Escludendo le ragioni profonde innate ereditarie o spontanee, cioè la storia della vostra vita, c'è stata una persona che vi ha "indirizzato" consapevolmente o meno verso l'arte?

- - - -

il Prof. Pinciroli docente di educazione artistica in una scuola media di una povera periferia nord di Milano negli anni '70...
era appassionato e presente, nell'indifferenza di tanti ragazzi e vigeva la promozione per tutti. Ci spiegava la prospettiva riproponendo sulla lavagna quadri di De Chirico... Una volta passando tra i banchi mentre eravamo indaffarati a testa china intenti a dare grandi pennellate orizzontali di tempera sui fogli, la metà sotto verde o marrone, quella di sopra azzurra cioè il cielo... Si è fermato vicino al mio banco è con un movimento della mano ha ruotato il foglio di 180° dicendomi "perchè non il contrario?" La sua frase mi è sembrata al momento incomprensibile nel suo significato profondo.

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Bello il tuo "inizio", per me a parte il pasticciare con gli scarti di produzione di mio padre artigiano, può essere significativo in 5^ elementare l'essere stato scelto per disegnare e colorare a grandezza quasi reali, su grossi fogli di polistirolo espanso che poi dovevano essere intagliati con il pantografo elettrico, una serie di pecore per il presepe natalizio... non venero male, avevano però un collo molto lungo; la mia maestra Maria Cattaneo mi disse sorridendomi "belle, sembrano fatte da Modigliani"... mi venne spontaneo chiederle chi fosse...

Si forse

Oltre mio padre che comprava spesso libri su artisti o illustrati da artisti, facendomeli consultare già da bambino, vista la mia propensione per il disegno, posso citare il mio insegnante di Educazione Artistica alle scuole medie, il pittore Cosimo Cimino.

Poteva essere il 1967, a Milano. In quegli anni subivo ancora l'effetto del pessimo rapporto vissuto con la squola al punto di rischiare l'analfabetismo di ritorno. Davanti al tribunale, in una minuscola piazza prospiciente una chiesetta gotica trecentesca, sostava una delle poche bancarelle di libri usati esistenti allora in città; separati fra loro i gialli, i saggi (allora assai di moda), le riviste sexi e, ammucchiati in un angolo, i fondi di cantina; cento lire, credo. Quel giorno cambiò la mia vita: nel mucchio, senza alcun motivo razionale, mi attrasse una copertina in finta pelle rossa con incisioni in oro, uno dei tanti libri di collana da esporre sullo scaffale della libreria in salotto. Lo presi come per istinto e lo maneggiai ancor prima di conoscerne il titolo, infine lo lessi: Giacomo Leopardi, Poesie e Operette Morali. Lo sfogliai in cerca di ricordi scolastici: La sera del dì di festa, A Silvia (scoprii così che nella mia antologia avevano censurato le strofe finali), e mi stupii di ricordare a memoria Il sabato del villaggio. Qualche tempo dopo acquistai un libro di poeti del Movimento dei Diritti Civili, poi fu la volta di Ardengo Soffici, procedetti così alla rinfusa fino a I fiori del male e Venti poesie d'amore e una canzone disperata, capii di essere arrivato dove volevo. Nel 1969 cominciai a raccogliere in un quaderno con la copertina dorata quegli scritti che io volevo ardentemente fossero poesie.

Sono sempre stato circondato da opere d'arte,prevalentemente quadri e incisioni.Il mio vicino di casa ere un amante di De Chirico e riproduceva le sue opere alla perfezione,talvolta anche realizzando originali quadri metafisici.MI sono sempre divertito a disegnare e colorare e per un certo periodo l'ho anche fatto sulla pelle della gente,sia come body painter che come tatuatore. Lo stimolo più grande però me l'hanno dato il mio prof.di educazione artistica delle medie e un certo personaggio che da diversi anni si occupa di promozione artistica nella città in cui vivo.Non so se ringraziarli o maledirli,il fatto è grazie a loro sono quello che sono...un artista.

Allegati:

Grazie al pittore Antonio Nardi e allo scultore Franco Girelli insegnanti dell' accademia G.B. Cignaroli di VR. (non artista ma pittore e disegnatore... a quel tempo esistevano  soltanto pittori, scultori, grafici, incisori ecc.) ...

con delle frequentazioni così esplicite non si poteva sfuggire...:-)

A parte il fatto che uno fa e poi gli altri gli dicono che cosa a fatto, come si fa a definirsi artisti? A me risulta difficile sentirmi inserita in una categoria di quel tipo. Per il resto del discorso, non mi ricordo un periodo della mia vita in cui non abbia tenuto in mano matita, pennelli, colori, forbici, carte colorate.

Mia madre usava la mia passione per carta e cartone per tenermi seduta e impedirmi di rompere... risultato? deprecalibe!

Per me artista è un aggettivo qualificativo, come "timido" o " biondo"... ma rispetto anche le altre definizioni, o chi fa dell'arte un mestiere e quindi gli dà ancora un altro significato ... Mia mamma era sarta quindi da appena nata c'era nelle orecchie quel ta-tac delle forbici da sarta appoggiate sul tavolo, e i figurini da ritagliare... insomma, un bell'imprinting per i collage che sono venuti dopo.... Deprecabile? nooooo  ieri e oggi un filo creativo che continua....

...una domanda che ti lascia il tempo di ricordare... che mi fa pensare al periodo delle medie anni 70 in questo paesino a metà tra Milano e Como ...la prof di educazione artistica dopo la visita delle scuderie al parco di Monza ci chiede,per il compito in classe, di raffigurare  quello che ricordavamo. .. io avevo osservato un fantino che accompagnava il suo cavallo notando complicità, con ogni probabilità ho riportato sul foglio da disegno il senso del movimento tanto che ricevetti i complimenti dell'insegnante per aver osservato oltre il paesaggio,ne fui colpita  ma fu come una schiarita nella mia piccola vita e non smisi più di osservare-immaginando i movimenti intorno, misi questo senso anche nelle poesie studiate,lette o immaginate.

Penso che artista sia un modo di essere senza presunzione ma con la gentile  caparbietà di lasciare che l'intuizione, il pensiero e il senso di creare prendano una forma che si possa vedere e toccare ...

tante cose concorrono a formare quello che siamo e ancora che saremo, in divenire...

artista..boh, mai stata come stato! Mi diverte vedere quanti ricordano i loro insegnanti-maestri, io me li son scordati tutti! alle medie c'era un pazzoide che passava il tempo a guardarci dall'alto seduto sull'armadio (non sulla cattedra), nei due miseri primi anni del liceo classico la prof era brava assai a farci entrare nell'arte creata da qualcuno, senza A nè Q maiuscole:  ciascuno viveva nel suo momento, rappresentandolo o sorpassandolo, anche tradendolo..Un buon imprinting

Ma sul fare, sul creare,  niente di niente! solo buoni voti in disegno, non ricordo se per le casette col fil di fumo o la famiglia in vacanza

Acc, Linda,non ho persone di riferimento, non ho un percorso di crescita.. Ho provato a fare quadri ad olio, na roba che si calcolava a peso, per gli strati che ci mettevo a far schifezze

Poi una sorta di maestro è arrivato,la musica..Nel senso che ascoltando i dischi del fratello maggiore (Bach, Vivaldi, Ravel, Schopin etc) mi son messa a scarabocchiare le sensazioni che mi davano disegnando a bic mentre ascoltavo: una liberazione! Da ogni disco usciva un albumino di carta velina pinzato ..A guardarli oggi sono orrendi, eppure mi ci ritrovo ancora

A disegnare non ho imparato mai! però è rimasta la voglia usare le immagini per fantasticare

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