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Ray JohnsonIl collage si pone come modello che va da Kurt SchwittersaRobert Rauschenberga John Cage,dalla poesia alla musica, alla pittura. E nella letteratura maestroindiscusso è William S. Burroughscon i suoi cut-up. La ragione del successo attuale del collage èl'elemento dell'ambiguità, come sostiene Gillo Dorfles, è il sapercomunicare che, dopo la fine delle grandi visioni utopistiche, ilmondo ci si presenta in frammenti,…Ulteriori informazioni
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arte postale

Arte postale - terzo millennio
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lunedì 9 marzo 2009 alle ore 18.12


L’arte postale è sopratutto un lavoro collettivo, ogni mostra alla quale partecipano, di norma, centinaia d’operatori è un corpus a se stante. Un operatore invia il suo lavoro ad un altro che postalmente risponde: si crea così un feed-back che è una delle componenti essenziali della mail art. Altra componente è che la mail art non è solo un’arte spedita per posta, ma essa viene concepita fin dall’inizio, proprio espressamente per la posta, dunque non è uno scambio d’immaginine più o meno artistiche tra operatori. Dalla posta si è poi passati ad altri più sofisticati mezzi di comunicazione quali telefono, telex, telegrammi, radio, TV, computer, fax ed internet. Molte sono le motivazioni che hanno contribuito alla creazione d’un circuito d’interscambio postale, ed una di esse è stata sicuramente la continuazione delle esperienze underground che si trovavano ovunque in un empasse totale, non sono mancati tuttavia notevoli agganci con le esperienze delle passate avanguardie artistiche, dalla pop art ai situazionisti, infine ad alimentare ulteriormente il circuito postale vi è stata l’immissione dei giovani poeti, visivi e non, che erano alla ricerca d’un loro nuovo ruolo e di nuove collocazioni.
L’idea di partenza sulla quale poggiano le teorie mail, è la seguente: non esiste più l’artista, tutti hanno la possibilità e la capacità d’esprimersi creativamente e d’immettersi all’interno del circuito, la comunicazione è liberata e tendenzialmente indipendente dalle istituzioni, dalle mafie culturali o dalle censure capestro di critici e galleristi. Il medium postale scavalca ogni filtro culturale per aprirsi ad una comunicazione intima, gratuita, personale, al di fuori d’ogni binario prefissato. L’interdisciplinarietà e la marginalità d’ogni operazione è assoluta, con tutti i risvolti, negativi e positivi, insiti nell’operazione stessa; la barriera autore/fruitore crolla definitivamente in quanto il destinatario è stimolato a sua volta a rispondere in maniera creativa, se viene a mancare l’andata e ritorno il messaggio perde di valore, se un anello della comunicazione s’interrompe anche la mail art s’interrompe, essa sussiste se è solo nei due sensi e se poi l’arte postale non circola, non è fruita, pian piano essa muore.Invii postali, cartoline, xerox, poesie visive, fax, messaggi che navigano in internet, fanzine, ingolfano l’etere, i cavi ed i sacchi dei nostri già affaticati postini, così si scriveva almeno fino a qualche anno fa; anche se è impensabile poter effettuare un censimento globale della mail art, la sua popolazione è stata stimata dai già citati Michael Crane e Mary Stofflet in Corrispondence Art, aggirarsi attorno dalle dieci alle ventimila unità nel periodo della fine degli anni settanta. Se teniamo conto che il numero di esposizioni, progetti e praticanti è certamente aumentato nel corso del decennio successivo che segna il periodo di massima espansione della mail art, segnando il passo solo in questi ultimi anni, non dovrebbe esser troppo lontano dal vero una stima complessiva di almeno cinquanta o centomila individui che per periodi più o meno brevi di tempo hanno fatto parte della rete postale, questo almeno è quanto afferma Baroni. Un numero certo troppo elevato per un qualsiasi gruppo o movimento artistico che voglia presentarsi con una sua precisa ed unitaria identità, ma anche un numero, in fin dei conti risibile rapportato alla popolazione del pianeta se vogliamo considerare l’arte postale alla stregua d’un fenomeno culturale.
Se vogliamo invece considerarlo anche in prospettiva statistica, la mail art è qualcosa d’indefinibile che si colloca a metà strada fra due estremi con sue caratteristiche peculiari: è molto di più d’una confraternita d’amici di penna, ma molto di meno di una moda planetaria, risulta impossibile da censire materialmente – chiunque può inventarsi o scoprirsi mailartista – anche se a ben vedere sono poche centinaia i networker rimasti attivi in rete per più di un decennio o addirittura poche diecine quelli attivi per due decenni o più. Uno sguardo d’insieme sulla metamorfosi avvenuta nella scena mailartistica dalle origini ad oggi può servire a questo punto per dissipare qualche dubbio sulle reali dimensioni del fenomeno. Lasciando da parte i precursori, di cui si è detto, l’arte per corrispondenza degli anni ’60 è un’attività quasi carbonara, che si sviluppa più o meno contemporaneamente in diverse parti del globo, soprattutto grazie alle liste FLUXUS sia in Europa sia negli USA, alle reti di corrispondenza tessute da Ray Johnson, ed i contatti fra poeti sperimentali nell’America Latina. Il fatto che non esistessero ancora modelli a cui conformarsi, rende la mail art di questo decennio, estremamente varia, fresca ed imprevedibile. Il numero relativamente ridotto di praticanti permette di mantenere alto il livello di comunicazione personale, lo scambio intimo ed approfondito. Questi primi praticanti lo sperimentalismo intermedia si considerano artisti tout court che usano anche il mezzo postale, a fianco di numerosi altri. Le posizioni mutano con le prime grandi esposizioni degli anni ’70, che agiscono come veri e propri virus, contagiando ed ispirando diecine di nuovi praticanti. Il processo poi si replica a catena, dando vita ad una seconda generazione di operatori che non hanno problemi ad autodefinirsi specificatamente artisti postali.
Si consolida così una serie di consuetudini per quanto riguarda l’organizzazione di mostre e progetti, cominciano a distinguersi autori specializzati in particolari aspetti dell’attività postale: timbri, francobolli, cartoline, buste, ecc. Prende forma anche lo spirito di rete, il senso d’appartenenza ad una comunità internazionale con la formazione di numerosi gruppi e sottogruppi ad imitazione della New York Correspondance School. Dopo la metà degli anni ’70, parallelamente all’esplodere del fenomeno punk, inteso nel suo complesso di ramificazioni sub-culturali, grafico-visive e comportamentali, oltre che come corrente musicale, l’arte postale subisce una graduale, ma sostanziale trasformazione: da espressione in fin dei conti coltivata da una più o meno cerchia d’artisti e poeti professionisti e semiprofessionisti, si passa ad una pratica allargata che coinvolge migliaia di persone dei più diversi starti sociali col conseguente disturbo di un buon numero d’artisti e pionieri del genere, che non vedono di buon occhio questo processo di popolarizzazione. La crescita del numero di operatori si accompagna ad una progressiva diffusione dei contatti in paesi diversi da quelli ove la mail art ha avuto origine. Negli anni ’80 mentre nell’arte ufficiale, dopo le eccentricità dei due decenni precedenti, le redini tornano saldamente in mano ai mistificatori delle leggi del mercato, critici, galleristi, mafie culturali, ecc., con un reazionario ritorno in auge della pittura da cavalletto, transavanguardie, ecc., la strada della mail art diverge sempre più da quella delle biennali, piene di tele gigantesche e costosissime, ma prive di aura, cercando invece spazi in aree spiritualmente più affini, privilegiando sempre la propria miniaturizzazione del mondo all’insegna del "piccolo è bello". Con un’età media dei praticanti che da 30, 40 dei decenni precedenti, tende ad abbassarsi sui 20, 30 ed anche meno, la terza generazione di arte postale s’avvicina a quelle sub-culture giovanili che hanno mantenuto in vita attitudini di ricerche interdisciplinari: il mondo delle fanzine autoprodotte, delle etichette musicali indipendenti, della small press alternativa, circuiti d’autori impegnati in tendenze artistiche messe in disparte dal mercato, quali body art, performer, copy art, video art, poesia visiva e concreta, ecc. fino alle nascenti comunità di hacker e navigatori (cow boy) del cyberspazio.
Vittorio Baccelli

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il collage

Post aggiunto il 2 Gennaio 2011 alle 18:54 2 Commenti



Ray Johnson

Il collage si pone come modello che va da Kurt…

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disfida poetica dialettale

Post aggiunto il 16 Giugno 2010 alle 11:07 0 Commenti

disfida poetica triangolare

DISFIDA POETICA DIALETTALE









Quest'anno la Disfida poetica organizzata dalla Cesareviviani non vedrà solo le squadre di Lucca e di Pisa cimentarsi in rima, ma sarà allargata anche alla componente dialettale livornese. L'anno passato gli incontri/scontri si tennero a Lucca, presso la Casermetta Santa Maria, a Calci presso il Circolo Acli e a Borgo a Buggiano, ove fu giocata la bella tra le due squadre, al teatro polisala Gambrinus. La… Continua

Alberto Rizzi

Post aggiunto il 23 Maggio 2010 alle 14:56 0 Commenti

ALBERTO RIZZI - LUCCA – La presenza dell'architetto Alberto Rizzi di Rovigo alla rassegna “al bridge con l'Autore” è stata oggi confermata. Nato nel 1956 ad Arco di Trento, Alberto Rizzi inizia ad operare nella seconda metà degli anni '70 nella pittura astratta, prima, allargando poi i suoi interessi ad altri campi dell'arte visiva e della scrittura. Abita ora a Ceregnano (RO) e nella stessa provincia lavora come insegnante di Storia dell’Arte. È nel corso dei primi anni '80 che si avvicina… Continua

arte postale terzxo millennio

Post aggiunto il 27 Giugno 2009 alle 23:10 0 Commenti

Arte postale - terzo millennio







L’arte postale è sopratutto un lavoro collettivo, ogni mostra alla quale partecipano, di norma, centinaia d’operatori è un corpus a se stante. Un operatore invia il suo lavoro ad un altro che postalmente risponde: si crea così un feed-back che è una delle componenti essenziali della mail art. Altra componente è che la mail art non è solo un’arte spedita per posta, ma essa viene concepita fin dall’inizio, proprio espressamente per la posta,… Continua

Spazio commenti (17 commenti)

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Alle 20:44 del 12 Ottobre 2012, ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART ha detto...

 

Un grande uomo  come  Vittorio Baccelli non si può dimenticare.

Non sei presente tuttavia sei ancora con noi.

 

Poi, nel mio blog ho trovato in ritardo, troppo in ritardo,  un suo commento ad un mio articolo del 08 gennaio 2010 alle ore 14:19   in cui scriveva...

 

MISTERO
Venerdì 8 gennaio alle ore 21,0

Sul canale televisivo ITALIA 1 ci sarà la trasmissione di Enrico Ruggeri intitolata "Mistero" Nella trasmissione potremo assistere all'intervista di Pietro Gerardo Violi coautore dell'antologia “Accenti diversi, storie diverse”, che ha contribuito con un racconto dal titolo, "Respiro infinito". Il nome di Pietro Gerardo Violi è legato a quello di Padre Pio: prima per avere lavorato come medico per tutta la vita all'ospedale di San Giovanni Rotondo e poi per avere contribuito scientificamente alla beatificazione del Santo. Altro coautore dell'antologia è Vittorio Baccelli che propone un'intrigante racconto tra fantasia e realtà. La prossima presentazione di questa antologia è prevista per sabato 30 gennaio alle 17.00 a San Miniato (PI) presso il circolo Arci di Isola.

vittorio baccelli 

08 gennaio 2010 14:19 

 

 

Anche questo è un modo per ricordarlo, Ciao

 

Alle 12:23 del 12 Ottobre 2012, Lancillotto Bellini ha detto...

Grazie per avermi iniziato all'arte potale!

Alle 10:31 del 24 Ottobre 2011, Claudio Romeo ha detto...

Una dozzina di giorni fa gli auguri di buon compleanno... Ora la notizia della tua "partenza definitiva"... Pur essendo divisi da alcune idee politiche, la passione, l'amore per la mail art ci univa nello spelendido crogiolo che è appunto il network postale. QUESTO E' QUELLO CHE CONTA, unito al sempre reciproco rispetto del proprio sentire, vedere, vivere. COMUNICARE, ecco quello che purtroppo ora non è possibile. Tu forse stai preparando card per i tanti networker che sono con te "altrove", ce ne sono tanti e tu hai corrisposto con loro, il mio augurio, ora è continuare il "gioco" con loro, lo chiamerai ancora "andata&ritorno"? Ciao

Claudio

Alle 7:12pm on Ottobre 11, 2011, Lancillotto Bellini ha fatto a vittorio baccelli un regalo...
Regalo
Molti auguri per un felice compleanno! Lancillotto
Alle 19:10 del 11 Ottobre 2011, ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART ha detto...

 

 

Un salutone e un augurio di Buon Compleanno all'amico Vittorio Baccelli. Giovanni

Alle 18:43 del 1 Gennaio 2011, Lancillotto Bellini ha detto...

Ti auguro un felice e proficuo e creativo 2011!

Lancillotto

 

Alle 15:03 del 19 Luglio 2010, Lulu' - Lucia Nerucci ha detto...
Ciao piacere di conoscerti, e condividere questa passione , a presto
Lulù
Alle 19:57 del 11 Maggio 2010, ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART ha detto...
Alle 20:10 del 22 Gennaio 2010, TIZIANA BARACCHI ha detto...
LIMITE, SCAMBIO, SEGNO
LIMIT, EXCHANGE, SIGN

Un omaggio alla città di Portogruaro attraverso un progetto di arte postale che pone a tema tre delle parole chiave costituenti le ragioni della sua fondazione, unite dal comune scorrere.


Limite
margine tra terra ed acqua,
tra il porto fluviale e le strade del commercio,
tra i canali e i giardini dei palazzi,
costante riferimento ad un cambio di sistema, materia e colore.


Scambio
non solo di merci ma anche di colori, profumi,
influenze artistiche ed architettoniche,
di reciproca conoscenza,di cultura quindi.


Segno
condizione di assenso gestuale, conclusione di un accordo,
e contrattazione, una traccia sovrapposta a tante altre
il cui significato è oltre la somma delle parti


Progetto a cura di Rizoo Group, Tiziana Baracchi e Proloco di Portogruaro
Formato e dimensioni dei lavori:
quadrato di dimensione massima 21 x 21 cm
Solo invii per posta, non e-mail

Nessuna restituzione, nè tassa, né giuria, né vendita

Mostra in programma a Portogruaro (VE) nel 2010
Documentazione on line sul sito: www.rizoo.altervista.org
info: daliobaracchi@hotmail.com – aurogentile@tiscali.it

Scadenza 31 Marzo 2010

Spedire a:
Proloco di Portogruaro,
via Cavour 33
30026 Portogruaro (VE)

Alle 17:44 del 21 dicembre 2009, Pierpaolo Limongelli ha detto...

 
 
 

TRADUTTORE DODODADA

PER TRADURRE CLICCA SUL BOTTONE DI DESTRA (a fianco della lingua con cui si vuole tradurre).

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