Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza detta comunemente Mail Art continuo a definirla "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi al di fuori dal circuito ufficiale, nel superamento della distanza geografica e culturale. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. L'arte marginale non può permettersi di assecondare concetti "tradizionali" come la qualità del lavoro, la professionalità o la credibilità tanto cari a certi artisti nostalgici della tradizione. La Mail Art è oggi una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.




Comportamenti sociali
e intelligenza collettiva.
 

La formazione di grandi gruppi coordinati ma spontanei, ci appare come un immenso sciame assai noto in natura, vedi il comportamento coordinato di insetti come le api, vespe e formiche. E’ un organismo gigante con una mente propria e una intelligenza superiore alla somma dei singoli individui. Ogni insetto sembra comportarsi secondo un piano prestabilito in modo che il sistema, nel suo complesso abbia un comportamento organizzato e finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi. Lo studio di modelli di questi sistemi porta allo sviluppo di algoritmi che appartengono alla classe chiamata swarm intelligence ("sciami intelligenti"). Il comportamento collettivo osservabile è il frutto delle semplici iterazioni che ha un singolo componente verso gli altri oppure verso l'ambiente.
 



Le caratteristiche essenziali di tale logica sono:

• Ogni individuo del sistema non dispone di “capacità illimitate”;

• Ogni individuo del sistema non conosce lo stato globale del sistema;

• Assenza di un ente coordinatore o controllore.

L'aspetto interessante di tali sistemi biologici è che questi comportamenti nascono ed emergono in modo spontaneo e autonomo, senza il controllo di un “coordinatore/supervisore” e vede nella collaborazione tra gli individui l’aspetto fondante anziché la competizione e supremazia del più forte come succede nel sistema ufficiale dell’arte contemporanea di oggi. Praticamente e la conseguenza di un atteggiamento induttivo, congenito, da una sentita partecipazione secondo uno spartito mai scritto prima ma sentito geneticamente come fattibile e realizzabile.
 
Formiche, pesci, api e mammiferi si muovono all’unisono e si comportano come un unico essere: sono esseri sociali, capaci di regolarsi per garantire la sopravvivenza del proprio gruppo. Si organizzano intelligentemente per difendersi dai predatori. I banchi di pesci si dispongono a formare un solo grosso "animale" per scoraggiare i predatori. Gli storni, quando avvistano i loro predatori, si stringono assieme per impedire che il cacciatore possa isolarne uno e catturarlo. In tutti questi casi il gruppo sembra un organismo gigante ed efficiente con una mente propria e un’intelligenza superiore alla somma dei singoli individui.


Swarm e arte marginale
 
La swarm non ha bisogno di una forma de-finita ma solo di “una spontanea partecipazione collaborativa in un agire intrinsecamente libero e indeterminato, alla ricerca della socialità e della sopravvivenza. Per certi versi la “swarm intelligence” corrisponde appieno all’attivismo isolato ma incessante degli artisti postali (marginali) sparsi in tutto il pianeta secondo una logica non coordinata che diventa collettiva e geneticamente forte. L’arte marginale è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte postale, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità che rappresenta un universo diversificato di nuove energie poetiche. Forse, come dice qualcuno, lo stesso “Networker” è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, una swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio o i modi di fare anacronistici e sclerotizzati dell’arte contemporanea ufficiale. Essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività allo stato puro, senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente.       Giovanni Bonanno


Tag: Art, Arte, Bonanno, Bongiani, Giovanni, Mail, Ophenvirtualart.it, Sandro, Swarm, intelligente., Altro...marginale, postale

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Risposte a questa discussione

Eccomi Giovanni!!! Ci voleva ... stavo rimurginando-elucubrando fra e me e me ... e ecco qui una discussione fresca fresca ! W Dodo Dada! leggo rifletto e torno!!! un abbraccio , bruno

Letto e approvato!!! che aggiungere ? c'è già tutto il necessario...mi sembra... io come già scritto in precedenza, visto che chi non conosce la "mail-web art" la legge superficialmente come un gioco ... o meglio giochetto... credo che noi che ci crediamo davvero dobbiamo dimostrare a essi , e a noi stessi, che stiamo dando il meglio di noi stessi, il meglio della nostra intelligenza! ... stavo leggendo un libro sull' Arte Concettuale... e pensavo , con la libertà di cui parla Giovanni, nella mail art possiamo, senza schierarci , toccare di volta in volta ( con spirito neo-fluxus) un po' tutte le avanguardie del passato... perchè la mail  art ha il potere di unificare il tutto ... e magari dare un taglio diverso...originale tutto suo!!! in quanto alle Gallerie d'Arte , a mio avviso non sono più il luogo giusto ( da molto tempo direte) per divulgare l'arte come noi del network la intendiamo... io ,mi esprimo un po' timoroso, perchè  fra molti di voi mi sento ancora , neofita... poichè  anche se faccio mail art da tanto... è solo da qualche anno che mi sento Mailartista... o Artista di confine , per dirla alla Giovanni... ma sento più che pai che questa " è la mia vera pelle!!!"

quindi sempre più poetamailartfluxus!!!!! vi abbraccio , bruno

Ciao Bruno, la forza degli artisti di confine sta tutta in questa  voglia di collocarsi in un altrove possibile, ai margini di un sistema che non ha più niente da dire.

 

 

vedi il dibattito su Exibart di queste ore:

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=37863

Ieri sera ho letto il tuo intervento e mi sono riservato oggi di risponderti.

Poi questa mattina, leggendo la risposta di Bruno, ho avuto dei dubbi e mi sono riletto tutto...

Ora i dubbi sono scomparsi e quindi commento in modo personale il tuo testo:

Pur partendo da una premessa oramai condivisa e approvata dalla totalità del network, con la tua analisi sui "comportamenti sociali e intelligenza collettiva" hai inserito una tesi fuorviante e revisionista, un po' come i creazionisti cattolici, che rende praticamente insignificante e nullo quanto fatto finora in mail art.

L'argomento che assolutamento rifiuto nel tuo accostamento con lo "swarm intelligence" è che i networker, come le formiche, seguano le tre caratteristiche che tu identifichi:

• Ogni individuo del sistema non dispone di “capacità illimitate”;

FALSO! Ogni networker vive di vita propria, autonomamente/individualmente è spesso un artista o professionista affermato che ha realizzato con idee proprie opere, mostre, performance o altro; anche in ambito mailartistico produce o ha prodotto progetti autonomi legati allo spirito essenziale della mail art.

• Ogni individuo del sistema non conosce lo stato globale del sistema;

FALSO! Oggi ancor più di dieci anni fa, se allora esisteva solo la rete che in completa autonomia (individuale) faceva girare bollettini informativi, documentazioni, testi... Creava momenti d'incontro con i vari Congress, che a sua volta creava documentazione e informazione. Ora con il web e i social network, chi lo desidera può avere tutta la conoscenza che desidera.

• Assenza di un ente coordinatore o controllore.

FALSO! Solo i "distratti" possono pensare questo... Anche perchè senza una coordinazione la mail art non avrebbe raggiunto il suo 50° anno. La coordinazione nasce dagli essenziali "punti fermi" che di fatto sono la strada maestra su cui i veri networker operano; riguardo al controllo, questo è fisiologico in quanto la rete dei networker "espelle" naturalmente le "tossine pericolose".

A fronte di tutto questo, rimarco che il network è composto da personalità uniche (quando parlo di un singolo artista del network sono sempre portato a descriverne le unicità) che collettivamente si operano verso una proposta artistico/creativa innovativa e diversa dal parallelo "mercato dell'arte", alla ricerca dunque di un PARADIGMA per progredire ulteriormente e non, come scrivi tu "per garantire la sopravvivenza del proprio gruppo", misero obiettivo... 

Una ultima considerazione, l'unica per cui mi dispiaccio di non esser in accordo con te è che il network è "composto da milioni di artisti"... No credo che siamo così in tanti... Leggendo i nomi negli elenchi dei progetti, dei membri dei vari social network e raddopiando la cifra credo che più che milioni sia più corretto scrivere di migliaia... Che a ben guardare non son pochi e che, se seguiamo con coscienza e CONSAPEVOLEZZA la nostra strada, non potranno che aumentare.

 

Cordialmente

il networker

Claudio Romeo

Carissimi... :-( meno male che "ho messo le mani avanti" dicendo che mi sento un neofita fra voi...

perchè dopo l'intervento di Claudio... mi sono accorto di essere alquanto superficiale: il fatto è che io cerco il buono ad ogni costo... e coglievo questa discussione di Giovanni esclusivamente dal lato positivo ... cioè credere nel network... credere nell'unione di idee diverse che fanno un cammino, non simile, ma per raggiungere obiettivi molto simili... e davo per scontato che ogni mail artista abbia la sua personalità , anche ben marcata, che abbia storie diverse alle spalle... perchè la mail art (che ha mantenuto spirito fluxus) riesce ad ammalgamare poetiche molto diverse, senza sminuire il singolo artista ...bè !? lo ammetto :-( a volte sono frettoloso e un po' superficiale... ma da grande voglio fare il mail artista! ;-)  . bruno - poetamailartfluxus

Tesi fuorviante e revisionista?

 

Tu pensi che ogni individuo del “Networker” conosce davvero lo stato totale e  globale del sistema e che esista un ente coordinatore che controlla il da farsi.  Se tutto ciò fosse tale non dovresti parlare più di libertà creativa ma di proposte controllate, regolate dall’alto e  in certo modo anche condizionate e ingessate.  Magari mi  potresti parlare per paradosso di un ente  certificatore a convalidare ciò che si ritiene arte postale e non postale o marginale. Perdonami Claudio,  credo che  non hai davvero capito il vero nesso  del mio discorso che regola il lavoro di tanti artisti, (non milioni ma tante  migliaia) di operatori che lavorano “senza alcun condizionamento”. Il mio discorso va oltre le esperienze della Mail Art di questi 50 anni. Le regole prefissate non portano a niente. Persino Ray Johnson ha messo fuori uso, da subito, i precedenti modi tradizionali e consueti di trattare l’arte. Per molti la mail art è ancora (come ho affermato polemicamente qualche altra volta), una strana parrocchia in cui si possono prendere i sacramenti oppure essere tacciati per sacrilegio. Direi, visione molto limitata  da parte dei guardiani della mail art, e devi ammettere che non ci fa migliori di chi spesso critichiamo e ammoniamo. Non hai capito la relazione che facevo di un  attivismo incessante degli artisti postali che assomiglia  per proporzioni ad una swarm unica e irripetibile, lo stesso “Networker”,  secondo me, è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Se tale non fosse dovremmo dire che purtroppo siamo dei bravi operatori con una visione assai “limitata” che ripetono modi regolati da chi vuole ingessare la creatività “marginale” dentro regole manieriste e tradizionali.  L’arte ormai non può fare a meno di vivere al di fuori di nuove  relazioni e  rapporti con la natura, la sociologia,  la biologia e  le scienze in genere. Dobbiamo convincerci una volta per tutte.  Se poi ho sbagliato “parrocchia” cerca , se puoi, di  perdonarmi.

                                                                                                   Cordialmente Giovanni  Bonanno

 

Caro Giovanni,

ti ho risposto nel precedente mio intervento ragionando sui singoli punti tu ora mi parli di altro...

Trovavo e trovo semplicemente il tuo abbinamento con la "swarm intelligence" improprio e non calzante, rispondendo punto per punto (leggi con attenzione) ho già risposto al tuo secondo intervento.

Giovanni a fronte di tutto questo un pensiero comune c'è: No a censori e No a Paladini "della fede", se vogliamo questa è già una buona base... Forse forse è anche la dimostrazione che nel tuo sciame un po' di teste pensanti che cercano di andare in una direzione che è avanzamento dell'arte e non mera sopravvivenza ci sono... ;-)

Ti porto qui di seguito un brano di Ryosuke Choen (insetto dello sciame):

Nella MAIL ART la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D ad A, da C ad A e cosi via. Non e una comunicazione da pari a pari. Non solo, si possono creare degli effetti di collages con le mail che si ricevono e si rispediscono, o si possono mettere le idee degli altri nelle nostre proprie mail. E' come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perche ho definito questo tipo di arte “BRAIN CELL” (cellule del cervello), e ho reclutato nuovi sostenitori dal giugno 1985. Oggi siamo piu di 5000 persone di 80 paesi e le reclute sono aumentate di 442 dal marzo 1999.
     Ho scelto la nuova parola COPY LEFT, che significa libero da copy right, l'ho stampata su buste che ho spedito in giro per il mondo. Come ho fatto io, nel mondo della MAIL ART si possono usare timbri di altri artisti, adesivi e francobolli, e inoltre si possono diffondere le proprie idee altrimenti soppresse dai mass media. Inoltre c'e il divertimento di modificare i pezzi degli altri, farne dei collages e mandarli ad altri artisti. In questo modo le opere di MAIL ART cambiano spesso la loro apparenza e contenuti in un modo inimmaginabile, che nessun singolo artista potrebbe creare.

ANDREJ TISMA e NENAD BOGDANOVICmi hanno mandato dalla Yugoslavia il timbro del NO-ISM. NO-ISM si riferisce al fatto che nel mondo della MAIL ART non esiste una unica ideologia. “No” significa CERVELLO in giapponese. Io, ambiguamente, uso “No” col significato di “non-esistente” e “cervello.” Ho mandato timbri NO-ISM in tutto il mondo. Allo stesso modo ricevo ogni giorno ogni tipo di materiale, come cartoline, collages, disegni, immagini di computer grafica, cataloghi, foto, cassette per posta, via e-mail e Internet. Questo mi da un'apertura degli orizzonti spettacolare e mostra in modo travolgente la quantita di idee ed espressioni possibili. Io percio ritengo che nell'enorme mondo della MAIL ART ogni tipo di “ismo” sia mescolato come in un grande caos. Non c'e da stupirsi se nessuna ideologia ben solida riesce a sopravvivere o a prevalere.
     Come una volta ha detto RAY JOHNSON la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi.

 

E qui subentra una parola che è l'esetta negazione della "swarm intelligence" vale a dire CAOS

Cito Ruggero Maggi (altro insetto dello sciame):

Questa irresistibile forza di coesione che aggrega, unisce le varie tessere poetiche in un fantastico mosaico artistico altro non è che il ...CAOS! Attraverso le forze che regolano la Natura e che, lentamente ma inesorabilmente, sono scoperte dalla teoria del Caos, la nostra percezione sta cambiando. I sistemi caotici hanno cominciato a svelarci segreti meravigliosi che ci apriranno strade fino a poco tempo fa inimmaginabili. La superficie globale del tessuto naturalistico, sociale, psicologico del mondo è messa in luce; la relativa complessità di ciò che circonda non ci spaventa più.

 

Mi piacerebbe chiudere il discorso riportando a mo di chiusa tre parole chiave:

  • CAOS
  • PARADIGMA
  • CONSAPEVOLEZZA

... non è forse racchiuso tutto il fare Arte?

 

Caro Claudio, dal mio piccolo punto di vista ignorante in materia mail art, mi permetto di condividere quanto dice Maggi e le tue tre parole chiave. Meno per quanto scrive Ryosuke Choen: ho l'impressione che si dia maggior rilievo all'apparenza nevvero al progetto iniziale (senza il quale d'altronde non vi sarebbe stato un seguito) piuttosto che al divenire della stessa. Come si dice: correggimi se sbaglio. Un abbraccio Silvana 

la cosa, il modello di riferimento (paradigma)

il caso, il risultato combinatorio di conoscenze ed esperienze

il caos, il magnifico linguaggio che ne scaturisce

= consapevolezza d'artista

Caro Giovanni, ho tentato già una decina di volte di risponderti, ma improvvisamente sparisce il messaggio, e non so perchè.  Poichè sono stanchissima e domani partirò per Montecarotto per allestire la mostra del cinquantenario, rimando la mia riflessione al mio ritorno, dopo il 15 luglio, in quanto andrò un po' in vacanza dopo l'inaugurazione.  Vi sono punti che condivido appieno ed altri che mi procurono forti dubbi, ad esempio la non qualità delle opere mailartistiche, la non professionalità..... ecc.  Un caro saluto e al mio ritorno. 

Chissà se si può "riciclare" la citazione di Joseph Kosuth ??? :" L'unica cosa cui la mail art aspira è la mail art stessa. Mail art è la dfinizione di mail art. " :-)

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