Per un confronto sull'attuale stato della mail art

Scusate la mia scrittura non sempre fluida ma ho pensato che potesse essere interessante condividere alcuni pensieri attorno allo stato attuale della mail art.

L'intenzione non è nostalgica, ma esprimere il desiderio di un possibile confronto pacato sullo stato attuale dell' arte postale in modo da poter continuare a comunicare con l'arte in maniera più chiara e consapevole*.


Mi son chiesto, di recente e in varie occasioni, ma cosa è cambiato nella mail art e quando, se da un po' di tempo chi riceve i posta a contenuto estetico, chi riceve in dono un'opera frutto del lavoro e del pensiero di qualcuno si permette atteggiamenti critico-estetici pubblici?

Cosa è cambiato per cui qualcuno che invia una propria opera come dono, spendendo quattrini, tempo e quant'altro poi si senta criticato in termini di qualità, efficacia o addirittura bellezza estetica?

Qualcosa deve essere cambiato e di radicale. Forse dovremmo prenderne atto e farci i conti.

Sicuramente è cambiato il contesto sia ideale che strutturale.


Da una parte sono andate in crisi le utopie del cambiamento; il sogno di una società globale, pacificata, giusta ...l'Età dell'aquario per dirla in termini New Age.

Abbiamo assistito alla diffusione di una globalizzazione del modello tardo-capitalistico, alla nascita di nuovi conflitti a partire dall'Europa al Medio Oriente, alla diffusione dei fanatismi religiosi.

Contemporaneamente si è diffuso capillarmente l'utilizzo dei personal computer e l'uso del WEB.


Per quanto riguarda l'entrata in scena della tecnologia informatica, la diffusione della rete e da ultimo dei social network, hanno allargato la possibilità di confronto scambio e conoscenza ma dall'altra hanno fatto sì che si riducesse la necessità della coesione dei membri del circuito della mail art di sostenere la rete stessa.

Il network della mail art assomigliava molto ai social, in parte ne anticipava meccanismi e modalità ma per esistere bisognava che ogni elemento o nodo della rete diventasse oltre che operatore estetico anche server, diffusore di intenzionalità degli altri membri, doveva permettere la diffusione indirizzi dei mailer, inviti a progetti, eventi, etc.

Ognuno era importante per mantenere nel tempo quella rete che permetteva l'esserci della mail art.

Ad un certo punto questo bisogno è venuto meno, la collaborazione per mantenere funzionale la rete non serviva più. Non serve più.

I social prevedono questa potenzialità comunicativa e ci si può orientare sulle differenze più che sulle cose che ci unificano.

Non so se quanto sopra ipotizzato sia o mono fondamentale ma questo effetto esiste.

Il numero di discussioni che i social ci hanno permesso sono state molte e in queste si sono evidenziate concordanze ma anche molte ed evidenti differenze.

Differenze di gusto, ideologiche, valoriali e quant'altro.

Quando una squadra lavora ha un' obiettivo comune, uno scopo condiviso e vanno valorizzate le caratteristiche comuni. Se ho bisogno di te passo sopra al fatto che certe cose non siano di mio gusto, per tornare all'esempio iniziale.

La pariteticità, il sentirsi uguali che andava oltre le differenze tecniche, di poetica e di intenti tende a venire meno.

L'idea del valore, assoluto per chi ci crede o relativo, diventa importante e dal
'valore' viene il giudizio.


Il contesto sociopolitico ha inoltre fatto si che alcuni idee che erano condivise da tutti oltre le proprie sensibilità politiche o etiche, in un qualche modo trasversali hanno smesso di essere tali.

L'idea della Pace, della solidarietà, della libertà sono solo parzialmente comuni.

Anche questo riconferma la riduzione dei tratti condivisi, una sottolineatura delle differenze a scapito dei tratti comuni.



*'Per un confronto sull'attuale stato della mail art' compare come post dei blogs di DODODADA -arte postale e su facebook come nota alla bacheca personale a partire dal 24.02.'10.










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Tag: New, age, art, cambiamenti, giudizio, globalizzazione, mail, pace, valore, web

Commento

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Commento da Rosa Biagi su 1 Marzo 2010 a 23:01
Raf..l'ho detto che l'esempio è scemo..anzi. boh..non so..rozzogrezzo sicuro
tu ci hai aggiunto il quid pubblicitario..appunto..il punto ,,che spazza-fregatura mi aspetta oggi?
tu ci hai fatto un gran lavoro sopra..mica a caso
tocchi una cartolina e ..zac ..ti ritrovi una multiproprietà a vita mentre stavi soppesando un tre per due
però lo spaesamento del regalo vero, ignoto sconosciuto alieno in ogni cervello contemporaneo ..mi attrae..non so in che forma
nella guerrila art (mica invento niente) il tutto avviene con oggetti..tipo libri lasciati sulle panchine
o piccole opere d'arte appese agli alberi col messaggio "ti piace? è tuo..se non ti piace regalalo a qualcun'altro"
Commento da Bruno Capatti su 1 Marzo 2010 a 20:41
'Contributo al confronto sull'attuale stato della mail art'
http://dododada.ning.com/profiles/blogs/contributo-al-confronto
Commento da raffaella formenti su 1 Marzo 2010 a 17:39
ehi, Rosa, forse si chiederebbero "quale altra forma pubblicitaria strana mi infilano in casella?" "che mi vogliono vendere?" "Dov'è il trucco?"
Io ho ricevuto per molto tempo strane buste e oggetti dal Brasile senza mai sapere chi me le spedisse... e l'ho trovato estremamente intrigante, in effetti! Fino a che altri mi hanno svelato la fonte degli invii e DA DOve avessero preso il mio indirizzo...

Commento da Rosa Biagi su 1 Marzo 2010 a 15:19
seguo Silvia..se la MA si apre a idee e media nuovi non è solo un naturale processo di crescita?
stare arroccati dà sicurezza...forse identità apparentemente solida-riconoscibile.
ma stare fermi è pericoloso assai! no? (mi viene in mente la cosiddetta sinistra attuale..sorry)
mica si cambia natura, se mai si amplia la forma..e se la forma rivitalizza ..meglio
(che farebbe OGGI Ray Johnson?..)
esempio stupido buttato là, prendetelo per quello che è
se noi cominciamo a spedire cartoline a signori x y z presi dall'elenco telefonico scrivendogli che stiamo regalandogli un'operina, che se la tengano o la regalino a loro volta..facciamo o no mailart?.. certo azioni così richiedono
una comunicazione MOLTO ampia
la differenza? è solo rivolgersi all'esterno invece che all'interno...
avete esempi più intelligenti? sicuro..
Commento da vittore baroni su 1 Marzo 2010 a 8:08
se non vogliamo chiamarla mail art, chiediamo aiuto alle infermiere di Art Detox

Commento da Bruno Capatti su 1 Marzo 2010 a 0:50
commenti alla nota Per un confronto sull'attuale stato della mail art
sulla pagina di facebook al 28.02.10 ore 23,30

Alberto Gallingani
grazie Bruno... è fuori dubbio che i cultori della mail art (è l'ultima volta che uso questo termine) hanno subito un mutamento socio/culturale e il loro approccio è cambiato con il mutare dei mezzi di comunicazione... ribadisco (sicuramente questo non interesserà a nessuno) NON E' PIU' MAIL ART!
Va tutto bene... basta chiamarla in un altro modo!

Bruno Capatti
per ulteriori commenti vedi
http://dododada.ning.com/profiles/blogs/per-un-confronto-sullattuale

Silvia Giusti
forse tanto è mail art e ci sono delle "sotto"azioni che possono beneficare di altri nomi pur rientrando in un grande contesto anche se modificato come d'altra parte il tempo, la vita ecc...ci propongono.
Infine, grazie Bruno per questo tuo modo mooooolto pacifico e mooooolto mail artistico di usare usare diverse piattaforme e per non avere paura nell'allargare sconfinatamente i contatti.
@_"
Commento da vittore baroni su 28 Febbraio 2010 a 0:15

Commento da Rosa Biagi su 28 Febbraio 2010 a 0:08
..
beh, almeno possiamo fotocopiarlo in due..(avanti il prossimo)
anzi..guarda..lo fotocopiamo comunque e lo distribuiamo all'uscita delle scuole..
quando l'ho letto l'ho pensato come testo unico nella scuola dell'obbligo
Commento da vittore baroni su 27 Febbraio 2010 a 23:56
ehi Rosa, credevo di essere il solo in Italia ad avere il libro di Keri Smith sulla Guerrilla Art... in realtà non l'ho comprato ma l'ho avuto dalla casa editrice in cambio di informazioni sulla mail art, dovevano stampare un libro sull'arte postale, su testo di John Held, ma poi non ne ho più saputo nulla. Si, direi di lasciar riposare i cari defunti come Maciunas e tornare al tema proposto... guardate un po' questo schema "mentale" che ho appena ricevuto dall'iperattivo John Mountain, direi che fa riflettere sugli effetti salutari di una "disintossicazione" artistica...

Commento da Rosa Biagi su 27 Febbraio 2010 a 22:47
scusate..avevo scritto tutto e si è bloccato il pc...insomma..mica bello!
allora..dicevo..io saluterei Ben e, se proprio, lo inviterei qui. e stop
Bru-Cap ha posto una questioncella sulla salute attuale ..sulla sopravvivenza..QUALE?COME?..della MA
Nella realtà tritatutto in cui abitiamo la sopravvivenza è al minimo resistenza.purtroppo ormai spesso individuale
Non è il nostro caso.
Se la Ma esiste e resiste deve anche alzare il tono e rendersi MINIMO udibile fuori dal cerchio degli adepti.
Riprendo da Bru-Cas le parole chiave che mi sembrano fondamentali per ritrovare il filo: ABUSIVO-SEMIABUSIVO, LIBERTA', PROVOCAZIONE..
Vittore sottolinea l'importanza della fluidità, che io chiamo anche contaminazione
Si può mantenere quella meraviglia che è lo scambio interpersonale gratuito non giudicante, a livello personale, pensando contemporaneamente a progetti globali in grado di pungolare e scaravoltare un po' di quiete soporifera,
Provocare è sempre più difficile..farsi ascoltare ed esistere come diversi è sempre più difficile...
Ma esistono forme parallele alla MA..penso alla street art..
e soprattutto alla guerrilla art (vera sorella).
Entrambe hanno un gran bell'impatto e godono di ottima salute (per cui sono anche osteggiate)
Purtoppo il volumetto di Keri Smith sulla guerrilla art non è mai arrivato in Italia (credo)..sono disposta a fare fotocopie per tutti i curiosi
Beh..di idee contaminate-contaminanti ne vengono!! Io ne sto covando qualcuna..ma è prematuro
Se il web ci ha positivamente amplificati ..continuare a metabolizzare altre forme comunicative credo ci potrebbe fare solo bene
..e che bello sarebbe che giudizi e censure ci venissero finalmente dai disturbati, altrochè dall'interno!!

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