è chi fraintende o fa il furbo, forse la cosa migliore è l'indifferenza. Resto convinto che il valore della mail art è nello scambio diretto molto più che nei "progetti" collettivi, questi ultimi sono come la scorza esteriore della cipolla, utile certo, ma il gusto maggiore è al centro.
Vittore "Old Fox" Baroni
Vittore, daccordo anche con te e ancor piu' daccordo della tecnica "non ti curar di lor, guarda e passa".
Pero' ogni tanto non fa male riprendere questi discorsi, anche perche' di gente nuova nell'arte postale ne arriva sempre... E sempre per citare repetita iuvant... Mi dispiacerebbe sentirmi dire da un neofita (ancora piu' neofita di me) "Ah, si la mail art, quella che ho visto nel progetto sui lombrichi del Volga, non mi sembra una cosa seria...!". Pur avallando il tuo concetto che la Mail art e' sopratutto quello dello scambio diretto, il progetto mi sembra un po' come lo specchio riflettente che concentra in un sol punto la luce e crea calore, sarebbe un peccato perdere questa opportunita' per "utilizzo improprio" che porta al disamoramento.
Beh, anch'io amo i progetti collettivi, altrimenti non ne avrei lanciati così tanti specie quest'anno, però ho anche un'attivo interscambio personale, non finalizzato a pubblicazioni o mostre, con almeno una ventina di corrispondenti assidui, da cui ricavo grande soddisfazione. Ho come l'impressione che molti, soprattutto neofiti, considerino la mail art solo ed esclusivamente il gioco dell'invito-progetto-documentazione, e questo fatto porta inevitabilmente al livellamento verso il basso della qualità generale di quel che circola nella rete, allo smarrimento di un vero "spirito comunitario" basato su una conoscenza reciproca non occasionale e non superficiale. Spero di sbagliarmi...
Il ragionamento e' valido, ma tu sai meglio di me, lo scrivevi anche su "Arte Postale", che per i neofiti il miglior modo (se non l'unico) e' quello di partecipare hai progetti per avere un certo numero di indirizzi di mailartisti, chiaro che poi devi avere l'interesse e la volonta' di entrare nel vero meccanismo del network, il contatto con i singoli artisti, esperienza unica nel suo genere ben espressa in Solo per i tuoi occhi. Probabilmente piu' che partecipare hai progetti e' bello lanciarli, costa impegno, fatica, denaro ma da una certa soddisfazione, non nel senso di raccolta lavori per incrementare il proprio archivio, ma in quello, azzeccando il tema, di aver fatto scattare in tutto il mondo tante piccole molle che hanno prodotto qualche cosa di unico e originale...
Sono davvero stufo di questi progetti strampalati di mail art! E' ora di darsi una regolata, io li ho subito cestinati e dire che non me ne arrivano tanti a cui partecipare ma ultimamente sembra che si debba lavorare per qualsiasi problematica, dal Torino calcio alla sagra del fungo. E' davvero troppo, per non parlare poi delle catene di S.Antonio. Basta!
Lamberto Caravita
Bravo Lambi! L'unico vero modo per ridurre drasticamente questo tipo di iniziative (chiamarli "progetti strampalati di mail art!" e' troppo buono) e' proprio quello di non parteciparvi. In piu', seguendo anche l'idea di Starace, DodoDada sara' sempre uno spazio disponibile per denunciare questo tipo iniziative. Ciao Claudio
Trascrivo l'intervento di Bruno Pollacci

che reputo molto interessante e sopratutto estremamente sincero e veritiero:
Si,
la Mail Art ha "sconfinato" già molto tempo fà, quando alcuni
mailartisti (anche tra i più validi ed attivi) l'hanno "barattata" con l'Arte
Contemporanea "ufficiale", cercando di guadagnare spazi e visibilità
"ufficiali". Addirittura spazi all'interno della "Biennale di Venezia". La
"Mail Art" è "OPERATIVITA' CREATIVA LIBERA", (non voglio dire
"contro"...ma sicuramente) FUORI dagli schemi e dalle convenzioni dell'Arte
ufficiale. Purtroppo molti "Mailartisti" sono artisti professionisti (per
esempio come me) che dopo aver vissuto per molti anni l'oblìo
dell'indifferenza del pubblico, della critica, delle gallerie e degli
organizzatori importanti, hanno vissuto la partecipazione alla "Mail Art"
tentando una sorta di "riscatto", una sorta di "azione promozionale". Molti di
noi artisti, armati di enorme, insaziabile "ego", sono alle prese con
gravi e continuative frustrazioni. L'Arte Contemporanea ha
lontanissimi e gravissimi problemi, forse mai sanabili, e chi ne vive qu
otidianamente l'ambiente, ne viene "intossicato
irreparabilmente".Troppo spesso, alla radice dell'operatività, della creazione di un'opera,
non c'è il solo piacere dell'essere e del fare, ma il bisogno di fare
per "apparire" o "dimostrare". Il disperato bisogno di "RICONOSCIMENTO",
di "GRATIFICAZIONE", di "ATTENZIONE", ci ha portato spesso a
snaturalizzare gli stessi principi base della Mail Art, che nasce da un piacere
naturale, oserei dire "universalmente fraterno", di "DONARE" un'azione
creativa (anche al di là dello "scambio"). Fare Mail Art, nasce dal
piacere/bisogno di "COMUNICARE", di far partecipe il prossimo (il
mailartista che magari non conoscerai mai durante la vita e che vive dall'altra
parte del Pianeta, con usi, costumi e cultura anche lontani dai tuoi)
delle tue emozioni, dei tuoi pensieri, delle tue intuizioni. BASTA.
Molte Gallerie d'Arte (...o fasulle Associazioni Culturali...che poi hanno
sempre qualcuno che incassa e non condivide nella "cassa sociale
") hanno scoperto da molti anni lo stratagemma del lancio di un
"Progetto di Mail Art" per:
1) ricevere GRATIS centinaia di opere (tra le quali, sicuramente alcune
interessanti, professionali, di artisti professionisti di talento);
2) vantarsi di allestire Mostre d'Arte Internazionali;
3) poter mercificare le opere più interessanti, che tanto rimangono
notoriamente di proprietà a chi lancia il Progetto;
4) crearsi un indirizzario specifico di potenziali "utenti" da
utilizzare per proporre mostre, rassegne, concorsi e quant'altro preveda poi
una "quota di partecipazione o d'iscrizione".
Le mostre, la "qualità delle mostre", i cataloghi (addirittura a
colori...), le recensioni giornalistiche, l'attenzione critica, gli spazi
delle gallerie più o meno ufficiali, sono "OPTIONALS" che un Mailartista
può anche vivere, ci mancherebbe altro,ma a mio avviso sarebbe
importante poterli vivere, se proprio non se ne può fare a meno,senza dar loro i
significati che a loro si dà nell'ambiente ufficiale. Senza
"caricarli" di quei significati di "disperato bisogno di visibilità,
gratificazione e riconoscimento" che rappresentano invece le priorità operative
dell'ambito professionale ufficiale dell'Arte.
Sarebbe bello ricordarci ed avere sempre ben presente che fare MAIL ART
è un piccolo "ATTO D'AMORE", in quanto il vero, unico, naturale
"movente" è il piacere di "DONARE" il frutto della nostra creatività, e non
il bisogno di "RICEVERE" qualcosa.Buon divertimento a tutti!
Bruno Pollacci

GRAZIE BRUNO! Claudio
Cari amici dico anche io la mia per quanto compete la mia sfera emotiva e di approccio alla mail art.
Mail art scoperta per coincidenze di percorsi e proprio grazie a Starace, con i primi entusiasmi che mi hanno portato dentro ad una creatività libera e senza schemi incanalati su interessi secondari. Forse credo una delle poche cose rimaste veramente libere in questo mondo. Come tale la vivo e intendo continuare a viverla. Quindi rifuggo pure io da quanto viene denunciato a riguardo. Personalmente mi dispiace per me stessa solo avere poco tempo a volte, o pochi soldi pure, che mi ritardano gli invii e in particolar modo le mie mail art fuori progetti che sono quelle che vivo come un dono fine a se' stesso e come nei progetti invece come un incitamento alla mia creatività e ulteriore omaggio all'energia del progettista che ne cura la raccolta per poi offrirne il risultato con fini puramente di rimando emozionale collettivo. A me succede , quando di un progetto , a cui ho partecipato ma anche se non ho partecipato, di rimanere stupita davanti a tanta creatività che un tema riesce a far estrapolare dall'io più nascosto di noi. Cosi' come trovo affascinante anche il postino che sia tentato di appropriarsene.
Resta in ogni caso deplorevole ogni distorsione, manipolarizzazione e merceficazione comunque tipica dell'essere umano da sempre.
Condivido sia importante scrivere la nostra!!!

roxx

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