
Sbattono le imposte blu nel vento maestrale
si chiudono come occhi vezzosi
portano la mano alle labbra per
non far vedere che manca qualche dente
nella bocca del vecchio palazzo,
le guardo dal basso mentre
su una bicicletta cerco di raggiungere
la nostra taverna preferita.
Non c'è nessuno in questo palazzo
hanno abbandonato i diecimila scalini
tutti per una vita che non abbia più
il ricordo della grande fame.
Non c'è più nessuno che mi possa
spiegare se la sua storia ha il marchio
della fortuna o della sfortuna,
non si può sapere insomma se
la perduta bellezza è una
mancanza di amore
oppure la ricerca di una nuova passione,
che rende stanchi per non
essere capaci di innamorarsi
ancora una volta,
del corpo malizioso e seducente
dei nostri pensieri complessi.
Pierpaolo Limongelli
6/5/08
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