nel catalogo "sale nostrum" che ho ricevuto oggi, anna boschi scrive: " tra gli intenti della mail art spiccano in modo preminente quello sociale, politico e solidale e ne sono prova i progetti che circolano nel mondo dedicati alla pace, ai diritti umani, alla lotta contro i soprusi".
mi ribello ad una visione buonista e permissiva, quasi cattolica e comunista della mail art: questa deve essere ribellione, cattivo esempio, politicamente scorretto, guerra igiene del mondo (FTM),ecc.
l'arte postale, non è al servizio di un partito, di una religione, non è pacifismo: è trasgressione!!!!!
erede di tutte le avanguardie artistiche che furono anch'esse TRASGRESSIONE , in più oggi è anche possibile integrarsi con le indisciplinate discipline interdisciplinari....
un po' di pornografia, anche mentale, please...

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Risposte a questa discussione

IL ClUB DEGLI INCOMPATIBILI


La Mail Art deve riscoprire la marginalità e la disobbedienza. Il secolo scorso è stato caratterizzato da straordinarie avventure di gruppo che hanno fatto del dissenso uno strumento estetico; hanno condiviso l'arte come azione dirompente, tesa ad incidere profondamente sulle dimamiche sociali. Penso , per esempio al Futurismo, al Dadaismo, al New Dada, al Fluxus e al Nouveau Realism. Negli anni 80 e novanta le tendenze artistiche sono entrate in crisi, l'unica esperienza significativa anche se marginata di questi ultimi tempi che non è entrata "in cortocircuito" è stata la Mail Art, con artisti di varie latitudini accumunati all'insofferenza del mercato e alla marginalità e all'esilio. Sono "artists autsider", disobbedienti, battitori liberi, che preferiscono l'undergroun e la libertà più completa. Una " visione buonista e permissiva, quasi cattolica e comunista della mail art" non porta a nulla. La Mail Art è "ricerca", e in quando tale non ha bisogno di questi stratagemmi per sopravvivere. La ricerca planetaria della Mail Art ha bisogno di apporti a 360° incentrati sulla interdiscinarietà , che non significa semplicemente fare un elaborato, mettere un francobollo e spedire la cosa per posta; questa è la parte sibillina e mediocre di questo fenomeno artistico collettivo, come credono i "guardiani della Mail Art che ne hanno fatto una creatura a proprio uso e servizio". Chi mi vuol capire, CAPISCA!
Giovanni Bonanno

ricordo vittore quando lanciò: MAIL ART CONTRO TUTTI!!!
riscopriamo la ribellione e il politicamente scorretto
liberiamo luther blissett dalla pastoie eco/logiche
..........nuova mail art nuova, arte postale rivoluzionamo le menti
via i passatisti ritroviamo una rivolta ideale al perbenismo imperante
arte è bello NUOVA ARTE POSTALE IGIENE DEL MONDO!
SEMPRE CONTRO IL PASSATISMO!
TIZIANA
NUOVA ARTE POSTALE : nuova mail art nuova


Proprio così!!!
Arte intesa come ricerca, arte come puro atto liberatorio e creativo non ancorato a nessuna pastoia passatista. Arte rivoluzionaria che trova il proprio humus nell'invenzione come veniva utilizzata con tutte le avanguardie. Intesa in questo modo il fenomeno Mail Art potrebbe riversarci per il futuro molte sorprese positive. Per questo, auspico in senso poetico una nuova stagione creativa carica di nuove ipotesi, non ancorate ai soli modi utilizzati precedentemente; questo era anche il senso vero del mio manifesto scritto nel 1992 dove motivavo tali convinzioni.
E tutto molto interessante, in questo momento ho poco tempo per esprimere il mio parere (devo chiudere un numero di una rivista), però una piccola cosa la voglio "gettare nello stagno".
Tu titoli il collage che suppongo sia tuo "NUOVA ARTE POSTALE : nuova mail art nuova" e poi subito sotto scrivi "atto liberatorio e creativo non ancorato a nessuna pastoia passatista"... passatismo = Modo di pensare di chi rifiuta ogni innovazione ed è particolarmente legato alle tradizioni del passato. Pensando al passato, il nostro passato sono le vecchie avanguardie... Allora perchè spacciare per nuovo quello che ha 87 anni?

Paul Citroen, Metropolis 1923
per rifiutare il passato - bisogna ben conoscerlo: picasso insegna...
l'arte postale ha imboccato ultimamente una strada deviata e deviante, non è più rivolta, ma assuefazione... allora ripartire direttamente dalle radici per poi superarle...
ripensare il nuovo... distruggendo il vecchio...
- m'arriva "arte postale" e mi chiedo: - ma che roba è?
Allegati:
Vittorio,
espresso in questo modo il concetto calza con il mio pensiero.
Mi piace anche il tuo "allora ripartire direttamente dalle radici per poi superarle..."
...Non vedo la necessità di "distruggere" in quanto patrimonio e quindi valore aggiunto a quanto si realizza.
In merito a quello che arriva per posta come mail art, tu che sei "veterano" sai meglio di me che ne arrivava anche 10/15 anni fa... Ma il network annulla fisiologicamente quello che non le è proprio...

poetamailartfluxus.....???????.......???????....!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


;-))
avanti così: risveglio cercasi!!!!
Allegati:


:-))
decenni prima di ray johnson il futurista pannaggi inventò i collaggi postali
lo segui a ruota il dadaista Kurt Schwitter nel 1922 (collage Mertz 133)

--------------------
Dagli USA a Berlino, dall’Australia alla Corea, un flusso o meglio un FLUXUS attraversa e invade il nostro pianeta. È con la nascita della posta che l’arte entra nel francobollo e nell’annullo, possiamo poi passare alle settecentesche cartoline disegnate a mano fino a giungere alle operazioni postali dell’avanguardie artistiche così dette storiche. I collaggi postali costruiti dal futurista Pannaggi nel 1920 consistevano nel combinare l’indirizzo del destinatario con foto, elementi grafici, francobolli, cifre stampigliate, carte policrome, garze e tele in una composizione che poi l’ufficio postale completava casualmente con timbri ed etichette ufficiali. Si ricorda una lettera inviata a Marinetti nel 1920 e conservata ancora negli archivi del futurista, altro esempio degno di nota è quello datato 28.2.1927 anch’esso inviato a Marinetti e adesso collocato in collezione privata. È giusto rilevare come l’idea dei collaggi postali appare quasi contemporaneamente in analoghi esperimenti di Kurt Schwitter nel 1922 (collage Mertz 133) conservati presso collezioni italiane e per la prima volta pubblicamente esposti nell’ottobre del 1979 a Palazzo reale a Milano in occasione della mostra "Origini dell’astrattismo" organizzata da Guido Ballo.
Nei lavori dell’artista tedesco si ravvisa uno spirito di stretta natura DADA tanto che la stessa affrancatura appare inserita casualmente nel contesto grafico, mentre nei collaggi di Pannaggi la disposizione dei bolli e la stessa elaborazione viene predisposta secondo un piano costruttivo ben preciso tanto che la sola timbratura è lasciata alla casualità del burocrate postale. Dunque l’arte postale durante il futurismo veniva eseguita anche se inconsapevolmente perché i futuristi non pensavano di fare un’arte che poi sarebbe divenuta "speciale". "Era uno sfogo artistico spontaneo - come hanno poi dichiarato alcuni – amicale e affettuoso, non si pensava che in futuro potesse essere valorizzato, eravamo ben coscienti che aveva un suo particolare valore e significato, un omaggio saturo anche d’ingenuità e di verginità d’intenti". Anche se è innegabile l’esistenza dei precursori europei, l’americano Ray Johnson si servì del servizio postale per trasmettere i suoi messaggi poetici. Ray era allora all’interno di FLUXUS che era il nome d’un gruppo nato spontaneamente attorno al 1960 con operatori disperanti sia negli USA che in Europa, ben poco li unisce a livello ufficiale, concepiscono l’arte secondo alcune influenze ereditate dalle vecchie avanguardie rivisitate e attualizzate.



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