In questi giorni mi è giunta la documentazione al progetto "20 years since the FALL OF THE WALL", che ha come sottotitolo Mail Art was undergound but about today?...
Ho visto che molti dododadiani e tanti altri networker italiani hanno partecipato, ma al di là di questo, avete riflettuto sulla domanda del sottotitolo... Pensando all'Italia, dato che la realtà inglese o tedesca è differente, la nostra arte postale può ancora essere considerata underground/sotterranea? Gli intenti, gli ideali, la creatività che applichiamo adesso è la medesima?
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria ecco alcuni link di riferimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_underground http://it.wikipedia.org/wiki/Controcultura http://www.shake.it/index.php?id=23
Se non ricordo male alla fine degli anni sessanta, qui da noi, si usava "underground" come sinonimo di "Alternativa".
Pertanto considerando che la Mail Art nasce e si sviluppa anche, e forse sopratutto, come "alternativa" ai circuiti "commerciali" direi che oggi più che mai la si può considerare UNDERGROUND, inquanto veicolo di cultura "altra".
. . . almeno per come la vivo io
Prima di tutto sono onorato di far parte del gruppo di mailartisti italiani ad aver partecipato al progetto che verrà esposto a Berlino dal 20/11/09 al 7/01/10. Non conosco molto bene la realtà tedesca, inglese o statunitense ma credo sia oggi meno underground della nostra. Sì è vero come dice Follin che il termine era utilizzato per alternativo, ma il significato è "sotterraneo" e francamente credo che in Italia il nostro lavoro, dignitosissimo e al pari di quello "estero" , meriterebbe il giusto risalto cosa che invece non mi sembra stia avvenendo. Infatti se penso ad esempio a diverse cose esposte nell'ultima biennale veneziana sia nel Fare Mondi che nei padiglioni dentro e fuori i Giardini, mi convinco che il nostro lavoro non è meno valido di quello che ci viene propinato nelle varie mostre cosidette ufficiali, quindi è si underground ma per una limitata visibilità non certo per la sua validità .
Certo Lamby,
il tuo discorso "fissa" alcuni punti importanti. Ma per esempio tu che sei anche organizzatore e "operatore culturale", non trovi che sempre più spesso alcune realtà non "sotterranee" facciano "il filo" a quello che fino agli anni '80 era decisamente underground? E cosa ne pensi di questo... E' ricerca verso il diverso (inteso come freak), omologazione (pensa alla street art) o vero interesse culturale...?
Il nostro è principalmente fare cultura poi c'è chi "sale sul carro" e approfitta delle situazioni. Per quanto riguarda la street art è chiaro che con l'interesse delle gallerie e il "profumo dei soldi" che soprattutto negli USA nel decennio precedente c'è stato ha fatto si che molti si siano venduti a questa o quella galleria perdendo un po di quella freschezza dei primi tempi.
Passo la parola al mio ambasciatore ODC, Dr. Gabellini.
«Vengo dall'Underground musicale e artistico della fine degli anni '80 (1980). Intanto vorrei ricordare il Professor Bad Trip del quale ammirai alcune mostre qui a Roma. La sua scomparsa mi impressionò parecchio. Ora lo vedo sulle copertine dei libri, molto spesso e devo dire che in un certo senso mi dispiace, lo trovo quasi svalorizzato. Non essendomi mai piaciute le etichette, ritengo che qualsiasi forma d'espressione e d'impressione non può essere identificata in una parola, figuriamoci in un periodo spazio-temporale (al limite, posso collocare qualcosa in uno spazio-temporale quando è brutto tempo). La mail art più delle altre ART svolazza incontrollata, spesso, attraverso traiettorie e percorsi che sono quelli che percorriamo anche noi per altri motivi. È una forma che non può avere censura, credo, o sbaglio? qualcuno mi faccia luce al riguardo. Quindi lungi da me inserirla in uno scenario underground upperground o qualsiasi ground si voglia.
Dr. Emanuele Gabellini
Siamo in Italia, già... Ma l'Italia di oggi ha qualche sua specificità..o no?..e accidenti che specificità!!
Viviamo un oscurantismo tale che essere anche poco poco diversi è diventato troppo facile
E se ci interessa il linguaggio (qualsiasi linguaggio) beh..il gioco si fa davvero interessante...
Io vedo un'arte "ufficiale" che replica se stessa..si fa dirompente tendenza in una settimana..i pupazzetti sono alternativi? via! siamo invasi da un esercito di pupazzetti .. Se usi le chewingum per fare una sculturetta sei "un sacco diverso", anche quando l'originalità sta solo nelle povere cicche che continuano ad ammassarsi mute..non comunicano un accidente
Insomma, penso che l'alternativo non sta mai solo nella "forma" che si usa nè in qualcosa che va codificato-etichettato
Provoco: anche la mail art (come la street art) può non essere underground, solo perchè è fuori dal curcuito ufficiale..
sui muri della mia città vedo sgorbi che fanno pensare solo all 'afasia..non è steret art!!
In quest'Italia imbavagliata-decerebrata l'importante è avere qualcosa da dire ( sincero, pulito, ingenuo, provocatorio..) E DIRLO ..ciascuno a modo suo, a testa leggera
Credo che la mail art abbia in se'delle potenzialità fortissime, proprio perchè nasce libera
Allora, io non mi preoccupo più di quanto-come sono diversa (odio i ghetti e le etichette), piuttosto di cosa posso fare in questo mondo mailartistico, che parla con tanti linguaggi ed è popolato da persone "altre"
Tanto basta
Qualche critico di seconda mano deciderà par i fatti suoi se questo è o no underground..per ora non mi interessa granchè
traduco: non parto con l'idea di dover essere diversa-alternativa, ma spero di esserloa nche senza saperlo prima
(scusate tutti, mi sono fatta prendere la mano...)
Egregio Ambasciatore ODC
forse abbiamo scritto in contemporanea
quello che Lei dice si capisce in fretta e bene, grazie
vado fuori a vedere se ci sono svendite di sintesi e chiarezza
Ossequi
l'era moderna e contemporanea (per quanto tutti siamo stati, siamo e saremo contemporanei) ha un grande unico movimento, a prescindere dalla disciplina dalla quale viene espresso: «Manifestare». L'uomo moderno e contemporaneo, e sopratutto quello contemporaneo, per la maggior parte, deve manifestare. La «manifestazione», sia in senso letterale, come espressione in qual si voglia maniera di qualche cosa, sia come manifestazione esercitata per strada, nei vicoli, nei palazzi etc. etc. Manifestando, si libera del peso del suo essere. La manifestazione in se, non contiene il fatto, ma solo il significato. Faccio l'esempio del Muro di Berlino di ieri: quel mega-domino per il ventennale, tantissime persone a «togliersi il peso», a mettersi a posto la coscienza (sopratutto i tedeschi, che in poco meno di 60 anni sono diventati tutte brave persone, che hanno commesso il piccolo errore di seguire Hitler e il Nazismo, roba da poco), ma a cosa serve?? È una delle tante situazioni, si mescola al gran calderone, alle perversioni della mente umana che da qualche parte deve sfogare i suoi istinti, o la sua ignoranza per meglio dire.
Forse, e sottolineo forse, l'arte postale no. E questo mi interessa. Mi attira nel suo essere intima, in qualche maniera.
Notte a tutti,
Dr. Ambasciator (il Dr. Sacslei si arrabbia se intervengo di nuovo al suo posto...)
Lo sò che adesso mi prenderete per quel posto dove non sbatte il sole(beh,non proprio a tutti),lo sò che dirò una banalità,lo sò,ma mi piace l'idea di poter esprimere una semplice e personale opinione.....ma se la mailart fosse semplicemente e in una parola sola "Arte" ?
Cari Amici... sono più o meno d'accordo con tutti voi! io oggi stesso incontrando amici savonesi
artisti(?) o "artigiani-artisti" o dovuto fare delle riflessioni : quasi tutti si sentono dei geni, e molti di loro sono ritenuti tali dai "savonesi che contano" eppure basta cambiare città o regione nessuno li conosce... e alcuni vivono fuori del mondo...ancorati agli anni sessanta... e dico questo per dire che noi mail artisti siamo più vivi più informati e meno provinciali di tanti "artisti da galleria- commerciale" ma... come già dissi dovremmo essere ancora più uniti : mail artisti, performer, videoartisti,net-artisti... insomma tutti gli alternativi appartengono un po' allo stesso mondo: siamo figli di fluxus , nipotini dei dadaisti...secondo me... per questo io mi sono autodefinito : poetamailartfluxus ...anche per prendere le distanze da quel "mondo troppo commerciale" da cui sono fuggito. un abbraccio . bruno