DA LEGGERE, SOTTOSCRIVERE E DIFFONDERE

 

E' NATA L'AGENZIA

PER L'INUTILITA'

TUTTI COLORO CHE SI RITENGONO INUTILI NELLA PRATICA QUOTIDIANA, SONO INVITATI A CELEBRARE QUESTA LORO GRANDE ATTITUDINE

CON PAROLE ED OPERE

CHE SI CONTRADDISTINGUANO

PER LA PERFETTA INUTILITA'

E INADEGUATEZZA

          

fulgorsilvi@libero.it

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Risposte a questa discussione

Cari Dododadiani...mmmm!??? ....dovremmo prima capire cosa si intende per inutile(?) a mio avviso l'Arte è necessaria... e la poesia è l'anima del mondo...

Cos'è l'inutilità: non sicurezza dell'esistenza di risultato sociale abituato... ;)

Uno spett

ro si aggirava per l’Europa

n.et.art di Piero Barducci

(1° episodio)

 

“Uno spettro si aggirava per l’Europa: la destra estrema, xenofoba e parafascista. Dopo Orban al governo in Ungheria, i successi di Le Pen in Francia e il diktat Geert Wilders in Olanda. Rauti, Storace e La Russa esultano.”

Nel frattempo nessun spiraglio di luce, nessuna crepa d’azzurro fendeva il  muro spesso e compatto delle nuvole: ogni tentativo del sole sarebbe stato respinto. E sarebbe stato così fino a sera. Lo capì non appena aperse la finestra della camera.

Da sotto il balcone, il fioraio grida a Rosa: “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”. Rosa scendeva le scale quattro alla volta, oltre al latte doveva comprare anche il cibo per i gatti.

 La Mamma spense il televisore e accese il computer per iniziare a lavorare. Capì subito che quello era il giorno giusto. Avrebbe lavorato tutta la mattina e oltre, se era il caso, senza distrazioni perché la figlia non sarebbe tornata a casa per il pranzo. Dopo la spesa sarebbe andata….. a dire il vero non aveva capito bene dove, quello che sospettava era che Rosa avesse confabulato con il fioraio, pur non sapeva bene a quale fine. L’importante era che sarebbe stata sola con  il suo lavoro.

I gatti: il sonno placido dei gatti. Pandus, il suo preferito, bianco con macchie nere sul dorso e sulle orecchie, gli occhi verdi, si sarebbe acciambellato sulla poltrona, appena dietro la sua seggiola, in una morbida cuccia di lana; Peperino, grigia  e arancione, la pancia bianca, avrebbe condiviso la sedia da ufficio vicino alla stufa con Pigotta, un’elegante, placida tigre domestica  di 6 chili. I gatti non disturbavano le sue mattine di lavoro.

 La latteria collocata nel palazzo di fronte alla sua casa, stava stretta in mezzo ad un negozio di scarpe e ad una galleria d’arte, la quale stava proponendo al pubblico, di quella simpatica città della pianura Pagana, una mostra d’Arte Attuale.

Il lattaio aveva finito il latte. Più che un lattaio si considerava un poeta intento a scrivere il suo capolavoro. Una roba da consegnare ai posteri, dal titolo: l’Arte fra discount, fumi acidi e computer.

Il latte poteva aspettare.

Il lattaio, invaghito di una poetessa di nome Anna che firmava le poesie con lo pseudonimo annA. Era la madre di Rosa e lui pensava solo a Lei e al poema da demandare alle generazioni future.

Rosa, dopo aver portato su i croccantini raggiunse il fioraio nel suo negozio e si appartarono nel retrobottega.

La gallerista, una distinta signora dall’aria molto parigina, stava allestendo una mostra. A dire il vero un po’ strana, stava riempiendo i due vani di quello spazio espositivo di nuvole, come dire, di vapore acqueo o qualcosa del genere. Lei diceva di vere nubi di un certo artista, non so bene di quale paese, né come si chiamasse che di mestiere, pare facesse, perlomeno lui così diceva, il trascinatore di nuvole (un mestiere che aveva appreso in Francia da un suo cognato poeta). Esponeva le sue opere.

Intanto Rosa imparava a baciare nel retrobottega. “Le virtù praticate  e non solo professate, anche una questione d’opportunismo, la potremmo recuperare oggi”, come diceva annA in una sua poesia, Rosa le metteva in pratica.

??????????????????

nella pratica quotidiana nulla è inutile

ogni attimo, ogni momento è un preludio al seguente.........

in un attimo viviamo diecimila mondi !

(2° episodio)

 

Lui pensava che per scrivere bene fosse necessario fare un altro lavoro, che non occorresse cioè starsene tutto il giorno seduti davanti al computer a scrivere correggere e riscrivere. Anzi. Staccarsi da quella pagina luminosa, dimenticarla per un po’ lasciando che all’interno di essa si attivasse un lento processo di decantazione, poteva solo migliorarla.

Quando dopo giorni tornava a rivederla ecco che le incongruenze, le ripetizioni, i verbi sbagliati, gli aggettivi, gli avverbi di troppo, gli errori più grossolani….. galleggiavano in superficie come scorie. Mentre scriveva era talmente preso dalla sua poesia che si ubriacava dei versi che stava creando. Ogni verso era come un buon bicchiere di vino rosso. Un buon bicchiere di vino delle sue terre. Ogni verso una bevuta di lambrusco.

Solo dopo giorni, a sbornia passata, poteva rivedere con più lucidità il suo scritto.

Non solo per questo, naturalmente, riteneva necessario fare un altro lavoro, c’era anche la esigenza di guadagnare un po’ di denaro per sostenere i costi della vita, ma il bisogno di staccarsi dalla scrittura, tramite un altro lavoro, gli era necessario soprattutto per disubriacarsi dalla sbornia della “pagina luminosa”.

Poi c’era annA. Lui l’amava, lei non lo conosceva più di tanto, era solo il lattaio che finiva il latte troppo presto. Sapeva anche che era coordinatore della commissione nasi della pro loco. Niente di più. Si, sapeva che gestiva la sagra dei nasi

Ogni anno, a maggio nella loro città, Borogna, si svolge la sagra dei nasi dove per partecipare il requisito richiesto è, appunto, un bel naso di qualsiasi genere. Il vincitore è nominato ogni anno sindaco per un giorno della città che per l’occasione cambia nome in Nasonia.

La gallerista, avventuratasi troppo nel mondo dell’arte non arte, stava cercando un rimedio utile al pagamento dell’affitto del locale. Parte del vapore acqueo era stato immesso in vasetti di vetro con la dicitura Nuvole d’Artista, allo scopo d’esser venduto ai clienti più affezionati.

Nel frattempo il cognato dell’artista, colui che per primo aveva esercitato il mestiere di trascinatore di nuvole, veniva a Borogna per vedere come si era riusciti ad esporre le nuvole in una galleria d’arte.

I gatti dormono, mangiano e sono felici mentre annA scrive racconti per il giornale locale.

Rosa su suggerimento del fioraio a scritto un e-mail a Volaire, perché ha imparato da amici comuni che probabilmente non ama i gatti. In una certa occasione ha pronunciato una tale affermazione: come ci si può interessare ad una bestia che non ha saputo prendere posto nel cielo notturno, dove tutti gli animali sono rappresentati.

Alla sua e-mail ha risposto a breve giro di posta.

Ora vive con un arcobaleno di gatti, dal giallo al blu, nero no..che nell'arcobaleno non c'è.. (irrimediabilmente razionale) Ma ha smesso di guardar le stelle, esce solo con la pioggia fresca di giornata e appena fa buio rientra per andare a costruire costellazioni in carta stagnola, che appende sopra il letto..Dice che a guardarle prima di dormire riesce a sognare nuovi arc-en-ciel…..

Dove si trova che vado subito ad iscrivermi?

3° episodio

 

“Il Movimento cinque Stelle è il cambiamento che non si può arrestare, è il segno dei tempi. È l'avvento di una democrazia popolare che pretende di decidere, di controllare il destino del Paese, del suo Comune, della propria vita. In Italia non c'è mai stata la democrazia…..”

Contrads si alzo dal letto, andò scalzo a pisciare nel bagno di quella stanza d’albergo, che avrebbe lasciato di lì a pochi giorni per ritornare nella sua amata Berlino. Spense il televisore e sì vestì…..

The End. Se n’è andato. Finito. Il mio matrimonio è finito. Ero salita in camera per rifare il letto e ho trovato il cassettone aperto, vuoti di maglie camicie calze e della scatola dei fazzoletti cifrati. Restavano solo la carta bianca con cui l’avevo foderato, un bottone, una vecchia cravatta, una cintura, due slip a righe nere e azzurre e nere e rosse. Relitti di un matrimonio naufragato. Subito una irrefrenabile voglia di ridere. Se n’è andato, continuavo a ripetermi annA con le mani sulla bocca, andato, ripetevo misurando la stanza, fermandomi di nuovo, incredula, davanti al cassetto vuoto, sporgendomi sopra di lui come su un precipizio, curiosa e timorosa insieme, per vedere se effettivamente continuassero a persistere il bianco e il vuoto. No, non stavo sognando, quel vuoto chiarore lunare perdurava. Silenzioso, anche.(…)

Quel tenero soffuso rosa nel grigio cielo della sera fa sembrare zecchini d’oro le ultime foglie gialle dei noccioli. Potrei scendere in giardino con un cestino e riempirlo; che felicità.

Contrads stava vagabondando per quella città senza una meta precisa, aveva finito all’università e si stava godendo gli ultimi giorni di libertà…..

Nel suo girare a caso quel professore tedesco, Bastian Contrads, s’imbatte improvvisamente in una galleria d’arte seminascosta da una latteria e da un fioraio. Proponeva una mostra di un artista a lui conosciuto. La gallerista, una distinta signora dall’aria molto parigina, esponeva in quello spazio delle nuvole, come dire, del vapore acqueo o qualcosa del genere. Vere nubi sosteneva lei; strano quell’artista lavora con la carta igienica cosa centrano queste nuvole.

Dell’artista si ricordava, come se fosse ora, “IL CAVALLO DI CARTA IGIENICA” (moderno cavallo di Troia rivolto verso est) realizzato a Berlino poco prima della caduta del muro, e da lui molto apprezzato. Un'opera particolarmente importante per l’artista perché diede inizio ad una stagione feconda di passione per la carta igienica, un amore non dettato dall’uso piuttosto basso cui essa è asservita ma dal pensiero del mondo naturale da cui trae origine (in genere boschi, quando non interviene la chimica); insomma, un modo diverso per parlare dell’uomo e dell’ambiente….. Stravolto e incuriosito entrò a vedere.

Il lattaio stava scrivendo, che importa se il latte era finito.

“L’odore della terra / i brividi sulla pelle./ Di fronte a Troia c'è un discount. / Dentro si nascondono gl’ingannatori, / mentre i troiani pensano / che i greci stanchi di guerre, / di fumi acidi e computer, / se ne siano fuggiti in patria / e io che rido, / rido nascondendo il viso tra le braccia. / Allora, tutta Troia si scioglie / in canti e grida di gioia: / si aprono le porte / e cittadini festanti circondano il cavallo.

Mi mancava tanta furia…..”

Rosa ha imparato ha baciare con il fioraio, giocano con i gomitoli di lana nel cuore, vale a dire: il loro sentirsi gatti randagi…..

ma almeno è gratis?

4° episodio

 

Nato nel 1945 a Borogna, dove vive e lavora. L’artista trascinatore di nuvole (pittore, scultore e inventore di diabolici marchingegni per trasformare l’acqua in nubi), ha come studio una sorta di gigantesca nuvola imprigionata in un’enorme struttura di plastica trasparente collocata sui colli della città. Convive con numerosi uccelli e vari genere d’insetti che privi d’ogni regola volano all’interno dello studio, posandosi liberamente sulle strutture meccaniche, sui disegni e le altre opere.

L’artista a partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, ha opere in importanti musei ed istituzioni d'arte contemporanea, a Berlino, a Londra, a Parigi e a New York.

L’artista che mestiere trascina le nubi, nonostante la sua fama, non sa scrivere (non conosce i caratteri) e non sa leggere. Fino a nove anni l’artista sapeva leggere e scrivere come tutti. Ebbe un incidente e da allora ne ha perso la capacità.

Alla sua età, nonostante le avversità, si getta ancora a capofitto nel tutto se pur ignoto. Non conosce la morte e per il resto finge di sapere. Vive in un suo spazio virtuale non gli è dato che essere che l’autore della sua arte…..

Quest’ultima mostra è veramente speciale è il critico d’arte Contrads Bastian ne rimane veramente ben impressionato. Uscendo dalla galleria si accorge d’essere ospite di una singolare città dove avvengano le cose più strane con gran naturalezza. Ha appena conosciuto una nuova gallerista, una singolare signora dall’aspetto molto parigino, e in quattro e quattr’otto hanno stabilito di realizzare, di lì a poco tempo, la più paradossale iniziativa d’arte di tutti i tempi: la biennale dell’assurdo, da tenere in quella strana città. Proprio in quella strana città dove si svolge la sagra dei nasi, e per partecipare il requisito è, appunto, un bel naso di qualsiasi genere. Il vincitore è nominato ogni anno sindaco per un giorno della città che per l’occasione cambia nome in Nasonia.

Dove una gallerista che non ha scale gli ha raccontato che dorme su un gradino, che fa? Si addormenta su uno scalino sognato dove s’incrocia con se stessa mentre sale e scende. Sale? Sai che fa? Forse conta gli scalini che non ha e alla fine si addormenta?….. e se sì incontra si evita perché la ragione chiede pegno…..

Dove un lattaio qualsiasi intende salvare l’umanità con un poema del pari valore della vecchia Odissea. Dove poeti del valore d’annA vivevano tranquillamente indisturbati nonostante la loro fama e pensano di non aver niente da aspettare….. I sogni sono davanti a noi, chiusi nelle fresche bocche del glicine. Nell’alba che circonda le case – un rosa sfumato a oriente – si è inginocchiata….. la leggenda ancora non mostra la trama. Dove i fiorai fanno sbocciare la Rosa, e dove Rosa fra un bacio e l’altro imparava il …..

 

Contrads Bastian sta comodamente sognando sul treno per Monaco di Baviera preso alla stazione di Borogna alle 23,05. Arriverà a Monaco alle sei e mezza del mattino per riprendere, dopo una breve sosta per il caffè, un altro treno alle sette e sedici per Berlino. A mezzogiorno sarà già a casa in Max-Eyth Strasse.

“….. la nebbia si sta diradando. Contrads sta percorrendo, camminando all’indietro, il tragitto che porta dalla galleria d’arte, seminascosta fra una latteria e un fioraio in Via Carbonara, alla casa della gallerista. La distinta signora, con quell’aria molto parigina, di cui in sogno Bastian si stava accendendo di desiderio. Aveva percorso Via Statuto, passato Piazza San Giovanni. Stava in Corso Michelangelo, all’incrocio con il Vicolo Modigliani, quando un inconsapevole motivo lo attrae nel Bar dell’Angolo.

A me appare evidente la carica provocatoria dell'operazione di Fulgor: mi suonano a conferma, oltre alla bella presentazione di taglio reclamistico, le risposte di coloro i quali conoscono meglio il personaggioindividuoartista.

Suggerirei di prendere in considerazione il termine "inutile" e declinarlo nelle accezioni "essere", "sentirsi", "essere considerato".

Credo che in quello Stia (AR) il quore del provocamento tramite azione.

E chi ha orecchie in tenda, chi ha lingua in motel.

 

 

5° episodio

 

 

Lei era lì seduta su un alto sgabello, era sola, stava facendo la colazione al banco. Le gambe, un po’ divaricate e rivolte verso la porta del bar che da in Via Felicia. Lui entra si fa piccolo-piccolo e irresistibilmente attratto si arrampica sullo sgabello e sale verso il suo pube.

Spostando le mutandine le allarga le gambe ed entra in lei. Non gli è stato difficile superare l’entrata, lei è molto morbida, e lui molto deciso.

- Ehi, Contrads, cosa sta facendo?

- Sono dentro di lei.

- Contrads, perché lo fa? Non deve.

- Non ho potuto farne a meno.

- Adesso esca subito da li

- Non posso.

- Professor Bastian, ascolti bene: primo, è dentro di me senza averne il permesso, secondo, sono una donna sposata…..

Lui non da retta e prosegue per il suo cammino, la foresta è sempre più viscida e profonda, l’inclinazione del terreno si fa assai più ripida, e non vi è un centimetro di suolo libero da arbusti e fogliame. Il cielo è scomparso, tutt’intorno è buio come se fosse sera e la trama della ragnatela si fa più fitta.

Inutile è stato il giorno, non ho mangiato perché mi attraversasse senza lasciare traccia: accoglimi nebbia della sera…..

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. Ah quanto a dir qual era è cosa dura, esta selva selvaggia e aspra e forte, che nel pensier rinnova la paura! Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.…..

…..Zeus, non potendo rifiutare la richiesta di Contrads perché nel frattempo aveva assunto le sembianze di Cupido. Riuniti tutti i Dei in festa, un gran banchetto cui era presente anche Psiche, la distinta signora, con quell’aria molto parigina, di cui in sogno Bastian si era acceso di desiderio.
Il problema nasceva dal fatto che Psiche fosse un essere mortale e Cupido un Dio immortale, anche se innamorato di lei, ma Zeus, lui che poteva tutto, decise di elevarla al grado di Dea.
Psiche bevve la coppa di nettare di-vino che la fece diventare una Dea. Poi con la sua beltà e bontà Psiche riuscì a conquistare Venere, che le fu grata per avere donato nuovamente il sorriso al proprio figlio e lo stesso giorno fu allestito un altro banchetto…..

Improvvisamente si sveglia, era seduto al suo posto vicino al finestrino, rosso in viso ia fresca di giornata e appena fa buio rientra per andare a costruire costellazioni in carta stagnola, che appende sopra il letto..Dice che a guardarle prima di dormire riesce a sognare nuovi arc-en-ciel.., tutto sudato e imbarazzato si vergogna del proprio sogno. Un uomo adulto, sposato con la pittrice Marina Hart d’anni 54 (vedova heisterkamp), che bisogno ha di trastullarsi con fantasticherie del genere.

Da lei che cosa voleva, in quel sogno, rubargli dall’interno i suoi pensieri?

Improvvisamente il treno si ferma München…..

A volte mi capita di pensare ad una grande nave (per i cinefili tipo il film Voyage of the Damned), dove come passeggeri ci sono uomini e donne di diverse estrazioni sociali, nazionalità e professione... Una tempesta fa naufragare il transatlantico e i sopravvisuti vengono spinti  sull'isola ovviamente deserta, dove la nave si è incagliata, novelli Robinson devono sopravvivere... L'elettricista assieme al meccanico con pezzi recuperati dalla nave realizza un motore e dei circuiti elettrici, l'architetto dirige il muratore per costruire capanne, il pescatore e il caccitore vanno a procurarsi cibo... Ma l'artista?...

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TRADUTTORE DODODADA

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