Escludendo le ragioni profonde innate ereditarie o spontanee, cioè la storia della vostra vita, c'è stata una persona che vi ha "indirizzato" consapevolmente o meno verso l'arte?

- - - -

il Prof. Pinciroli docente di educazione artistica in una scuola media di una povera periferia nord di Milano negli anni '70...
era appassionato e presente, nell'indifferenza di tanti ragazzi e vigeva la promozione per tutti. Ci spiegava la prospettiva riproponendo sulla lavagna quadri di De Chirico... Una volta passando tra i banchi mentre eravamo indaffarati a testa china intenti a dare grandi pennellate orizzontali di tempera sui fogli, la metà sotto verde o marrone, quella di sopra azzurra cioè il cielo... Si è fermato vicino al mio banco è con un movimento della mano ha ruotato il foglio di 180° dicendomi "perchè non il contrario?" La sua frase mi è sembrata al momento incomprensibile nel suo significato profondo.

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bè....cari ragazzi,

se non fosse stato per il mio prof di educazione artistica che in terza media mi suggerì di frequentare il liceo artistico di via ripetta, l'unico che c'era a roma in quegli anni........e se non fosse stato per la mia caparbietà di voler frequentare, a tutti i costi, solo quel liceo........non so se mai avrei insegnato educazione artistica, appunto, per 40 anni e sperimentare e  ricercare nel tempo il mio linguaggio pittorico!!!!!!!!!

un grazie anche al mio compagno che negli anni 90 è stato il mio primo e unico mecenate .........

Accidenti! Come mi fate apparire chiara la mia appartenenza al secolo anteriore al vostro. Noi avevamo il Professore di musica e quello di disegno, studiavamo francese (2 anni) e latino (3 anni), avevo 7 in condotta tranne all'ultimo trimestre per non essere rimandato a ottobre con tutte le materie, sono stato in ginocchio sul bordo del predellino ed ho preso le vergate sulle dita con il righello quadrato, quello nero. Da qui la mia educazione artistica di poeta.

la mamma ovviamente, pittrice dilettante... e la nonna, esteta convinta....

Io? Ho respirato l'aura intorno ad Arturo Martini dall'infanzia. Viveva a Vado dove ora sono tornata, e mi raccontano che tutto il paese andava sulla spiaggia a vederlo lavorare, quando i pezzi che modellava erano troppo grandi per farli in studio. Conoscevo ogni suo disegno, ogni sua scultura e incisione, e mi sembrava naturale che il padre della scultura contemporanea fosse vicino di casa dei miei. La sua giottesca plasticità mi apparteneva totalmente. E poi tanti libri a casa, tanta curiosità. Alle elementari svicolavo dagli schemi imposti (la maestra sceglieva personalmente i tubetti di colore a seconda delle stagioni),alle medie invece ci lasciavano scegliere le poesie da imparare a memoria e da illustrare, e io cercavo Blaise Cendrars, Anton Machado, gli indios Piaroa. I loro versi scatenavano linee e colori. Al liceo artistico ottimi docenti (Bosco, Bozzano, Nobile, Verzetti) hanno dato sostanza tecnica i miei voli, e umiltà artigianale come passaggio verso una consapevole libertà, all'accademia il gesto ampio e di atmosfera di Sirotti e quello puntiglioso e ripetitivo di Zanoletti sono stati i due poli tra cui trovare finalmente parole mie. Ho cercato di passare tutto questo ai miei alunni, in 30 anni di docenza, e in parte ci sono riuscita. O no?

Ho escluso l'aggettivo artista con l'intenzione di documentare l'ambiente artistico veronese durante gli anni cinquanta e sessanta (sono nato nel 1938). Giovanissimo frequentavo gli studi di pittori e scultori (potrei citare molti nomi) quando si tentava di imparare a dipingere dopo un lungo tirocinio che iniziava con due anni di disegno. Leggo nel giornale locale che gli allievi dell'Accademia espongono nelle gallerie cittadine. Noi avevamo la mostra di fine corso negli stanzoni della Cignaroli e i più promettenti venivano premiati.

A me hanno semre remato contro tutti, a partire dalla mia famiglia. Probabilmente avevano ragione loro, ma purtroppo per me questa mania di rappresentazione grafica e poetica è un male grave, incurabile. Non sono mai riuscita a farne a meno completamente. E adesso rappresenta un ottimo espediente per tenere mani e testa impegnate in qualcos'altro che pensare ai guai di una vita scombinata.

certe volte è la vita complicata l'espediente che mi impedisce di impegnarmi nell'espressione tramite l'arte...

Mabi ha ragione... L'arte è come un virus e quando ti contagia sei spacciato... 

Linda, hai raggiunto dei risultati di tutto rilievo... non lamentarti ... sai esprimerti con arte...

QuaNDo Si PaRLa Di aRTiSTi Mi VeNGoNo iN MeNTe GLi aMiCi "i SaNTiNi DeL PReTe" CHe Da aNNi RiPeToNo La FRaSe: Noi Noi NoN SiaMo aRTiSTi SiaMo FeRRoVieRi... QueSTo PeR DiRe CHe L'eSSeRe aRTiSTi è QuaLCoSa Di iMPeRSoNaLe... DiCiaMo CHe PeR RiSPoNDeRe CaMBio LeGGeRMeNTe La DoMaNDa e La FaCCio DiVeNTaRe: PeR MeRiTo Di CHi Ti Sei aVViCiNaTo aL MoNDo DeLL'aRTe? Mi SoNo aVViCiNaTo aLL'aRTe GRaZie a eNZo MoNTaLBaNo, uN Mio aMiCo PiTToRe DeL Mio PaeSe NaTiVo. Mi PiaCeVa uN SaCCo Ciò CHe DiPiNGeVa e La DiSiVoLTuRa CoN Cui Lo FaCeVa... uNa SeRa GLi DiSSi Sai Mi PIaCeReBBe DiPiNGeRe. Ho aNCHe PRoVaTo Ma NoN Ci RieSCo e Lui CoN NaTuRaLeZZa Mi DiSSe: eNZo, PeRCHè NoN Fai CoLLaGe?! Da QueL GioRNo NoN Mi SoNo Mai FeRMaTo eD oGGi eCCoMi Qui a RaCCoNTaRe QueL LoNTaNiSSiMo ePiSoDio Di 46 aNNi Fa... CaVoLi è PaSSaTo QuaSi MeZZo SeCoLo! 

Allegati:

Nulla mi ha attratto al "mondo dell'arte" (definire meglio il concetto), Tant'è che non ne faccio parte; nulla mi ha attratto al mondo degli artisti. L'opera in cui l'uomo condensa il proprio pensiero più recondito nella presunzione di trasmetterlo agli altri, che forse è l'arte (se così fosse sarebbe tragico per alcuni), quello mi ha attratto. Come ho già detto è stata l'opera di Leopardi. Poi mi anno attratto gli artisti (un'etichetta tanto per capirci senza farmi troppe menate, chi rifiuta l'etichetta di uomo? ma siamo certi di esserlo?) che frequento volentieri, finché non parlano di gallerie e quotazioni, quello è il mondo dell'arte di cui non faccio parte. Mi dico artista, mi dico poeta, tanto per non essere scambiato per un operaio telefonico da parte di quelli che io dico artisti (quello che ci frega tutti, è drammatico, è proprio la parola: se non esistesse ci sarebbe solo l'opera ma totalmente effimera).

Siamo specializzati in negazioni, quando mi chiedono  che mestiere faccio sento un conflitto, non vorrei rispondere dicendo il mestiere che svolgo 8 ore al giorno, ma quello che svolgo 24 ore al giorno, che però non è un mestiere nel senso di retribuito con soldi, che però è (diventato) una brutta parola, come politica, che però è forse più uno stato d'animo o un aggettivo qualificativo...Se siamo qui a scrivere due righe in questo forum siamo attratti dal mondo dell'arte, ne facciamo parte, siamo artisti,  nel senso che abbiamo capito che l'arte non è passiva, non si torna indietro quando ci si è fatti trapassare almeno una volta dai suoi raggi x.la possiamo indossare e ogni volta sarà diversa, alla nostra moda.. 

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