***

Ecco che cosa scriveva Rosa Biagi nel forum dedicato a BolloFranco.

Che dire

Cara Rosa abbiamo pensato in contemporanea le medesime cose: se il compito principale di un networker di mail art è quello di corrispondere, comunicare, reagire agli stimoli della vita (perchè la vita è Arte) vedendo le risposte che ci sono state, fino ad ora, al progetto BolloFranco si naviga nel trito e ritrito della banalità fine a se stessa e pensare che la causa sia l'adeguamento al "piattume" generale è trise e annichilente.

Dove è andata a finire la mail art underground creativa, attiva pronta a mobilitarsi per ogni iniziativa democratica, dove è finita la mail art innovativa, sempre a caccia di dogmi artistici da superare e pronta a crearne di nuovi, dove sono finiti i mailartisti pronti a mettersi in gioco con un commento, con una discussione, con un lavoro innovativo, spiazzante, che crea un sano corto circuito...

Caro anonimo X-Ray, la mail art (in particolare quella italiana) non cicaleccia nemmeno, ma tace. Tace!

Forse, a questo punto, è anche meglio.

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Ecco che cosa scriveva Rosa Biagi nel forum dedicato a BolloFranco.

Che dire

Cara Rosa abbiamo pensato in contemporanea le medesime cose: se il compito principale di un networker di mail art è quello di corrispondere, comunicare, reagire agli stimoli della vita (perchè la vita è Arte) vedendo le risposte che ci sono state, fino ad ora, al progetto BolloFranco si naviga nel trito e ritrito della banalità fine a se stessa e pensare che la causa sia l'adeguamento al "piattume" generale è trise e annichilente.

Dove è andata a finire la mail art underground creativa, attiva pronta a mobilitarsi per ogni iniziativa democratica, dove è finita la mail art innovativa, sempre a caccia di dogmi artistici da superare e pronta a crearne di nuovi, dove sono finiti i mailartisti pronti a mettersi in gioco con un commento, con una discussione, con un lavoro innovativo, spiazzante, che crea un sano corto circuito...

Caro anonimo X-Ray, la mail art (in particolare quella italiana) non cicaleccia nemmeno, ma tace. Tace!

Forse, a questo punto, è anche meglio.

Rosa concordo su tanto presenziassimo e auto celebrazione ....non solo dai nuovi aggiunti ma anche da chi si dichiara storico ..un clik un mi piace tanto per essere nella lista della mostra o del catalogo (prima cosa che si chiede). Io dico MailArt ....se ho da dire e il progetto sento che in qualche modo mi appartiene aderisco naturalmente con la mia espressione il mio linguaggio artistico ,altrimenti no! Quando ho iniziato io a volte avevi solo e semplicemente uno scambio mailartistico ...oggi ti chiedono dove fai la mostra,chi presenzia se fai il catalogo ecc ecc.e per ultimo mi sono sentita fare questa domanda ( e credetemi questo e' stato veramente la famosa goccia !)" io sono storico/a della MailArt famoso e devo sapere chi vi partecipa altrimenti non posso mettermi vicino chi non è nessuno!" Parliamo di MAILART? ...naturalmente Italiano! Mi spiace dirlo .
Questo e il mio bollo ma non demordo scarto e proseguo !

ciao Virgy..siamo compagne di strada nel perderci nel labirinto quotidiano, per poi ritrovarci sempre..Io sono più assente che presente, nel fare..ma questo nostro mondo mi appartiene nel dna..sincerità dello scambio, tempi non dati, criteri non definiti..presenza desiderata e condivisa ..Quello che racconti èb davvero la famosa goccia, ma temo che di gocce così oggi ne esistano tante e troppe..facciamo i conti con un mondo che ci è estraneo, a cui per fotuna non apparteniamo..e sai? questa è davvero la nostra forza! resistere alle nuove sirene. remare contro..il ssenso sta lì, no?

una abbraccio complice

Non ci posso credere! O mweglio, sì. Ci credo. :-(

Scusate la fretta e sta tastiera! Fa come vuole
Buona settimana Virgy

Quando facevo Mail Art (tra gli 80 e i novanta) questo era uno dei punti che criticavamo, con l'Antientropical League. Adesso non potrei più dire. Non conosco più la scena "complessiva". Faccio e ricevo pochissime cose, ma devo riconoscere che la quasi totalià delle persone con le quali sono in contatto seguono un proprio percorso/discorso artistico ben preciso. Vorrei poter ricambiare loro con cose dello stesso livello ma devo dire che adesso non sono più abbastanza motivato e non ho più abbastaza tempo.

Alla fine sono selettivo, magari faccio poche cose (ahimè uso perfino le fotocopie, benché in pochissimi pezzi numerati: cosa che un tempo avrei aborrito) e scelgo a chi mandarle.

Secondo me è tutto qui: scelgo con chi corrispondere per affinità elettive o per stima incondizionata da parte mia.

Non esiste la Mail Art, credo. Esistono degli artisti che fanno arte postale. Alcuni sono bravi, altri (come è sempre stato) fanno tanto per esserci. Come in tutte le cose della vita.
 cari saluti, W.

... appena arrivata per BolloFranco da Gabriella Gallo

Scusate se magari parlo un po' a sproposito ma forse mi sono persa qualcosa. Probabilmente Rosa fa riferimento a un call che io non ho visto. Chiedo scusa. Proverò a rimediare se mi viene qualche idea.

Genericamente penso che ognuno di noi abbia in testa delle diapositive e il bello o il brutto siano ciò che nasce dalla comparazione di quello che abbiamo in testa come modello e il mondo esterno, ivi compresa la mailart.

Anche per me, non tutto quello che arriva corrisponde ai miei canoni, però mi piace vedere che cosa ha la gente nella testa. Se tutti fossero "impegnati", probabilmente non ci troveremmo nella situazione politico-economica in cui siamo. Se tutti fossero dello stesso avviso, sarebbe una noia mortale... E vero che bisogna fare i conti con l'opinione e la moda dominante, perché questi sono gli input che ci fornisce la nostra società. Si può provare a scardinarli, ma bisogna anche aspettarsi che gli altri si ribellino.

Per quello che riguarda gli artisti, direi che è proprio la qualifica di artista che viene data alle persone creative che sostanzialmente sono autoreferenti. E' difficile trovare qualcuno che ti dica di aver fatto una schifezza, anche se (a mio parere) uno fa e poi gli altri dovrebbero dirgli che cosa ha fatto...

La mia espienza qui in Dododada, però, è di tutt'altro stampo: qui ho agganciato persone disponibili a collaborare e a lavorare insieme. Parlo della Poesia Interattiva, degli Add&pass&retur guidati,eseguiti in 8, da cui stanno nascendo opere quanto meno originali, parlo delle collaborazioni grafiche e poetiche che mi stanno dando belle soddisfazioni. Forse perché le persone che comunicano e agiscono con me non se la prendono troppo sul serio e sanno che in fondo si tratta di un gioco a cui giocare tutti insieme.

Cara Rosa, vuoi giocare con noi?

Rispondo a Mabi, per tutti..a giocare son sempre pronta, è il mio sport preferito! ma a giocare bisogna essere minimo in due, ma se tu giochi a strega in alto e io a nascondino qualcosa non torna, sbaglio? Non stiamo parlando di bravura..che nella m.a. per fortuna è bandita!

se mi inviti a un saggio di salta la corda io non vengo,tanto so che m'inciampo subito! ma per l'hula hoop ci sono da subito! uscendo dagli esmpi giocherecci, tra noi (in senso lato) basta la sincerità e l'autoconsapevolezza..Come dice JJ & Co. non è la quantità di presenza che conta, ma la sincerità, con se stessi e con gli altri..Meglio esserci poco, ma con una presenza attenta pensata..tutto il resto è tempo a perdere, perdendoci noi per primi

Sono d'accordo con te. Infatti qualche tempo fa, su un altra pagina, avevo espresso dubbi circa il ficcare alla rinfusa tutto quello che ci passa per la testa entro le pagine del blog. D'altra parte è anche vero che ognuno di noi produce perché non può farne a meno. E' anche comprensibile che poi cerchi una conferma di quello che ha fatto. Per questo, secondo me, per ogni cosa messa ci vorrebbe l'apertura di una discussione in merito, invece di limitarci a dirci reciprocamente quanto siamo bravi, come invece spesso succede (si fa prima e non impegna).

I miei giochi, comunque, sono tutti poetici o grafici. Sono troppo vecchia per saltare la corda ma anche per l'hulahoop! AhAhaH!

non sono d'accordo con chi dice me ne frego delle discussioni sulla mail art, in nome della libertà di accozzaglia. Beninteso non è questione di qualità o di allinearsi con il mio punto di vista su dove inizia l'accozzaglia, ma c'è la stessa differenza tra i graffiti (disegni sui muri) e le tags (firmesui muri).

Se in una mostra di mail art ci fossero tutte partecipazioni "tags", cioè pisciatine di cane che giustamente vuole segnareil territorio,lui, sarebbe imbarazzante 100% ma la percentuale di scoramento è sempre più alta.

Beh ho detto più o meno le stesse cose di Rosa e Mabi di cui leggo ora..

 Linda, secondo me  la dfifferenza fra graffiti e tags la dice lunga..e parecchio..Il salto è tra circoscriversi il territorio e comunicare, dici niente??

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