Dodo/Dada ARTE POSTALE

_________Rete italiana di Arte Postale_______

Nei giorni scorsi ho ricevuto il n° 63 di El Mail Tao (Internationale Journal on Mail-Art-History today), rivista di assemblaggio presente nel network dal 1998 che nelle sue pagine ha ospitato oltre 300 artisti di 30 paesi.
Tra i vari interessanti lavori c'è anche questa
LETTERA APERTA AL NETWORK

Ho constatato e constato quotidianamente che la documentazione di certi progetti, azioni sono basate sulla cronaca e non sulla storia. Per essere più chiari vedo indicati come mail artisti fondamentali persone marginali del Network. Marginali perché da poco nel circuito, in modo fuggevole e quindi non significante. Ma spesso coloro che si innamorano e scoprono da poco la Mail Art incappano, per scarsa informazione, in queste situazioni e fanno riferimento alle ultime cose marginali come se fossero il fulcro di questa comunicazione. Ma non basta aderire in maniera fugace a qualche progetto per essere mail artista come non basta possedere una macchina fotografica e fare qualche scatto per essere fotografi. Ma la superficialità è la disgrazia del nostro tempo. Il traduttor dei traduttori non è ancora in pensione.

GIANCARLO DA LIO
Essendo "lettera aperta" a tutti noi reputo importante pubblicarla, e sopratutto trovo indispensabile dare un proprio contributo/parere a questo spunto di discussione.

Tag: aperta, discussione, lettera

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Risposte a questa discussione

mmm... Mi sento citata all'interno della lettera... Essendo ormai 26enne sono spesso vittima della fretta e dell'approfondimento marginale... Ma provo sempre a migliorarmi e a dedicare tempo a questo piccolo grande mondo! Sono ancora in una fase in cui non so cosa e come diventerò quindi sperimento, spesso con pessimi risultati (Renato ne sà qualcosa!!! Ultimamente è il mio maestro più severo e per questo lo ringrazio) . Credo che come in tutte le cose il tempo e la passione formino un vero artista, cìè anche una componente di genialità che hanno in pochi ma il bello della mail art è proprio il poter rendere questo "cammino" il più aperto possibile a giudizi di persone che realmente lo fanno di mestiere.. o che REALMENTE lo amano.

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Come alcuni avranno notato, ultimamente non bazzico molto DodoDada, un po' per pigrizia e un po' perche' indaffarato in altre faccende. A proposito di pigrizia, oserei esordire prendendo a prestito le parole che Eberhard Janke mi ha scritto: "Dal mio punto di vista, l'arte postale dovrebbe essere solo uno scambio di energia comunicativa fluttuante, e nessuno dovrebbe essere forzato a fare niente. L'arte postale permette a ognuno di espandere la propria liberta'". La sua lettera e' stata pubblicata su KAIRAN ed e' stata forse la cosa che ha riscosso il maggior successo fra i lettori - come a dire che le sue parole hanno colpito nel segno. Il resto, sotto certi aspetti, sono solo opinioni soggettive, condivisibili o meno.
Devo dire che certi interventi un po' "cifrati" (almeno per me: forse mi sono perso qualche puntata precedente) che ho letto mi hanno piu' che altro provocato dei dubbi e non posso fare a meno di fare ulteriori domade. Ad esempio:
- Giancarlo, quando parli di progetti che indicano come artisti fondamentali degli artisti marginali, potresti esplicitare? Soprattutto mi interessa la forma della cosa. Cioe', qualcuno ha scritto nero su bianco "Annibale Dattesi ha dato un contributo fondamentale alla storia dell'arte postale"?
- c'e' quello scambio Baroni vs Baracchi che mi stuzzica molto. E poi che centra la Boschi? Cosa sono tutte queste "B"? Io che ho un cognome che comincia con la "S" posso partecipare? Gradirei delucidazioni.
Non avendo a disposizione tutti gli elementi per farmi un quadro completo, forse dovrei starmene zitto. Voglio pero' dire (se ho indovinato una parte del dibattito in corso) che secondo me uno ha il diritto di organizzare i progetti che vuole e di decidere le regole che vuole (ad esempio regole di partecipazione). Nessuno ha mai detto che esistesse solo un modo di fare queste cose. Agli altri sta poi prendere o lasciare.
Per il resto, per il momento mi limitero' a dire che sono d'accordo con quanto espresso da Claudio all'inizio.

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... nel frattempo mi pare di avere scoperto lo scambio Baroni-Boschi nel forum Biennale. Mo m'infommo...

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Carissimi
sono qui da poco e poco frequento il territorio della mail art e confesso che sono ancora in fase di studio dello strumento cercando di intuirne la filosofia oltre che i meccanismi. Chi mi conosce personalmente sa che sono piuttosto riservato, gradendo di più l'ultima fila perchè mi consente di osservare senza essere costretto alle incombenze di chi sta in primo piano. Lo ritengo un atto dovuto in un ambiente dove sono neofita e dove credo sia più giusto stare ad osservare ed, in maniera misurata, provare a confrontarsi per imparare. Propio il confronto è il punto che mi interessa. Trovare un luogo per scambiare concetti e strumenti è per me molto importante perchè vettore di crescita. Nello scambio acquisisco parte dell'esperienza altrui e lascio un mio piccolo contributo di idea o tecnica.
Pur riconoscendomi un ruolo più che marginale, spero siano tutti benvenuti nei progetti per avere la possibilità di capire e rispondere su di un mondo che considero terreno più che fertile.
Vogliate scusare questo mio intervento per nulla eminente ma sicuramente sentito.
Grazie e buona giornata.
m

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Caro Mauro,
mi pare che abbiamo il medesimo approccio (progettuale) nell'affrontare le cose, anche io, come già detto, sono stato almeno 1 anno "al palo" leggendo, guardando, annusando... Poi ho iniziato ad inviare la mia mail art, i miei destinatari erano tutti, come scriverebbe qualcuno, mailartisti senior e tutti ripeto tutti mi hanno risposto pur essendo un neofita del network. Forse, probabilmente, quello che avevo realizzato era interessante... Però penso che sopratutto ci fosse lo spirito del network ad accettarmi e ad acconsentirmi ad entrare in esso. Questo è importante che continui, anche io ora come semi neofita che gravita da 6 anni nel network, cerco di rispondere sempre a chi mi invia il suo messaggio. Detto questo rimarco anche il mio "diritto" a poter dare dei giudizi estetici su quello che ricevo, e di intavolare relazioni con chi mi da maggiori emozioni... Questo ragionamento lo faceva anche uno dei nostri più attivi e intelligenti networker che scriveva: "Condivido quasi tutto della Mail-Art ma sono insofferente verso l'accumulo indifferenziato di tutto ciò che arriva. In pratica butto le comunicazioni impersonali e quelle a basso contenuto creativo. Invece conservo gelosamente le lettere in cui c'è un dialogo, tutti i materiali che hanno un loro valore a prescindere dalle logiche di mercato o della loro unicità." questo stralcio è del 13 agosto 1991 e chi lo scriveva era Piermario Ciani. Dopo aver letto queste righe (poco tempo fa) ho ripensato ai miei invii a Piermario, anche lui era tra quelli di 6 anni fa, le sue risposte ci sono state, quindi forse, ho qualche speranza di essere riuscito ad instaurare un dialogo, che purtroppo non e' potuto durare per molto.

Quindi, benvenuti neofiti, benvenuti innamorati della MA, benvenuti mailartisti senior - midi - junior... Qui siete ben accetti, purchè facciate le cose con passione, entusiasmo e comprensione...

Ciao
Claudio

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Vorrei rispondere ad ogni commento .ma sinceramente sono una che ama un pò più il silenzio preferisco esprimere i miei sentimenti . Mailart è molte cose .Mi associo al commento di Bruno Pollacci. Cosa assolutamente insopportabile per me fra artisti sono proprio tutte le polemiche e a volte molto spesso trovo tanta "presunzione"
amiamoci un pò di più e siamo più umili ,lasciamo liberta ad ognuno di esprimersi e di dire la sua guardando al passato al presente al futuro ............così e nata la storia .un saluto a tutti virgy

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Non si può cancellare la storia!
O la conosci o il vuoto ti porta a conclusioni errate.
Tutti amiamo la Mail Art nella sua quintessenza. Ma che si voglia o no, come predico da anni, le regole ci sono e se si vuol far parte del network, bisogna rispettarle. Poche e precise. Che poi ci sia in giro di tutto, no problem. Ma i meeting internazionali hanno anche confermato determinati dettami, determinati da noi artisti stessi, ma unanimemente. Che ne dite dei progetti con vendita? Di quelli dove c'è selezione con giuria? Di quelli che chiedono una tassa di ingresso? Sono o si spacciano per progetti di Mail Art?
Inoltre credo che molti pensino che la mail art sia un filone per avere opere gratis: puntare sul numero anche per avere la firma buona. Va bene tutto?
TIZIANA

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Forse vado fuori tema: ma è possibile essere guardati con aria"compassionevole" : (poverini lasciamoli giocare...) quando mettiamo su progetti dove rispondono personaggi come Christo...o Shimamoto.... Pignotti ,Bentivoglio...ecc eccc solo x citare alcuni dei "grandi storicizzati" e ,come dicevo con cataloghi che fanno il giro del mondo ...quante galllerie in Italia danno tanta visibilità gratuita? vabbè siamo buoni... e contraccambiamo con altrettanti "sorrisini" ... :--) . bruno

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Non ti scordare di Baj e del Grande Cavellini!

E con questo ti rendi conto di quanto sia importante avere delle indicazioni "storiche" su cosa e' (e' stata) l'arte postale...

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Certo Claudio! io citavo quelli che ho ricevuto io... e un po'quelli che sono al di fuori della mail art... ma vorrei aggiungere(e qui sono a tema) che secondo me è anche giusto che chi ha cominciato negli anni settanta...chi come tu Claudio ha creato Dodo dada ...chi ha lavorato tantissimo abbia più visibiltà ad esempio di me ...che ho cominciato. si, negli anni ottanta.
ma con una adesione, e senza sapere nulla della m. a. ... che giustizia sarebbe! mi avete dato spazio...sono cresciuto ... adesso non potrei non riconoscervene il merito... bruno

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Caro Bruno
NON è questione di meriti, chi tra noi pensasse questo, scusa il termine, sarebbe un "imbecille"! La visibilità fa parte delle dinamiche della comunicazione ma non incrementa minimamente il valore in termini di contenuto. L'importante, anzi per me la questione basilare, è che per essere parte attiva e partecipe di qualsiasi cosa occorre una conoscenza... I più fortunati l'hanno nel DNA, il 99,999999% se lo devono costruire guardandosi intorno: annusando, leggendo, discutendo IMPARANDO dagli altri e da se stesso.

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