Mi piacerebbe avere un commento da chi frequenta DodoDada su questi miei pensieri.

I would be happy to have a comment from those who attend DodoDada on these thoughts.

-*-

L’Arte postale, anche nella versione più leggera e disimpegnata, ha in se la forte scintilla per creare un corto circuito: il pensiero che tutti possono fare arte destabilizza lo status dell’arte come mercato e degli artisti/galline ovaiole.

 

Mail art, even in its lightest and less committed version, has in itself the strong spark to create a short circuit: the thought that everyone can make art destabilizes the status of art as a market and of artists as laying hens.

 -*-

L’artista postale è lo spermatozoo che feconda il mondo con la propria arte donata senza nessun fine commerciale, questa diffusione è la vera Rivoluzione, un’arte per tutti alla portata di tutti, una infinita spirale di creatività.

 

The postal artist is the sperm that fertilizes the world with his art donated with no commercial purpose, this dissemination is the true Revolution, an art for everyone and within reach of everyone, an endless spiral of creativity.

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Risposte a questa discussione

…esattamente! e in nessuna epoca, credo, è stato mai più vero. La vera rivoluzione, oggi più che mai, parte infatti da sè. E non può prescindere dal concetto di gratuità e dono. Un abbraccio

L'arte postale è rivoluzionaria proprio per i motivi da te elencati primo fra tutti perché è gratis. Nell'attuale società particolarmente interessata al denaro e al successo la presenza della mail- art gratuita e aperta a tutti  è fortemente destabilizzante. Forse è per questa ragione che viene emarginata e/o ignorata. Negli anni ottanta Shozo Shimamoto sosteneva che era "rivoluzionaria" perché era un GIFT cioè un regalo e veniva scambiata liberamente: "MAIL ART & MONEY DON'T MIX!." Con buona pace di chi la pensa diversamente.

Lancillotto Bellini, mail artista dal 1984....

la gratuità è rivoluzionaria, appunto "destabilizzante" come dice Lanci, tanto basta..

confesso che la preferisco quanto più è lontana dal passatempo, dal riempi il vuoto, dal passo successivo al bricolage..e credo che Claudio a questo si riferisca

Credo che hai centrato il problema. Adolfina

spermatozoo sai tu :)))))

è libertà:)))

... la possibilità di esprimersi gratis ..... non ha prezzo poter lasciare.... lanciare ....donare .... parte di se .... 

Complimenti! Le donne hanno sempre le idee molto più chiare dei maschietti... 

Non è l'arte postale che è leggera e disimpegnata sono le persone che la fanno leggera e disimpegnata, poi ci sono alcune parole che non mi piacciono, un po' scarse,  in questo contesto, spermatozoo - galline ovaiole.

Cara Linda,

approfondisco un po' la scelta dell'uso delle parole:

Spermatozoo = come elemento dinamico e vitale che crea a sua volta vita. Avrei potuto usare "seme" o "polline" però l'impressione era quella di utilizzare termini che si usano per i bambini per spiegare il sesso, un po' impocriti. Poi la parola spermatozoo (di conseguenza lo sperma) mi pare che nell'uso comune sia un po' censurato e innominabile con (false) connotazioni sporche... quest'aspetto "dirty" può essere calzante anche in mail art.

Galline ovaiole = l'arte e/o la comuncazione artistica non si fa in batteria e a richiesta, non si preme un bottone dopo avere infilato una monetina nella macchinetta. Le galline mi sembrano un esempio calzante su come il mercato dell'arte sfrutta gli artisti. Noi siamo galline di cortile "libere e felici", l'uovo lo facciamo quando vogliamo e lo doniamo a chi vogliamo...

Mi piace il tuo concetto sull'arte postale disimpegnata.

Esatto, Claudio, mi pare che queste tue due riflessioni mettono a fuoco la diversità della mail art rispetto ad altre forme di "arte di rete" che troviamo anche su Internet, ma che spesso hanno come fine ultimo comunque la propaganda e vendita di opere e/o la gratificazione dell'ego degli autori. Quello che mi ha mantenuto fedele alla mail art (dopo quasi quarant'anni!) è invece questo suo collocarsi al di fuori del mercato, come spinta utopica e di condivisione disinteressata, di scambio di esperienze e crescita collettiva. Più teste pensano meglio di una. La mail art ha aperto le porte ad una concezione orizzontale della creatività che equivale ad un inedito approccio culturale. Siamo tutti mail artisti è lo spirito del meme che si riverbera (e molto altro, preservato in migliaia di archivi). Io sono Monty Cantsin. Io sono Luther Blissett. Io sono Charlie.

Non mi è chiaro cosa spinga questo mail-artefice utopico, senza macchia e senza paura, a comunicare con gli altri mentre aborrisce e stigmatizza chi cerca fama ed oro.

La componente egotica, o quanto meno, il piacere di essere riconosciuti dagli altri per una qualche propria unicità, c’è in ogni attività umana e non trovo alcun motivo perché questo piccolo piacere debba essere considerato come un peccato da nascondere.

Per farla breve e per quanto mi riguarda direi che partecipare al network , liberamente senza soverchi condizionamenti, dà la possibilità di esprimersi non sentendosi soli mentre è subito sera.

Quanto all’ambito, tra virgolette,  “politico” lo lascerei da parte perché  chi assume quell’identità virtuale  poi si firma Luther Blisset e non Gianni Romizi o Adenoidi o Vittore Baroni  : ))

MAIL ART UBER ALLES : )))

Un caro saluto e buona domenica a tutti

Gianni

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