Dodo/Dada ARTE POSTALE

_________Rete italiana di Arte Postale_______

Sabato sono stato all'inaugurazione della mostra "1000 artisti a palazzo" il cui sottotitolo è "vetrina dell'arte contemporanea". In questa enorme collettiva (oltre 1200 artisti) la presenza dei mailartisti era numerosa e ben rappresentata (sia con gli italiani che con il resto del mondo).
Per l'iniziativa è stato coinvolto, come curatore, il critico d’arte Luciano Caramel, che ha anche scritto un testo per il catalogo (edito da Giorgio Mondadori Editoriale).
... IO HO LETTO QUESTO TESTO (lo trovate scaricabile qui sotto -da_catalogo_1000_artisti.pdf-),
Sinceramente mi ha lasciato molto dubbioso... Ho trovato molto approriato invece, il breve testo di Maria Antonietta Crippa, che trovate sempre nel medesimo file.

MI PIACEREBBE CONOSCERE IL VOSTRO PARERE!

Vi segnalo anche questi due link:
http://dododada.ning.com/forum/topics/1000-artisti-stare-sulla (per le foto dell'inaugurazione)
http://dododada.ning.com/forum/topics/691247:Topic:34641 (forum di DoDoDaDa di qualche mese fa9.

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Risposte a questa discussione

sono stata anch'io a PALAZZO con 1000 artisti. Una manifestazione molto riuscita, non per le "opere" esposte più o meno interessanti ma per la sinergia che si muoveva tra le persone presenti. Sinceramente ci sono stata perchè volevo acoltare "Caramel" la voce dell'arte, l'invisibile critico dei mille "artisti". Oltre a vedere un luogo storico che non conoscevo con il suo Palazzo Arese Borromeo, la Chiesa di Santo Stefano, e una periferia di Milano da rabbrividire ho avuto l'occasione di incontrare amici che non vedevo da tempo di conoscere artisti, galleristi accorsi ad ammirare la CONTEMPORANEITA' DELLE ARTI.
Il critico Luciano Caramel ha semplicemente espresso un concetto di Arte e non il senso umanitario dell'arte come sono state le parole manifestate durante tutta la manifestazione. Un grande cavaletto della domenica in una cornice scenografica veramente eccezionale. Peccato che appena scoccate le otto di sera un fuggi fuggi generale, lasciando cibi succulenti incustoditi e un mega dolce arrivato per i pochi gustosi rimasti. Un momento veramente delicato per "finalmente" parlare di ARTE con i pochi rimasti. Un grazie a Fiorenzo Barindelli che mi ha dato un'opportunità di gustare ad occhi aperti il "desiderio contemporaneo dell'arte". un ciao caloroso adolfina de stefani

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Chi credo di essere? Uno che lavora con le mani e con la testa cercando di fare al meglio il proprio lavoro (anche se non sempre ci riesce).
Ma a proposito di sabato a Cesano, tra i tanti performer uno gonfiava di continuo palloncini, lo avrete visto sicuramente, e avete letto cosa c'era scritto? "pallone gonfiato" simpatico no? ma a chi si riferiva? All'artista, al critico o a tutti e due? O forse si riferiva al sistema attuale dove gravita l'arte contemporanea. Credo che questa sia stata l'operazione più riuscita tra le performance del pomeriggio, in verità un po' scontate.
Nel complesso l'iniziativa dei 1000 artisti a Palazzo è stata ammirevole soprattutto per le sinergie che è riuscita a mettere insieme, un po' meno per la qualità dei lavori esposti (visto che non si trattava di mail art), non tutti all'altezza del progetto, in verità alcuni artisti avrebbero potuto dare di più.
Invece l'organizzazione davvero impeccabile (grazie Fiorenzo) anche se mi aspettavo una vera presentazione in catalogo di Caramel che non c'è stata, si è limitato solo a descrivere l'operazione del coinvolgimento degli artisti senza addentrarsi a pieno sul loro lavoro.
Parlando del catalogo, un signor catalogo, ritengo sia perfettamente riuscito, impeccabile nella grafica e ottima la riproduzione dei lavori, così come la mostra e lo svolgimento della giornata.
Insomma si è trattato di una vera festa dell'arte contemporanea, che forse sarebbe stata meglio iniziare fin dal mattino invece che limitata al solo pomeriggio, dando voce agli artisti presenti in un vero e proprio scambio non limitato ai solo sporadici gruppetti che s'andavano formando.
E concludendo io la torta (e il relativo rinfresco) me la sono persa perchè dovevo tornare in sede e alle 19 il mio treno ripartiva per Milano-Cadorna.
Restiamo in attesa di nuovi mega-progetti. Lamberto
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Sul valore e sulla riuscita della manifestazione concordo sia con Adolfina che con Lamberto.
Come rinnovo il mio entusiasmo nell'aver incontrato di persona amici conosciuti tramite DodoDada e la mail art.
In merito allo scritto di Caramel le frasi che mi hanno lasciato perplesso sono:
C'è però un altro nodo problematico che innervo i lavori dei mille e più autori che hanno invaso palazzi, vie e piazze di Cesano Maderno, quello del confine tra artisticità e creatività, interagenti e non sempre individuabili nelle loro peculiarità ma nello sostanza non confondibili. Creatività è infatti lo capacità, potenzialmente presente in ogni individuo,
seppure in gradi diversi, anche in rapporto all 'educazione e gli stimoli ambientali, di cogliere, elaborare e associare autonomamente, con intùizione inventivo e fantasia, i rapporti tra i doti dello realtà o le idee, con risultati innovativi
e funzionalmente utili e produttivi. ... Che tuttavia presuppone e comporto uno progettualità e uno processualità intenzionalmente meno "aperto" di quello della creatività in quanto tale proprio, pur negli squilibri tra creatività
e arte causati dal divenire dell'idea e dei modi di realizzazione dell 'arte sopra richiamati. Scompensi macroscopicamente evidenti nel ricco campionario offerto dallo "vetrino" di Cesano Moderno, che certo, e inevitabilmente, per i criteri di "non scelto" adottati, registro cosi di scoperto improvvisazione, non si so se casuale o voluto, e di inadeguatezza tecnico .

Ed è proprio da questo inciso che è nato il titolo di questo forum.
Insomma noi chi crediamo di essere:
artisti?
creativi-artisti?
artisti-creativi?
creativi?

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eh????????
nel senso di cosaaaaaaa??????
ovvero, non ho capito bene @:|
mah...

è chiaro che creativo è un non significato, un nome
Artista è altro! Moooolto altro.
Chi sia cosa e chi sia chi, non saprei @:|

-^.^-

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Come definizione unica e insostituibile sono d'accordo con Georges Perec... L'arte è l'abilità di avvicinarsi al proprio direttore per chiedergli un aumento....

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Perec non lo conosco ma sicuramente è un grande

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.......senza mettegli le mani addosso.
(di coda all'inetrvento di Linda)

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L'arte è un midiciale VIRUS che si contrae in giovane età e che affligge l'essere umano per tutto l'arco della sua vita senza speranza di guarigione...
Lancillotto

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Vista la discussione mi è sembrato interessanti il tempismo...Proprio oggi ho letto sul quotidiano della Regione FVG e di Udine:

Bonami alle scuole: no ai predicatori dell'arte

Messaggero Veneto — 11 marzo 2009 pagina 16 sezione: CULTURA - SPETTACOLO

LA LEZIONE A UDINE. Siamo tutti artisti contemporanei, ma perché poi l’arte si sedimenti in un’opera che valga nel tempo è necessario che il nostro gesto sia scaturito da un’idea che nessun altro ha pensato prima, frutto di una pulsione che sopravanza la consapevolezza o l’ambizione personale di essere famosi, pur se la volontà di affermarsi è fondamentale. È la risposta definitiva data dal critico Francesco Bonami al crescendo di domande dei giovani delle quinte classi del liceo scientifico Marinelli che ieri hanno affollato l’auditorium Zanon per una conversazione-lezione partita dal suo provocatorio Lo potevo fare anch’io , un fortunato manuale divulgativo sulle tendenze della pittura e delle altre espressioni (Mondadori ha da poco stampato la nona edizione), che fissa il limite tra il vero e il falso, il buono e l’illusorio nella produzione culturale dei giorni d’oggi. Un assalto, quello degli studenti al professore, cominciato con qualche timida richiesta di chiarimenti sulla credibilità di certe correnti contemporanee e ben presto divenuto un torrente di sollecitazioni che ha deliziato il critico e curatore di fama, fino alla confessione personale di essere nato artista, ma di essersi fermato consapevolmente in tempo, conscio «che non ero in sincronia con i tempi» e che «il mio lavoro non aveva piú rilevanza». L’importanza del confronto tra il manager culturale e gli studenti era stata sottolineata in apertura dal presidente Tommaso Di Girolamo, che di Bonami aveva evidenziato soprattutto il ruolo di curatore nel momento in cui «il museo non è piú un contenitore, ma un laboratorio in cui si coniugano il fatto espressivo con la stabilità e la completezza della sistemazione critica». La professoressa Angela Del Gobbo, promotrice dell’incontro, ha aperto la discussione con la proiezione di alcune opere basilari, a partire dalla Merda d’artista di Piero Manzoni, del ’61, un assist per Bonami che ha potuto cosí chiarire subito agli studenti come per godere dell’arte contemporanea non sia necessario essere degli addetti ai lavori, ma basti «avere una mente aperta». Ha contestato i critici che si ergono a predicatori dei capolavori come fossero divinità, con il risultato di indurre in soggezione. Meglio «avvicinarsi all’opera da soli, con una disposizione al nuovo». Manzoni, per esempio, «un punto di riferimento per l’arte contemporanea» con quella sua provocazione aveva recuperato il concetto dell’orinatoio di Duchamp - levato dal suo contesto e firmato, esso poteva assumere il valore di opera -, per affermare che un artista è tale nella sua interezza, dunque anche nella sua corporeità. Un valore legato al simbolo che ci fa riflettere». E che dire dei famosi tagli di Fontana (1968)? Trovata, gesto o capolavoro? Senz’altro capolavoro - ha spiegato Bonami agli studenti — perché quei tagli creavano un nuovo spazio nella tela e con un gesto sintetico parlavano di pittura e violenza. Potevo farlo anch’io? è stata la domanda implicita della platea, citando il libro di Bonami letto nelle classi e dal quale originava l’incontro. «Ciò che conta non è poterlo fare, ma poterlo pensare», è stata la risposta. «Rifarlo non avrebbe senso, sarebbe falsare un’idea». La lezione è corsa veloce lungo un percorso punteggiato dai capolavori di Picasso come di Warhol fino a Cattelan e alla sua arte concettuale in cui a volte l’immagine, mutuata dal linguaggio della pubblicità, si sostituisce all’opera stessa. Sollecitazioni raccolte dagli studenti che hanno concluso chiedendo lumi sulla direzione presa dall’arte contemporanea. «Ormai i mezzi sono tanti, tanti gli intrecci e le infiltrazioni che non esiste piú una via. Tutto è collegato, ormai è piú un dialogo tra opere che tra movimenti». ( m.t.m. )

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Che dire, le sollecitazioni sono tante ed il tema infinito. Quante volte mi sono interrogato sul senso di quello che ho fatto e di ciò che vò facendo. E le risposte? Bhè, forse una sola... la necessità!

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io non sono stato a Maderno,tra l'altro non avevo aderito pur essendo invitato a volte anche queste scelte sono delle forme di Arte esserci e non esserci....penso sia stato altrettano interessante e coinvolgente aver fatto un salto a Macerata in occasione di una Mostra di Mailart alla quale avevo risposto...sull'8 Marzo.... una mia sensibilita' a colori....e li' ascoltavo in un'eco quasi da caverna una donna dal cuore d'ARTE elevato,che aveva ipnotizzato l'ottimo pubblico presente.....penso sia stato un pomeriggio dove l'Arte la toccavi e non c'era sentore di gente alla ricerca di critici,galleristi o illusionisti...io li' mi sentivo bene....ah dimenticavo era Anna Boschi una signora-amica che ad ogni presente parlava della MailArt.....grazie Anna!
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Si è vero Anna Boschi dalla grande umanità e infinita generosità è oggi nel nostro panorama nazionale una delle principali artiste e teoriche dell'Arte Postale, ho parlato con lei lunedì scorso e ci siamo raccontati la giornata di sabato, delle mostre dove entrambi eravamo presenti con un lavoro, lei di Macerata io di Cesano Maderno, degli incontri, delle opere esposte, nonchè dell'organizzazione impeccabile in entrambi i luoghi.
Francamente non credo di essere stato tra quelli alla ricerca dei critici (del resto sapevamo che Caramel era assente per i postumi di un incidente) nè tantomento di galleristi (ce n'erano?) o di illusionisti, in verità una categoria sempre molto presente in questi ultimi tempi in molti campi (vedi al governo). Io ho trascorso un bel pomeriggio in compagnia di amici artisti, alcuni che non vedevo da molti anni, altri visti di recente, altri ancora che conoscevo solo attraverso Dododada (come Claudio o Mariano) e che grazie al progetto di Fiorenzo ho incontrato sul posto e sembrava di conoscerci da sempre. Ecco ritengo che sia per questo che vale la pena di esserci non per chissà quali altri obiettivi, semplicemente per incontrarsi, e dall'incontro nasce sempre qualcosa di produttivo; l'essere artisti è condividere gli stessi ideali nella necessità del fare , del progettare e facendo si rende partecipi anche gli altri e forse si lascia anche qualcosa di sè che non verrà dimenticato, almeno spero.

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