Francesco Baiocchi
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Claudio Romeo ha lasciato un commento su Francesco Baiocchi
"Francesco, benvenuto in questa piazza virtuale che è DodoDada, qui potrai liberamente parlare di Mail Art (quella vera, quella che NON è mera "decorazione" ne semplice spedizione di opere) e corrispondere con mailartisti…"
15 Gen 2013
Francesco Baiocchi è ora membro di Dodo/Dada ARTE POSTALE
15 Gen 2013

Informazioni sul profilo

Da quanto tempo fai Arte postale (mail art)
Ora
"Parlo" un po' di me...
Francesco Baiocchi nasce ad Abbadia S. Salvatore (Si) il 22 marzo 1982, figlio di un'insegnante di scuola materna e di un operaio specializzato, con un grande estro artistico verso ogni tipo di arte visiva: scultura, pittura, disegno. Il padre intorno ai quarant'anni (quando Francesco ne ha dieci) inizierà a dedicarsi totalmente all'arte facendo di quest'ultima il proprio lavoro.

Un amore per l'arte quello della famiglia Baiocchi che ha radici anche nelle passate generazioni, con un nonno amante, anche esso, della scultura. Fin da piccolo, dunque, Francesco viene a contatto con questo ambiente, frequentando mostre e concorsi di pittura, ai quali il padre partecipava frequentemente.

Dai suoi genitori, entrambi amanti della cultura, Francesco riceve un'educazione basata anche sulla letteratura e la musica. Quest'ultima si rivelerà poi l' altra grande passione del Baiocchi, che sin dall'età di dieci anni, si accinge allo studio della chitarra classica frequentando in un primo momento i corsi di musica comunali e proseguendo poi come autodidatta con lo studio della chitarra acustica ed elettrica, del basso e della batteria

Nonostante le proprie doti artistiche frequenterà il Liceo Scientifico, senza mai accantonare il mondo dell'arte.
Successivamente al liceo, e dopo un periodo di indecisione, si iscrive prima alla facoltà di Beni storico-artistici, cinematografici e teatrali presso l'università di Siena, poi a Filosofia a Firenze, dove consegue la laurea nel 2008. Sono questi anni in cui assieme allo studio della Filosofia Francesco continua parallelamente con la pittura e la musica. Sarà dopo la laurea che inizierà a dedicarsi totalmente ai suoi doni artistici, dedicando sempre più tempo alla musica e alla pittura.

La pittura di Francesco, acrilico su tela, esprime un vero e proprio movimento dove le schede di computer rappresentate e le loro componenti elettroniche si muovono sinuosamente sulla tela fino a dar vita a paesaggi metropolitani che generano, a loro volta, veri e propri mondi. Il ricordo degli stampati elettronici è dato dall' utilizzo del giallo accesso con il quale l'artista raffigura linee precise che non sono altro che la pura energia della comunicazione. I colori fulgidi e brillanti si inseriscono in veri e propri contrasti, che tendono ad una composizione armonica.

In alcune opere alle tinte radiose delle componenti elettroniche si affiancano fiori, orchidee, come per ricordare l'importanza e la bellezza delle meraviglie estetiche del mondo naturale, una realtà che non deve essere tralasciata né trascurata; per approdare così ad un giusto utilizzo dei nuovi potenti mezzi comunicativi, affinché la nuova rete capillare approdi in atteggiamenti politici, economici all'avanguardia e caratterizzati da una maggior consapevolezza e rispetto sia dell'individuo singolo che della collettività (aspetto sociale, naturale, ecologistico).

È in questo continuo moto che l'energia viene rappresentata come una forma stessa della comunicazione. Ed è nella mutazione delle forme, avvenuta grazie all'utilizzo complesso e mediatico dei sistemi informatici e multimediali quali ad esempio internet, che si crea una nuova percezione del mondo, dell'informazione, una simultaneità di immagini, video, scrittura, che come la res extensa cartesiana invadono il globo in tempo reale, costituendo a loro volta un universo a sé stante.

Francesco ama viaggiare e visita così, rimanendo molto colpito, luoghi come Il Prado a Madrid, la Tate modern di Londra, il museo Dalì in Spagna, il museo Van Gogh ad Amsterdam. Nonostante la sua osservazione per i classici il grande stimolo alla sua pittura è dato dalle importanti figure dell'arte contemporanea, infatti, dopo gli anni fiorentini nel 2010 si trasferisce a Berlino. Il fascino di questa città, nonché l'importanza culturale contemporanea che la capitale tedesca va acquistando negli anni, non può che aumentare i suoi stimoli artistici. Saranno i musei berlinesi come l'Hamburger bahnhof museum a sollecitare il suo interesse; e proprio in questa città, oltre a dipingere numerose opere, inciderà il demo di un disco, sintesi del suo progetto musicale: Motherboards Project che rappresenta, attraverso il suono, la visione totale che Francesco ha dell'arte. La sua musica non si scinde mai dalla pittura, dalle tinte che dominano le sue tele, ed ecco che queste idee prendono forma durante i suoi concerti dove il suono si accompagna alle istallazioni-audiovisive. Si tratta di vere e proprie sinestesie, dove la musica si lega alla vista. E questo legame è reso ancora più forte dalla pittura che lo stesso fa sul palco, proprio per veicolare un messaggio di inscindibilità della propria arte.

I suoni creati, come del resto le sue tele, non possono essere racchiusi in una corrente precisa, in lui si trovano gli influssi del Pop, dell' Elettronica, del Rock Sperimentale e il tutto si lega ad una sperimentazione nuova.

L' esperienza dell'artista non si distacca dalla propria idea di bello estetico, la pars destruens consiste in una recezione personale dei contenuti, per dar vita ad una propria pars construens, che consiste nella ricerca di una metodologia sempre pronta a distruzione, evoluzione. Si crea così un forte impulso iconoclasta, una desiderio di libertà che si articola sia sulla sfera emotiva che su quella razionale, rappresentando la sofferenza e la mancanza di un terreno sicuro sul quale camminare. Sono questi i tratti a cui arriva grazie anche agli studi filosofici intrapresi, dove le grandi menti del pensiero studiate hanno fornito l'esempio di una ricerca razionale, logica e scientifica, senza mai arrivare ad una stabilità certa, proprio per la mancanza di verità assolute. Ed è soprattutto il pensiero di fine novecento che lo affascina; là dove si è cercato di stabilire legami tra arte e logica tirando in ballo i vari linguaggi di espressione (musica-pittura-letteratura). È l'idea del cambiamento che domina, il superamento continuo delle vecchie convinzioni, dove la ricerca delle risposte risulta vana. La sua arte dunque non vuole cerare risposte, né svelare verità, ma si dirige all'emotivo, affrontando la solitudine prodotta dal pensiero razionale, cercando invece, le possibili strade da perseguire, vie che si aprono nell'immaginario di Francesco, come vere e proprie immagini, rese poi nella tela ed accompagnate dalla sua musica. L'universo dell'artista è popolato da idee e forme in espansione che vengono trasportate nei suo dipinti con vitalità, dinamismo. La base dalla quale parte è il nero, il primo colore che accarezza la sua tela, e da esso si sviluppano i mondi dei colori brillanti, dando vita ad una vera e propria tendenza a rielaborare un' amalgama di idee. I pigmenti energici, freschi, cercano di sciogliere il groviglio di idee, immagini, ricordi. Le emozioni sono le vere protagoniste di questi bagni di colore, alle volte le forme sono visualizzate e trasportate, altre invece, sono un gesto puro d'espressione che sfocia in tratti astratti.

Francesco Baiocchi, fin da piccolo vive immerso nel mondo dell' arte (studiando musica, prima presso scuole comunali, poi da autodidatta) e coltivando parallelamente un amore nei confronti della pittura e delle arti visive. Il progetto prende finalmente corpo dopo la laurea in Filosofia, conseguita presso l' Università degli studi di Firenze, quando Francesco riprende a scrivere musica e a dipingere a tempo pieno. L'incontro dei diversi linguaggi dell'arte contemporanea, della musica contemporanea, e della filosofia contemporanea sfociano così in un solo progetto multimediale. Le immagini e i dipinti nascono come elaborazione concettuale di componenti elettroniche, schede madre di computers, circuiti stampati, che si trasformano e si evolvono in paesaggi e agglomerati metropolitani. La musica si struttura su basi elettroniche; sulle quali si sedimenta la canzone attraverso strutture non ordinarie (campionamenti di vari strumenti e rumori, sovraincisioni, strutture poli-ritmiche, sintetizzatori che si fondono con gli strumenti classici della musica rock contemporanea). La scheda madre, l'anima del computer, diventa elemento portante del progetto musicale. L'inorganico elaboratore diventa mezzo e addirittura soggetto della composizione per mezzo di un vero e proprio spirito intrinseco. Grazie ad un' elaborazione grafica al computer i dipinti si trasformano in video arte, che durante le performances, anima le sagome dei musicisti. In breve tempo le opere pittoriche vengo presentate in esposizioni personali, collettive e in importanti gallerie, trovando ottimo riscontro e apprezzamenti critici, fino ad ottenere, molto presto, una quotazione. L'intero progetto pittorico/musicale/filosofico, molto versatile viene
apprezzato in clubs, piccoli locali, feste etc. Le prime registrazioni musicali, così come le prime opere pittoriche, sono produzioni itaiane. Successivamente al trasferimento del 2010 in Germania (Berlino) viene registrato un Demo (album di 8 tracce) in studio, grazie alla collaborazione dell'amico berlinese musicista e produttore Alan Vichi. L'approccio e la tendenza delle composizioni rimarranno sperimentali, accogliendo, modificando e stravolgendo, tutti gli aspetti della musica rock, pop, elettronica. Anche l'arte pittorica, grazie all'infuenza dell'ambiente cultura
berlinese (che ai giorni d'oggi ospita i più grandi artisti dello scenario contemporaneo) subisce una grande mutazione, riuscendo ad inserirsi in una direzione molto più cosmopolita. Agli scenari
metropolitani, che già si dispiegavano sulle tele, si aggiunge e si fortifica, il ricordo berlinese.
Francesco, portando avanti il progetto Motherboards, sia solo che in gruppo, si esibisce in vari ambienti, accostando anche esposizioni, videoproiezioni, performances audiovisive e live painting, durante le serate. Una volta tornato in Italia la formazione musicale si stabilizza con Baiocchi alla composizione, chitarra elettrica, computer, voce e videoarte, Stefano Forti al basso e Fabio Contorni alla batteria elettronica. I tre avevano precedenti esperienze musicali assieme avendo suonato nel trio ìsdottir, una band di musica rock psichedelico e sperimentale (fino al 2005).
Il successo e l'apprezzamento crescono progressivamente grazie alla musica e all'arte, considerate molto originali.

Consuelo Bambagion
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Alle 9:27 del 15 Gennaio 2013, Claudio Romeo ha detto...

Francesco,

benvenuto in questa piazza virtuale che è DodoDada, qui potrai liberamente parlare di Mail Art (quella vera, quella che NON è mera "decorazione" ne semplice spedizione di opere) e corrispondere con mailartisti giovani e con "punti di riferimento" del network... Qui potrai inserire anche le immagini della tua mail art (per cortesia non inserire opere non inerenti), facendo questo e "navigando" un po' tra le pagine di DodoDada, tra forum e blog (cosa che ti consiglio di fare per meglio capire la filosofia - non collezionismo o passatempo- dell'arte postale vero movimento artistico che si conserva e si rinnova da 50 anni, avremo modo di approfondire reciprocamente la conoscenza. Ciao Claudio

P.S. In parlo un po' di me sarebbe preferibile inserire un breve testo da te scritto (magari non in -terza persona-) piuttosto che "recensioni" e/o apparati critici...

 
 
 

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