Vi vorrei rendere partecipi di alcune mie riflessioni e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.
Noi mailartisti, con la nascita di internet e dei vari network, abbiamo sempre tenuto a precisare che il primo vero network è stata la nostra rete artistica nata in contemporanea con gli scritti di Marshall Mcluhan (Galassia Gutemberg -1962 - e Il medium è il Messaggio -1965).
Ora con il oramai consolidato uso mondiale del web, vorrei soffermarmi ad un minuzia (che poi tanto piccola non è) : si è sempre affermato che il mailartista è cellula/sinapsi di un unicum che è comunicazione/arte = MailArt, basti pensare al grande progetto BRAIN CELL di Ryosuke Cohen che nato nel 1985 tutt'ora procede, al di la del discorso, vista anche l'ronia degli artisti postali, nel 1977 per mano di Carlo Battisti nacque INFORMAZIONE (diffuso dal Centro Studi Cavelliniani di Viareggio)
che subito venne elaborato e rivoluzionato, qui una versione di GAC
e da tanti altri ancora ad es. Marlon Rocola (noto ora come Marlon Vito Picasso)
(queste tre immagini provengono dall'archivio di Vittore Baroni)
Le immagini di questo tipo potrebbero essere centinaia tutte simili con nomi differenziati, in seguito vennero creati schemi simili con gli animali più fantasiosi: elefanti, foche, draghi, coyote... Ma il concetto era sempre quello
io con te, te con me, io con voi, voi con me = NOI TUTTI (porzioni di un tutto)
Questa ricerca di abbinarsi/abbinarci tra di noi la trovo (anche se con una forza molto minore) nel spasmodico uso dei TAGS, inutile che spieghi che cosa sono, penso che tutti lo sappiano, l'unica cosa che vorrei sottolineare che il tag nel mondo urbano dei graffiti sta per firma (spesso con valenza d'immagine) dei writer
nel caso qui sopra si tratta di "bombing" che indica la tendenza a puntare più sulla quantità che sulla qualità dei pezzi che si lasciano in circolazione... Quindi il posto è decisamente consono.
Ed ecco i TAG che se iscritto in FaceBook presto o tardi ne entrerà a far parte
A mio parere, rispetto al toro mailartistico, più che per senso di appartenenza, i nomi vengono taggati più per richiamo (hei! guarda che ci sei anche tu... vieni a vedere), la valenza di "indigizzazione" per cui erano nati è andata completamente persa ed ora, almeno per me, è solamente una cartella della mia casella postale piena di un migliaio di messaggi di nessun interesse.
Il pensiero va a quanto i mailartisti in modo sommerso e marginale hanno operato in avanti e da vera avanguardia, e di quanto delle idee dei precursori dovrebbero essere riprese.
Quale potrebbe essere il nuovo simbolo del network mailartistico che ci potrebbe accompagnare nel XXI secolo? Forse l'elica del DNA...
Il DNA dei mailartisti potrebbe sfociare in... DMA!
Permalink Risposto da Bruno Capatti su 6 Giugno 2012 a 21:52 ...Io sono convinto che senza l'aiuto di internet : Dodo Dada ecc. io sarei ancora più "cassaglietto :-("
vivendo nella periferia di una città di provincia come Savona ... VIVA DODO DADA!!!! :-) :-) :-) poetamailartfluxus!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Permalink Risposto da Bruno Capatti su 6 Giugno 2012 a 21:54 Le cellule come insieme di un tutto funzionavano molto bene all'interno di un organismo accomodante e ospitale, quello della mail art, che funzionava a vasi comunicanti, dove l'appartenenza e la comunione era tangibile anche a livello "telepatico" o scambiando poca posta con dette persone considerate"in affinità".oggi esiste ancora questo tipo di comunicazione, ma viaggia sotto l'autostrada sovraesposta assordante e brulicante di internet. Il simbolo è l'assenza, di simboli, e la gran quantità, di simboli.
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