Cari amici e amiche,
nell'ambito dell'arte postale, come d'altra parte anche nella vita quotidiana, non puoi avere la stima e la simpatia indistintamente di tutti. Vuoi per incomprensioni, leggerezze, modi di agire alcuni non si sopportano.
Io, nel mio piccolo, penso di essere genericamente apprezzato dai più... Fino ad ora...
Scrivo questo perchè quanto affermero' qui di seguito ad alcuni non piacera', ecco mi butto:


GLI ADD & PASS NON MI PIACCIONO!

I motivi, molto semplice. Spesso quei fogli uniA4 diventano una accozzaglia stratificata incomprensibile. Dove quello che forse risulta piu' evidente sono gli indirizzi degli accozzagliatori, l'idea iniziale dell'iniziatore di questo povero foglio e' coperta da fotocopie di fotocopie, ritagli di ritagli e... di indirizzi! L'aspetto estetico (scusatemi ma anche quello deve essere un metro di giudizio) è misero, povero di contenuto...

Detto questo, l'idea dell'add&pass e' straordinaria e valida, azione e reazione in continuo divenire... Ma la banalizzazione e il pressapochismo imperano. Esempi validi di questa tecnica oggi ce ne sono ancora (per fortuna), i lavori di collaborazione con Pierpaolo Limongelli sono validi e a volte geniali; forse accade questo anche perche' i passaggi sono limitati e chi opera ha la capacita' di capire quando fermarsi... Non lo so.

Anche io agl'inizi del mio operare ho partecipato a queste azioni, ma pian piano ho preferito defilarmi, non avevo nessuno stimolo e credo che a causa di questo non ne trasmettevo.
Ho anche indetto un paio di add&pass, uno aveva come base un albero scheletrito e privo di foglie... Un giorno mi arriva in risposta da Anna Banana il foglio con l'albero pieno zeppo di etichette di varie marche di banane... Bellissimo! Non so quante volte in cuor mio ho ringraziato Anna che ha ben pensato di inviarmi l'originale e far girare delle copie... Anche ad Anna deve essere piaciuta l'idea perche' poi ho visto che aveva proposto un progetto simile (un disegno di un albero spoglio con la richiesta di appiccicare le etichette di banane e frutta in generale).

Tutto questo per dire che negli add&pass qualche cosa di buono e valido c'e', ma che oggi molto di questo sembra soltanto una catena di sant'Antonio...

Adesso cari amici e amiche (o devo scrivere ex amici e ex amiche) sparatemi al cuore!

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Risposte a questa discussione

Caro Romeo, io invece, da anarchico duro e puro, sono completamente d'accordo con te e se partecipo con estrema pigrizia agli add&pass ke mi arrivano è solo xké in quel momento nn avevo nient'altro da fare e quasi quasi i prossimi li invierò solo in Italia, senza francobollo e senza busta, tanto l'ho già fatto con delle cartoline originali riskiando ke finissero nelle mani di qualke impiegato postale furbetto, x cui...
Per un po 'di tempo mi è stato sensazione ADD & PASS manca di ingegno e che molte volte su obbligo mi partecipare. Non con il mio cuore, ma con uno spirito di servizio agli artisti coinvolti. Recentemente ho deciso di non partecipare più in alcun che ricevo. Sono così sollievo di sapere che si Claudio, che ho grande rispetto per, ritiene che l'ADD & PASS una e-mail d'arte non come sia. A volte ho ricevuto così tanti in una busta mi sento è come pezzo di lavoro ... una fabbrica ....
Non è più come questo per me!
CRISTINA
Ho goduto di alcune collaborazioni che hanno il ADD & PASS elemento ... artistbooks, cartoline, artistamps, ... in particolare tra 2 o 3 artisti solo. Non mi piace la fotocopia di fogli in bianco e nero copie Aggiungi & Pass che vanno in giro a volte 10 artisti. Ho realmente goduto di inviti da Pierpaolo, Chiarlone, e altri.
Ciaoi miei amici meravigliosi ITALIANO!!!!
Ho visto...che mi hai mandato 2mail xkè notassi questo msg. deve trattarsi di una cosa importantissima oppure @:| Scusa, ma add&pass è il lavoro che ho fatto con Pierpaolo? cioè, lui mi spedisce qualcosa e io faccio altro e via così? Per me questa è stata la prima e l'unica esperienza, tra l'altro credevo che altri, dopo me, si sarebbero inseriti nel lavoro, mi sbagliavo e cmq ho capito che non è grave perchè anche lo spazio bianco ha la sua dignità. Detto questo, credo di non avere ben chiaro come poter contribuire a questa discussione e anzi, visto che me l'hai segnalata ti chiedo di aiutarmi a capire dove devo guardare per capire meglio. Perchè l'esperienza con Pierpaolo è stata pazzesca, roba che non mi capitava da quando ero bambina. E, visto che di solito non partecipo ai giochi di società, nemmeno alla briscola, l'entusiasmo provato è stata una vera sorpresa anche per me. Ciao s.
Cara Silvia,
ti ho "messo in mezzo" anche se "neofita" proprio in quanto tale... Priva di preconcetti "tecnicisti" (sto parlando di me) avresti dato un contributo "fresco" e così è stato... Se hai voglia di approfondire l'argomento per prima cosa leggiti gli interventi qui sotto, poi naviga un po' in internet e se riesci procurati il libro "Arte postale" di Vittore Baroni AAA edizioni (prova a chiedere a Vittore magari ne ha ancora qualche copia).
ah, ecco, ho solo "parlato" troppo presto ;) ..ora che ho visto la cascata di risposte...Il libro di Vittore l'ho "bevuto" d'un fiato un po' di anni fa (l'ho trovato in biblioteca a udine), è ora il caso che lo riveda x approfondire alcuni aspetti non +solo generico informativi..
X quanto riguarda il divertimento provato nella partecipazione al lavoro con Pierpaolo, devo ammettere che sulle prime sono rimasta stranita dal tipo di materiale che mi ha proposto, non una carta (io l'avevo definita cartina) colorata, ma un pezzo di confezione di un prodotto di bellezza. Poi, alcuni elementi inseriti come parziali testi...beh, non mi sono persa d'animo xkè immediatamente ho potuto notare il riferimento ke Pierp. ha fatto con il suo cognome e sono partita da lì. Infatti, la cosa ke mi è sembrata +(si direbbe innovativa, ma ormai cosa lo è?!)stuzzicante è stata nell'applicare il sottotappo di plastica trasparente(affine con i miei lavori..) di una crema di bellezza, in corrispondenza del cedro (limone) e poi hanno avuto il sopravvento le emozioni, l'entusiasmo e la voglia di raccontarsi ad un altro, come sempre.
grazie e, una bella componente delle cose che ci toccano nella vita è l'errore(da cui lo spazio bianco) che produce cambiamento, forse @:| accidenti silvia saggia??? :D ciao s.
Carissimo Romeo,

credo vi sia un errore di fondo nella corrispondenza che circola in DODODADA relativamente alla mail art, e cioè quello di criticare spesso (e sinceramente non è mai stato nello spirito della mail art), puntando il dito su ciò che piace o non piace. La Mail Art è un'arte "democratica" ed è quindi sufficiente praticare ciò che piace, e basta. Gli "Add & Pass" sono i pionieri della mail art, in quanto Ray Johnson iniziò proprio così, inviando questo tipo di elaborato ad artisti dello spettacolo americani, chiedendo loro di porre un intervento sullo stesso, quindi sono una parte del reale spirito della mail art. Però è naturale che l'aggiunta sullo stesso foglio di frammenti, di titoli, di estratti dalla pubblicità, di indirizzi ecc. crea un certo caos che non dà certo spazio all'estetica, ed è proprio per questo che anch'io ho sempre aderito poco a questo tipo di mail art senza però pensare per questo di avere nemici o di essere in antipatia a qualcuno, e non mi sento neppure di criticare chi predilige questo modo di entrare in contatto con altri. Personalmente io preferisco sempre usare il mio tempo per il contatto personale e per i progetti a tema, dove è possibile vedere tantissime espressioni ed interpretazioni internazionali dello stesso argomento.
Giorni fa ti inviai alcune fotografie della mostra di mail art Festa della Storia riproposta a Bologna -. presso la Sala del Baraccano - e spero ti siano giunte regolarmente.

Un caro saluto a tutti e a risentirci!

Anna
Anna, è un testo lucidissimo.
Bruno
Cara Anna,
la critica tout court, per il gusto di denigrare o osteggiare, non rientra negli intenti miei e di DodoDada.
Per quanto riguarda "nemici" e "antipatie", perdonami il vezzo da "comunicatore" che ricerca frasi ad effetto per attirare l'attenzione... ;-)
Fatto questo piccolo preambolo trovo interessanti le reazioni provocate: mi sembra emblematico quello che scrive Chiristine riguardo al fatto di scoprire che non è la sola a non apprezzare il modo di fare oggi gli add&pass (ed ecco Anna una piccola utilità di questa discussione e delle altre su DodoDada); il tuo che con la cosueta sensibilità focalizza gli intenti alla base della mail art; Bruno che esemplifica un modo di realizzare gli add&pass con alle spalle un reale progetto; Tiziana che racconta gli aspetti emotivi di questo modo di corrispondere; Gianni che propone "variazioni sul tema" e stigmatizza l'incremento numerico della rete...
Leggendo tutto questo la prima cosa che salta all'occhio è che si preferisce parlare degli add&pass delle origini fino agli anni '90, in pratica gli ultimi 10 anni vengono accantonati... Un motivo probabilmente deve esserci. Tutti si riferiscono a Ray Johnson, creatore e iniziatore della mail art con delle idee e delle tecniche rivoluzionarie e innovative, ma gli add&pass hanno ancora in se questi elementi?
Il mio giudizio "estetico" non era legato al mero effetto caotico (anzi il caos è uno dei principali concetti trattati in arte con dei risultati stupefacenti), ma la mancanza di coesione progettuale del risultato; quasi sempre sembra che il materiale appiccicato poteva essere attaccato indistintamente su ogni foglio... Un po' come in una catena di montaggio (cito Christine) in una fabbrica di add&pass...

Per concludere, concordo con te che ognuno è libero di fare o non fare add&pass, rivendico la possibilità di esprimere una mia opinione "condivisibile" o no e sopratutto trovo importantissimo lo scambio di opinioni, oltre che di opere, tra noi artisti postali anche questo è utile per far crescere l'arte postale.

Se vai nel blog postato da Bruno troverai le immagini "Festa della Storia" inserite.

Un abbraccio
Claudio
ADD and PASS
ADD and PASS: amati e odiati anche dai dododadaisti! Perché alla fine per tutti è amore ed odio. Negli anni ’80 ne ricevevo quasi tutti i giorni 3 o 4: che nausea e che lavoro stare dietro a tutti! Ma la mia ossessione era quello, ne arrivavano in continuazione, con la vasca da bagno dove dovevi inserirti, in genere con il tuo volto, tra gli altri mailartisti che allora in gran parte non conoscevo. E l’indirizzo predominante ed ognipresente era quello di Ray Johnson, che odiavo perché non rispondeva mai. Solo dopo ho saputo che l’idea degli ADD and PASS era stata sua e che anche se non rispondeva mai quelli ADD and PASS ora fanno parte della storia. Per definizione non rispondeva, continuava a lanciarne, però raccoglieva tutto: ormai è la storia della mail art. Meno male che non li cestinavo, neofita del network vogliosa di partecipare. Ma non ne ho conservati, peccato, almeno qualcuno… La fotocopiatrice non era così diffusa, non almeno come oggi le stampanti che tutti ne hanno almeno una. Così ti trovavi a fare le fotocopie sempre con qualcuno che guardava incuriosito, meravigliato, stupito che cercava di capire cosa stessi facendo. Qualche volta avevi voglia di strafare e tempo per parlare e puntualmente alla parola artista…si accendeva la lampadina del curioso, della serie…capisco perché non capivo e così accettava qualsiasi stranezza perché l’artista è considerato spesso di per se strano e quindi gli si concede di fare qualcosa di strano. Mai poi parlarne con i colleghi d’ufficio, perché venivi additato come l’artista, con tono un po’ di tolleranza.
Gli ADD and PASS: comunque non dovrebbero essere delle cozzaglie di collage e copy art anche se qualchevolta succede, ma delle vere opere a più mani; forse dipende dall’affinità di chi vi partecipa o da come si partecipa. Ve ne sono anche nel web di molto belli. Mi vengono in mente delle collaborazioni sorprendenti che ho avuto con Keichii Nakamura oppure la pagina, per altro non aggiornata e secondo me molto selezionata, della mia amica Frips. E non dimentichiamo la produzione di Lancillotto, caratteristica e raffinata: penso uno dei più costanti ed incisivi creatori di ADD and PASS nel mondo. Questo per dire che anche tra gli ADD and PASS c’è del buono, a noi trovarlo e realizzarlo.
TIZIANA

Caro Claudio,anche se non sono portato x gli Add&Pass,quelle poche volte che mi è capitato farne,mi sono divertito.In essi,vi è qualcosa di buono e valido,come tu dici ed è vero, perché anche in questa forma d'arte, si può parlare di creatività,aspressione ecc. Ci stanno bene anche le "accozzaglie".
Con amicizia. -d.
A&P
Come contributo inserisco un brevissimo testo scritto per la 'Mail-Art Encyclopaedia' dell'amico belga Sztuka Fabryka
http://www.sztuka-fabryka.be/encyclopaedia/items/add-to.htm e da questi citato.
Nella comunicazione cercavo di illustrare il progetto 'add' BXA, che ha avuto inizio nel '90 e di cui alcuni interventi sono, come ho avuto conferma dal social YPSILON - FLUXUS ITALIA - fattore Y, ancora circolanti.
In quei primi anni ho avuto l'onore di avere fra i contributori al progetto lo stesso Ray Johnson come risulta anche dal sito ungherese Artpool http://www.artpool.hu/RayJohnson.html , vedi http://www.artpool.hu/Ray/5/add14.html e http://www.artpool.hu/Ray/5/add15.html.
Ho inoltre verificato che fogli BXA sonopresenti in numerose esposizioni di Mail Art e considerate riferibili all'inviante; così per esempio all'ultima Creativa o alle mostre dedicate a Ray curate dall'amica Anna Boschi.
Ho perso il conto del numero degli interventi che sono tornati al mittente, ma probabilmente la cifra potrebbe aggirarsi attorno ai 2800.
Sono speso tentato di rilanciare BXA, ma la realtà del web offre al momento sufficienti stimoli e motivi di approfondimento.
-------------------------
BXA di Bruno Capatti (04.05.’03)

Io penso che la Mail Art sia ‘metacomunicazione a funzione estetica’.
La Mail Art si occupa della comunicazione e dei suoi meccanismi in termini di sperimentazione estetica. Questo fa sì che si possano ipotizzare modi alternativi, orizzontali, solidali di fare comunicazione.
I miei progetti sono stati e continuano ad essere indagini relative alle proprietà, alle caratteristiche e alle possibilità della stessa Mail Art. Ogni progetto ha cercato di approfondire un qualche aspetto, una particolare tecnica, un particolare processo.
Per quanto riguarda il progetto BXA ( BXA è l’abbreviazione di Bruno capatti Xero basis Alterations), partito nel 1990 (1), l’idea era quella di approfondire gli ‘ADD & PASS’ projects e di trovare una maniera consona per documentare l’intera operazione.
Dalla scommessa di documentare il progetto BXA è nato BNETzine, l’artzine (2), della rete, del NET di Bruno (3).
Il curatore di un tale tipo di operazione risulta essere il coordinatore di un processo che coinvolge centinaia di operatori, colui che tiene le fila della rete che l’Add & Pass pj produce.
La zine è quindi il bollettino informativo di quello che sta avvenendo e di cui solo parzialmente sono informati coloro che intervengono sulla base (4)

La scelta del progetto ADD & PASS non è stata casuale in quegli anni, si riallaccia alle prime ipotetiche forme di Mail Art (5) e cerca di recuperarne il senso più profondo.
Prima di tutto ci troviamo, in questi progetti, di fronte al superamento dell'idea esclusivamente individualistica dell’artista a favore del suo proporsi come singolarità significativa all’interno di un flusso creativo.
Il superamento del Sé come via per la ricerca della ‘comprensione’ è uno dei presupposti della pratica Zen che certo ha avuto molta parte nel fondare quei movimenti dei primi anni ’60 (6) al cui interno si è sviluppata l’idea di Mail Art.
Andare alle origini, con un progetto Add & Pass, era proprio recuperare tali fondamenti che poi ho successivamente trasferito anche alla mia pratica performativa (7).
Non è quindi un caso che nella base iniziale l’immagine centrale sia proprio un mio ritratto (8) così come in molte basi di Ray.
La figura rapidamente si altera e scompare per lasciare spazio per l’altro da sé (9).

Si va anche oltre il significato di opera d’arte.
L’opera diventa ‘infinita’, ogni stadio non è definitivo, ogni passaggio la apre ad altro, allontanandola dalla sua origine in un ciclo di continue rinascite.
L’operazione quindi non diviene puro processo, come si potrebbe credere, ma qualcosa di oggettivamente nuovo. Non c’è il definitivo superamento dell’oggetto ma un suo limite massimo, probabilmente invalicabile.

Inizialmente l’idea era anche quella di seguire capillarmente la trasformazione dell’opera nei suoi passaggi creando delle tavole evolutive che schematizzavano le molteplici possibilità dell’evoluzione e del viaggio delle opere (10).
Per le grosse difficoltà incontrate questa interessantissima parte del lavoro è stata sospesa dopo una pubblica presentazione durante il Decentralized Worlwide Networker Congress di Ravenna del 1992.

I circa 2500 interventi ricevuti fino ad ora sono depositati presso il Mail Art Archives di Dogato (Fe), Italia (11)

Note

(1)Iniziato nel 1990, il progetto è ripartito nel 1997 dopo una pausa di qualche anno (‘93-’97). Le elaborazioni della base hanno però sempre continuato a circolare.
(2)ARTZINE – laboratory-review of aesthetical projects era il nome della mia prima testata di micro-magazine dedicati alla Mail Art (1986).
(3)Una delle caratteristiche di BNEtzine è quella di mantenere il modello della lettera postale e per sottolineare ulteriormente la propria valenza mail, ogni busta viene decorata con timbri autoprodotti riferibili ai contenuti del numero. Per quanto riguarda la mia produzione di timbri vedi anche John Held, Jr., L'ARTE DEL TIMBRO - Rubber Stamp Art, AAA ed. pp. 40-43.
Bnetzine ha avuto nel 2000 una breve appendice sul WEB, che però non ha avuto seguito
http://digilander.iol.it/wwwart/bnetzine
(4)Nella nuova serie di Bnetzine (dal 2000) oltre a documentare il BXA pj si da notizia di altri aspetti della mia rete personale: i meetings, le situazioni performative e gli eventi riferibili comunque all’area del Mail Art Network; gli spazi che altre pubblicazioni, siti web o altre iniziative come mostre o incontri danno al BXA pj o allo stesso BNETzine. Inoltre la rubrica RAY CLUB, LETTER-BOX collection, BNETfriends, etc.
(5)Nel suo ‘Arte Postale’ Vittore Baroni ha colto il nesso fra il progetto BXA e il lavoro di Ray – pp126-127. Vittore definisce questi progetti a catena.
Vittore Baroni “Arte Postale—Guida al network della corrispondenza creativa” ’97, AAA ed.
(6)Il riferimento è al lavoro di Cage, al New-DADA, agli Happening e a Fluxus cui si può riferire Ray
(7)Il rapporto fra la mia esperienza performativa e la cultura zen si è poi approfondita con la partecipazione a sedute di SHODO – la via della scrittura tenuti con il maestro giapponese Norio Nagayama.
(8)La base era una fotocopia A4, con al centro la mia faccia dentro un fotogramma e con sopra la scritta ‘artslides’, il tutto dentro una sottile cornicetta con alla base l’invito ‘ alter , pass and send a copy to ‘ cui seguiva l’indirizzo. A partire da alcuni degli elementi sopra descritti sono seguite svariate basi ad opera di altri networker.
Anche Ray è intervenuto al progetto e di questo particolare incontro ho parlato nel convegno a lui dedicato a Firenze nel 1998 “Quello spirito folletto di Ray”. Alcuni basi con suoi interventi sono visibili nel sito Artpool di Budapest (cit.).
(9) A questo e coerentemente si salda una visione critica nei confronti del sistema dell’arte e della comunicazione e più in generale delle stessa società capitalistica. Per questo il progetto
Add & Pass può collegarsi ai neoisti progetti dei nomi multipli: Monty Cantsin, Luther Blisset , WU MING.
(10) Oltre alle tavole evolutive si elaboravano tavole tipologiche dei diversi tipi di intervento e/o alterazione.
(11) MAIL ART ARCHIVES, via Bordocchia 69, 44020 Dogato (FE), Italy
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