DA LEGGERE, SOTTOSCRIVERE E DIFFONDERE
E' NATA L'AGENZIA
PER L'INUTILITA'
TUTTI COLORO CHE SI RITENGONO INUTILI NELLA PRATICA QUOTIDIANA, SONO INVITATI A CELEBRARE QUESTA LORO GRANDE ATTITUDINE
CON PAROLE ED OPERE
CHE SI CONTRADDISTINGUANO
PER LA PERFETTA INUTILITA'
E INADEGUATEZZA
fulgorsilvi@libero.it
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Capisco perfettamente la Tua provocazione Fulgor :-) ma se anche noi diciamo di essere inutili
ci facciamo del male da soli .. :-( LA POESIA E' LA COSA PIU' UTILE AL MONDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! . poetamailartfluxus
Permalink Risposto da Claudio Romeo su 9 Luglio 2012 a 17:20 Sempre facendo esempi cinefili, ve lo ricordate "la classe operaia va in paradiso": Il Lulù (Gian Maria Volontè), cottimista perfetto, utile all'azienda per fare i tempi di produzione... Ricorda "il Militina" anch'esso operaio (un eccezionale Salvo Randone) dichiarato pazzo perchè ribelle.
Permalink Risposto da Piero Barducci su 12 Luglio 2012 a 9:55 Zuppa di birra alla maniera di Maria la polacca: 100 g di margarina, di 3 fette di pane integrale raffermo, 100 g di farina, 200 g di patate, 1 litro di latte, 1 cucchiaio di zucchero, 66 cl di birra, mezzo bicchiere di panna liquida, 2 torli d’uovo, 2 cucchiaini di cannella in polvere, la buccia grattugiata di un limone, 5 chiodi di garofano.
Ammollare bene il pane in un po’ del latte, quando è pronto passare al setaccio e mescolare con la margarina e le patate ridotte in pasta mettere sul fuoco in una pentola larga e stemperateci la farina senza fare grumi dopo averla setacciata, aggiungere poco alla volta, tutto il latte restante, quindi le spezie, la buccia di limone, lo zucchero e lasciare andare il fuoco dolcemente, fino a formare una besciamella profumata. A parte montare la panna i tuorli e la birra, si otterrà un composto spumoso che va aggiunto alla besciamella. Cuocere a fuoco vivo per far svaporare la birra. Servire ben caldo. A piacere si può aggiungere della cannella e/o buccia di limone e volendo, a chi piace, si può guarnire con crostini di pane integrale abbrustoliti e imburrati.
“Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono e non come potrebbero essere”. Pensa fra se e se, Maria la polacca, la famosa ostessa della Taverna dell’Orso, mentre dice a suo marito, che accanto a lei, la sta aiutando a confezionare un bel clafoutis.
“Essere donna è terribilmente complesso, perché sì ha spesso a che fare con gli uomini”.
Le prugne sono un regalo di una carissima amica d’annA, Marina, quella scultrice affermata, con lo studio in riva al lago. L’albero di Marina sembra sia spontaneo e in sostanza prosperosissimo, fa tutto da solo a tempo debito: le foglie, i fiori e i frutti. Giustamente e poiché per fortuna le fa da solo, le prugne, le fa come vuole, quando e quante ne desidera. I frutti maturi, sono di una qualità non molta dolce, roba senza calibro, non commercializzabile. Un albero veramente anarchico , imprevedibile, iscritto ormai da anni alla Federazione Anarchia Internazionale. Una specificità, però la possiede, i frutti sono della misura adatta per fare una torta, aggiungendo solo zucchero, profumando con chiodi di garofano e cannella, “et voilà”, il gioco è fatto. Il dolce che per definizione si fa da solo, o quasi, con un pizzico “d’eccentricità”, il clafoutis .
Maria, ora pensava ad annA quando la sentiva entrare la mattina nella sua Taverna, il luogo di ritrovo serale per i nottambuli del paese. Il locale è a pochi passi dallo studio di Marina, in un vicolo che sbucava nei pressi della riva del lago. A quell’ora il locale era semivuoto e lei le portava il bricco del latte. Caldo. Denso. Cremoso. Non bianco, avorio. Lo stesso colore dei fiori della magnolia che Maria aveva piantato tanti anni fa nel giardino della Taverna dell’Orso, dove annA entrava alle 10 del mattino, mentre Rosa e Marina erano tra le polveri dei marmi, lei faceva colazione. E per annA l'odore inebriante di quei fiori era il profumo del latte, della panna che lo ricopriva. E l’avidità dei sorsi con cui lo beveva era la stessa con cui respirava quell’aria profumata. E il freddo del lago al mattino e le paure annidate nel suo corpo, nella pancia come bisce intrecciate sotto la pietra, si scioglievano con il calore del latte che scendeva nello stomaco. Si rintanavano da qualche altra parte. Fino al giorno dopo.
Un ricordo dell’anno precedente, carico di gioia, che si ripresentava al respirare il profumo di quei fiori enormi, bianchi, fragranti, posati sul verde lucido e coriaceo delle foglie. Quel profumo la riportava all’anno precedente.
“Ah, se pensa che esistano dei criteri scientifici, si sbaglia. Non ci sono. A parte i pochi grandi che fanno strada in ogni caso, il resto è molto soggettivo. La qualità, l'unico criterio che dovrèmmo attenerci, è un genere e una condizione troppo soggettiva per farci un eccessivo affidamento.” Disse annA la prima volta che parlarono di poesia. Era stata proprio una mattina d’estate, vicino al filare delle magnolie, nel luogo dove sbocciò successivamente la loro amicizia che si tenne quella breve conversazione. Ora Maria e annA si sentano spesso tramite Skype. quell’amicizia profonda. Ora Maria e annA si sentano spesso tramite Skype.
Permalink Risposto da Rosa Biagi su 9 Luglio 2012 a 18:04 l'inutilità, un piacere insostituibile
ho aperto una succurrsale dell'agenzia a Bologna
aspettando ogni giorno la fatidica domanda
"a cosa serve?"
"a niente.."
ogni volta son felice
Vedi Rosa ? hai appena detto : " ogni volta sono felice" ti sembra poco ? serve a renderti felice ... NON E' INUTILE ! :-) :-) poetamailartfuxus
Permalink Risposto da Rosa Biagi su 9 Luglio 2012 a 18:20 spacciare inutilità è utilissimo! ::))
Permalink Risposto da Claudio Romeo su 9 Luglio 2012 a 20:14 Ricevo e pubblico:
Vorrei non abusare troppo dello spazio che mi viene carinamente concesso nel Forum. Però mi corre urgenza di spiegare, a coloro che con molta "serietà" o "seriosità" stanno affrontando l'argomento INUTILITA' nella cosiddetta esausta prassi artistica, che con l'AGENZIA PER L'INUTILITA' non ci vogliamo assolutamente "immolare". Oggi UTILE ARTISTA puo' diventare pericolosamente, parafrasi di UTILE IDIOTA. E' forse questo che si vuole ancora essere dopo i Duchamp, il Situazionismo e il tanto, da molti nel network, pluriosannato FLUXUS? Provocatoriamente con affetto (nel senso di fare a fette) fulgor
Permalink Risposto da Bruno Capatti su 10 Luglio 2012 a 0:33 l'utile inutile?
Permalink Risposto da pinkheron su 10 Luglio 2012 a 9:45 nyggvgv ((((()))))) SE dA Un LatO GiOiscO, X la Patafica AtmoSFera gogliardica ????????????///// dall'altro avverto il rischio ( e condivido i miei dubbi col CASSAglia) di cadere nel nichilismo profondo ... e senza ritorno.... é stupendo Giocare ,.,.,.,., àòàòàò ma la PoeSiA è cosa leggera e profondisssssssssssssssssima ATTTTTTEEEENNTTTIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ,.,.,., pinkheron
Da una parte l'inutilità la vedo come il sunto estremo del tutto, dopo il monocromatico c'è l'inutile, manca di stabilire con se stessi se piace che l'inutile possa essere divertente o dito nella piaga, già così gironzola un po' fuori dal suo intento. Contemporaneamente è anche una difesa, l'invisibile e l'inutile come cambio di prospettiva e annullamento di ogni desiderio di ritorno e riscontro.
Claudio Romeo ha commentato l'evento di enzocorrenti 'Gino Ramaglia per Artisti in vetrina presenta VeiT FaNTaSTiC PeRFoRMaNCe con Enzo Correnti & _guroga'
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