QUESTO TEMA E' DI STRETTISSIMA ATTUALITA'
Nei giorni scorsi ho ricevuto da parte di Bruno Capatti dei materiali da lui realizzati negli anni scorsi, sulle dinamiche del network postale, reputandoli molto interessanti li inserisco in questo forum per una divulgazione/condivisione allargata. Sugli spunti di quello qui presentato sarebbe auspicabile che si possa aprire una discussione da parte di tutti i networker, sia esperti che neofiti.

MATERIALI:

Mail ad copy Art -1987. Schemi (allegato 1) di BRUNO CAPATTI
Personal Nets -1998. Schema delle pagg. centrali (e relativa parte esplicativa di commento) di BRUNO CAPATTI
Real Correspondence-Six. Schema del 1981 (pubblicato anche su Arte postale pag.29) di VITTORE BARONI
Social network, connessioni e opportunità -2008. Schema inedito di CLAUDIO ROMEO
Veicolazione della Mail Art -2008. Schema inserito nel forum di DodoDada “Mastella e la mail art” di CLAUDIO ROMEO

PREMESSA

Mi permetterò di evidenziare con dei brevi testi nei singoli schemi alcuni elementi che reputo degni di nota e di discussione, soprattutto nell’ottica dei notevoli cambiamenti avvenuti nell’ambito della comunicazione. Metto subito in chiaro che le basi dell’arte postale non sono messe in discussione, la mail art e il suo network sono e restano inderogabili e insostituibili, il libero e democratico scambio d’arte deve utilizzare la snail mail. Per contro, le attuali e moderne tecnologie non devono essere rifiutate, anzi devono essere accolte e utilizzate per coadiuvare e arricchire i modi tradizionali…

Claudio Romeo


***
In queste 10 figure Bruno ha schematizzato tutte le possibili connessioni/corrispondenze che un mailartista può incontrare. Forse quello meno utilizzato, ma che dovrebbe essere più sfruttato, è quello in fig. 5 “circolo”; mantenendo le metodologie usuali (snail mail) la parte ogranizzativa –identificazione del gruppo, controllo arrivi/partenze dell’elaborato, verifiche comunitarie- potrebbe essere velocemente e praticamente eseguita tramite email…

***
Nella lucida analisi di Bruno, trovo molto importante il concetto di Personal Nets in quanto è vero che ognuno di noi volontariamente si è creato una propria cerchia di corrispondenti, con questi si crea un “sistema solare” all’interno della galassia mail art… Ma il “sistema solare” non è chiuso, bensì spesso, alcuni “pianeti” sono presenti in più di un sistema… E qui entra il concetto di “nodi“ elementi propulsivi della rete. Oggi questo resta completamente valido e attuale, forse adesso oltre a networker “catalizzatori” si può anche aggiungere l’entità virtuale dei “social network” spazi, appunto virtuali, dove il networker tradizionale si può confrontare/comunicare con gli altri.

***

In questo schema sono più che evidenti le sovrapposizioni e i nodi dove si aggregano i networker, particolarmente importante è l’indicazione, con le circonferenze puntinate, che inglobano i nodi stessi. Vi consiglio di confrontarlo con lo schema riguardante i social network che troverete poco più avanti, le somiglianze sono molte.

***
Un piccolo passo indietro (1981): questo oramai storico schema di Vittore ben evidenzia le differenze tra l’arte (e la comunicazione) tradizionale circolo chiuso e vizioso; contro la mail art che fin dai suoi esordi indicava nel libero scambio (sia di ruoli che di idee) i suoi punti di rottura con il passato. Trovo questa schematizzazione ancora valida e attuale anche se in ambito comunicazionale l’importante è divulgare/utilizzare dei codici comunicativi comprensibili. In caso contrario la grande energia dell’arte postale potrebbe cadere nell’entropia.

***

In questo mio schema (inedito) cerco di visualizzare gli elementi principali dei social network come Facebook, Open Fluxus, DodoDada e molti altri che oramai popolano il web e la mail art.
Le circonferenze sono i vari social network, con all’interno i membri; la scelta di aderire a questo tipo associazione nasce dall’elemento/i comuni agli iscritti (interessi musicali, politici, hobby…) mel nostro caso l’arte postale o movimenti affini. I networker all’interno di ogni singolo network possono comunicare tra loro e inserire immagini, video, musica, in pratica una rete visibile a tutti che per essere interattiva prevede l’iscrizione alla stessa. Spesso, il singolo networker, si iscrive a più di un network (vedi es. networker 11 che è presente in tutte le reti) e quindi allarga il suo raggio di azione.
All’interno dei social network è anche possibile definire ulteriormente i propri interessi creando dei gruppi in seno ad esso, qui rappresentato dal networker 7 che fonda un gruppo a cui aderiscono 10 / 11 / 17 / 23; un esempio pratico può essere Lancillotto Bellini in DodoDada che fonda il Recycling Art Group con l’adesione di 28 membri su 119. Il gruppo vive di vita propria all’interno del network.
I social network vanno nella direzione (se non sono già) del famoso Villaggio Globale di McLuhan dove però si tiene conto dei specifici interessi e non vige l’appiattimento e l’omologazione. Questi spazi virtuali in ambito mailartistico vanno intesi come una opportunità in più per confrontarsi e approfondire le proprie idee in modi e tempistiche diverse (più rapide) che il mezzo postale non consente…
Ritornando allo schema, trovo che sia perfettamente sovrapponibile a quello di Bruno dedicato al “personal nets”.

Questo schema l’ho realizzato per il forum “Mastella e la Mail Art!” in DodoDada http://dododada.ning.com/forum/topics/691247:Topic:18782
Penso che possa essere un’ideale attualizzazione dello schema di Vittore del 1981. Le dinamiche della comunicazione, e non solo, poggiano su dei “codici” che possono essere conosciuti o meno e quindi da questo il messaggio può venire divulgato e interpretato.

QUI SOTTO ALLEGO UN FILE CON QUANTO SCRITTO IN QUESTO FORUM, per meglio agevolare chi preferisce stamparselo e leggerselo con comodo.
INOLTRE INSERISCO UN ESAUSTIVO TRATTATO DI Tatiana Bazzichelli
- Networking - La rete come arte
LEGGETELO CHE MERITA!

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Allegati:

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Risposte a questa discussione

Ciao professori,
avete scritto, detto, chiarito, codificato, pianificato, risposto.
Dovè la creatività?
Derivanti idee zero, al momento.
TIZIANA
Personalmente lo trovo molto creativo... fors'anche proprio perché non ci sono idee...Io ci vedo molto senso, e mi pare che lo sforzo sia stato notevole nel cercare la pulizia dal preconfezionato, offrendo un'immagine il più possibile corretta di qualcosa. Per il resto poi ognuno ha la creatività che si merita, che non è comunque molto diversa da quella che cerca!
bella e brutta che si possa giudicare: è creatività!
Un caro saluto ATTILIO
Tutto può essere creatività, ma stiamo sempre attenti a non confondere il fondamentale con il complementare, il significante con il non significante, l'arte con l'artigianato.
TIZIANA
Attilio, ecco una piccola storiella zen che forse già conosci:
-"Quando Tzu-Gung viaggiava nelle regioni a nord del fiume Han vide un vecchio che lavorava nel suo orto. Aveva scavato un canale per l’irrigazione. L’uomo si calava in un pozzo, portava su a braccia un recipiente pieno d’acqua e lo versava nel canale. Compiva così sforzi terribili con risultati apparentemente mediocri. Tzu-Gung disse: "C’è un sistema con il quale potresti irrigare cento canali in un giorno con uno sforzo minimo. Non ti piacerebbe conoscerlo?". Il contadino si alzò, lo guardò e disse: "E quale sarebbe?". Tzu-Gung replicò: "Prendi una leva di legno, pesante dietro e leggera davanti. In questo modo potrai portar su l’acqua con la stessa rapidità con la quale la sgorga". Allora il vecchio si arrabbiò e disse: "Ho sentito dire dal mio maestro che chiunque si serve delle macchine fa il suo lavoro come una macchina e a colui che fa il suo lavoro come una macchina viene un cuore come una macchina e colui che ha in petto il cuore di una macchina perde la propria semplicità. Colui che ha perduto la propria semplicità diventa malsicuro nelle lotte dell’anima e l’incertezza nelle lotte dell’anima è qualcosa che non concorda con l’onestà. Non è che io non conosca queste cose; mi vergogno di adoperarle."-
Tiziana, il tuo intervento è un po' sviante, qui non si sta' parlando di creatività ma di comunicazione ... Chiaramente se è comunicazione creativa tanto di guadagnato.
In ogni modo dissento totalmente dalle tue lapidarie argomentazioni.
Se si pensa all'arte e alla creatività come ispirazione che non si sa da dove arriva (illuminazione divina?) è una reminiscenza romantica... Non è mai stato così fin dai primi graffiti ad Altamira: l'artista aveva ben presente come e dove dipingere (sceglieva addirittura gli spazi con escrescenze per dare volume agli animali) e già allora esitevano codici e regole (dettati da culti)... Detto questo la sua opera è meno creativa?
... Senza fare i professori (come dici tu) di storia dell'arte e quindi non parlando di Leonardo, Piero della Francesca, Caravaggio e tutti gli altri... Cito due esempi un po' più vicini a noi, guarda questo:

... Accidenti, un altro professorino che ha "scritto, detto, chiarito, codificato, pianificato, risposto"... Il solito che non sa "dove è la creatività"... quindi "derivanti idee zero". Il signore in questione è Vassily Kandiski, lo schema è tratto da una sua lezione alla Bauhaus, inutile dire che ha scritto anche "Dello spirituale dell'arte", quindi non è tacciabile di mente fredda e scientista... E' semplicemente "artista pensante", che elabora/progetta la sua opera.
Oppure leggiti queste poche righe (clicca su di esse):

Il raffronto, l'accettazione pur mantenendo le proprie posizioni ... Anche qui ricerca, progetto. Ma chi ha scritto questo? Un pittore, un artista che in vita sua non ha venduto un quadro, si chiamava Vincent (Van Gogh) e questo testo è tratto da una lettera inviata a suo fratello Theo, e queste sono piene di idee, proposte, progetti.

Non voglio più annoiarti con altri esempi, e sia ben chiaro non penso di essere nessuno dei sommi artisti che ti ho citato.
Sono semplicemente un uomo che quando fa, cerca di capire. Capendo, progetta. Progettando crea.
Questo consciamente o inconsciamente lo fanno tutti (tu che hai "conoscenze" mediche sai come funziona il cervello - guarda caso esempio molto utilizzato in mail art-), quello che penso è che se ne sei cosciente è meglio...
Professori è un modo di dire, non mi erano nemmeno passati per la mente, altrimenti l'avrei scritto, i professori di storia dell'arte. Il mio Dov'è la cretività era veramente una domanda. Meravigliata che ti avessero, caro Claudio, così stimolato le elucubrazioni di Bruno, fino a metterne su una discussione. Del resto per scrivere talvolta basta un Via! ed un pò di tempo. E Noi lo dimostriamo con DodoDada. Tanto è il desiderio di comunicare. Comunicare. Ora si tratta, e te lo domando, di valutare se Vassily Kandiski è rimasto alla storia per le sue opere creative o per le lezioni alla Bauhaus. Anche qui siamo di fronte ad una domanda: l'artista può fare anche il teorico, il critico, il mercante? o alla fine una figura sarà predominante e distintiva sulle altre?
TIZIANA
Cara Tiziana,
guarda questo:

1922 - Disegno a penna di PAUL KLEE, idea e struttura del Bauhaus.

Hai notato la rassomiglianza con i nostri schemi... La Bauhaus in fondo era un network... Oltre a Kandinsky c'era Klee, Feininger, Itten, Moholy-Nagy, Leger, Gropius, Meyer... Tutto o quasi del nostro modo di vedere e essere si è sviluppato lì. Il fatto, che magari, non si conosca la Bauhaus non significa nulla. Arte, design, grafica, teatro, tutto si è evoluto...
Kandinsky non sarebbe il Kandinsky che tu conosci senza quell'esperienza, quel contatto con gli altri che ti ho citato...
L'artista non deve fare il critico d'arte, questo per me è certo, ma deve fare anche il teorico, questo si, deve capire quello che fa e ti sfido a citarmi un solo artista (dal 10.000 avanti cristo ad oggi) che non l'abbia fatto interrogandosi su quello che realizza.
Claudio
Va bene così, ne prendo atto, anche se non mi hai convinta.
Certo tutti gli artisti si interrogano ideando e creando potenzialità, ma non tutti per fortuna elucubrano rischiando di ideare risposte che altri hanno già dato.
Ciao
TIZIANA
Tiziana,
guarda il file che ho allegato qui sotto.
E' un primo abbozzo per una altra idea che mi era venuta (in collaborazione con altri)... Pero' nel contesto di cui scrivi ci sta bene...
Ciao
Allegati:
A un primo, superficiale esame i documenti elaborati da Bruno, qui in discussione, sono a mio parere di una esemplare chiarezza. La parte riservata al Personal Nets, ad esempio, attraverso una precisa analisi ricostruisce il complicato intreccio di scambi tra i vari corrispondenti così come realmente avveniva. I nomi che compongono la mappa, Allegato 1., corrispondono perfettamente, almeno per quanto mi riguarda, ai reali contatti, al mio Personal Net di allora (sorvolo sul fatto che le elaborazioni sono, secondo me, belle anche dal punto di vista grafico). Il documento Social network rappresentato da Claudio è altrettanto chiaro, graficamente creativo, e rispecchia l'attuale situazione del networker presente in più network (sono iscritto a sette blogs e presente in Facebook...). E' una situazione che prefigura uno sviluppo del networker impensabile fino a qualche anno fa.
Lancillotto
Mi correggo leggi : " ... la mappa, Personal Nets..." e non Allegato 1.
Mi fa piacere che questi miei appunti, pensieri, analisi non siano scomparsi nel nulla ma che abbiano stimolato ancora un pensare, a distanza di molti anni e in un contesto tanto cambiato.
Quindi ringrazio Claudio in particolare e chi avrà la pazienza di sorvolarli.
Io da allora ho fatto e per fortuna continuo a fare molte cose che hanno a che fare con l'estetica e la comunicazione, alla faccia della sorte che voleva il contrario.
Cari saluti
Bruno

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